Non mi va più di scrivere

In questo blog, come succede a moltissimi altri blog personali non finanziati, lo stile gli argomenti, le parole dipendono fortemente dall’umore. Quando l’umore è troppo giù non scrivo, non amo ammorbare gli altri con le mie lamentele.

vanity

Di politica scrivo meno, sia perché la situazione generale appare ineluttabile sia perché la testa di chi mi legge è sempre più refrattaria a discutere e riflettere. Di politica scrivo meno perché come commentatore valgo poco e faccio brutte figure.

Tuttavia qualcosa devo scrivere nel mio diario aperto agli amici, la situazione è così grave che non si può stare zitti. Il renzismo imperante sta imponendo con la violenza dei colpi di maggioranza ciò che nemmeno il tanto vituperato Berlusconi si è permesso di fare. Il nostro Alcibiade, nel pieno di un autentico delirio di onnipotenza, dopo che l’hanno illuso con quattro viaggetti aerei a spese del contribuente che il mondo pende dalle sua labbra in attesa delle sue decisive e miracolose riforme, fa e disfa come fosse il vero padrone di tutto con il suo 41% dato da noi poveri allocchi che lo abbiamo votato.

La rimozione dei dissidenti dalle commissioni parlamentari, la responsabilità civile dei giudici, le riforme costituzionali fatte a colpi di testi governativi che non si possono discutere perché concordati con un pregiudicato che sconta una pena, sono ferite così gravi che non va di parlarne, ci si accuccia in un angolo a pensare a chiedersi dove abbiamo sbagliato.

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5 thoughts on “Non mi va più di scrivere

  1. carissimo raimondo e anche carissimo collega,

    ti capisco per lo scoraggiamento, che in me è soltanto un poco attenuato dal fatto di avere tenute ben chiare le distanze da questo pseudo-Partito Democratico nelle settimane scorse.

    spero che il disincanto passi in fretta: c’è sempre bisogno di una riflessione attenta e intelligente come la tua.

    conto di tornare a leggerti presto: non sempre abbiamo concordato su tutto, ma questo post lo condivido completamente…

    un abbraccio

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  2. Caro Raimondo, avevo già a suo tempo letto questo tuo sfogo, che come ben sai, condivido, con sentimento ed io personalmente sono piena di disincanto e di scoramento, ma tant’è…..

    Quello che invece non mi trova in accordo con te, è il bruttissimo” titolo” dato a questo tuo post, con la non tanto velata ipotesi di piantar tutto lì, e finirla: ci mancherebbe altro!

    Ci mancherebbe solo questo tuo abbandonarci!

    Alla mia vita, sempre più complicata ed inguaiata, da italiana media, poco attenta alla politica ma abbastanza per star sempre col fiato sospeso, da madre-di-figli-senza-lavoro, di lavoratrice con sempre meno finanze a disposizione, di contribuente precisa (…e come mai farei, io, ad “evadere”?) che però ogni anno viene “esaminata” dallo Stato con richieste di accertamenti 1) per rimesse all’estero (ho un figlio in Spagna che non lavora e a cui talvolta passo 200 euro!), 2) per controllo spese mediche e scontrini farmaceutici (3 volte di seguito ho avuto polso e mano dx con fratture scomposte e multiple!) ecc…ecc… , di docente ancora in servizio, nonostante i miei 60 anni!, di proprietaria di…”immobili” (leggasi un buco di casa di campagna, trascurata e da ristrutturare, ricevuta in eredità dal babbo deceduto, il quale (pace all’anima sua) pensandomi ancora del suo ceto sociale medio-alto, mai avrebbe creduto di lasciarmi un fardello invece di un regalo!)

    Ecco, dunque, per tornare al tuo “titolaccio”, che ti chiedo di non abbandonarmi (abbandonarci): sei un attento, spiritoso e pungente osservatore delle varie realtà della vita e sai trasmetterle fino ad emozionare il tuo pubblico, i tuoi lettori, i tuoi amici e nemici. Perché perderti? Non lo permetto.
    Riesci a stimolare, a commuovere, a contagiare grazie alla tua profondità emotiva, alla competenza ed alla saggezza che hai accumulato con la tua esperienza di lavoro e di vita.

    Attento caro amico mio, ti avverto.
    Per le mie origini livornesi alquanto brusche, rozze e poco diplomatiche (ahi ahi che dolore riflettere su Livorno, ora!) e per la mia schiettezza ben nota a tutti i miei superiori ed ex superiori 😉 intendimi bene e sappi che questa riflessione or ora da me redatta per te, non è una “sviolinata”, bensì è il riflesso spontaneo e naturale che m’è “zompato” su dal coraçon di getto e senza secondi fini.
    Tanto ormai: a) non sono più la “tua” vice,
    b) non mi inviti più da lungo tempo,
    c) mai più ricevuto un tozzo del tuo pane-Super da mesi e mesi,
    d) spariti regali di marmellate, composte e squisitezze varie “Made in Bolletta”
    e) non mi “nomini” mai in nessun tuo commento, @, messaggio, nonostante il mio enorme Ego e nonostante io, invece, abbia in passato espresso, per la Sua persona, anche in versi, la mia ammirazione e la mia amicizia.

    Chiarito il tutto, continua a scrivere amico mio, continua per questa via, che per te, date le capacità, è un’autostrada!
    Parlaci di politica e di tutto, anche se con fastidio e scoramento.
    Prosegui caro Raimondo, per darci la possibilità di verificare che abbiamo un sentire comune, una unità di vedute, delle verità da condividere e delle capacità da cogliere in noi stessi.
    Fammi (facci) sperare ancora…… altrimenti io finirò col credermi sola, un po’ strana, particolare, penserò di essere io “bizzarra” e mi percepirò “diversa”, sparata dal caso -e dagli anni- in una realtà che troppo spesso mi è estranea, un Petit Prince perdu dans le désert.
    Mi sentirò perplessa e tentennante nel mio modo di essere “normale”, nel mio buonsenso, equilibrio, razionalità, sentimento e rispetto per gli altri.
    Ciao.
    AC

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