Olandesi

Mercoledì pomeriggio siamo andati alla mostra dedicata ad Escher al Chiostro del Bramante. Paolo ci ha dato la sveglia raccomandando di andare, visto che stava chiudendo e che era un peccato che ce la perdessimo. E’ stato un autentico godimento, nel tardo pomeriggio quando Roma in questo inizio di primavera si colora magicamente di nuova vita. Conoscevamo benissimo alcune opere di Escher, i suoi disegni hanno accompagnato tanti articoli di geometria, di scienza, di arte ma ci mancava il primo periodo quello delle litografie dedicate ai paesaggi italiani. Dalla mostra emerge un olandese raffinato, pacifico, innamorato delle bellezze italiane.

chiostro

 

Usciti dalla mostra attraversiamo le stradine che costeggiano piazza Navona, quelle strette, disseminate da localetti invitanti, da tanti bar affollati di romani e turisti per l’aperitivo. una insolita animazione richiama la mia attenzione su gruppi di giovani olandesi, erano olandesi perché la loro incomprensibile lingua è facilmente riconoscibile e perché in genere sono alti, belli, vigorosi, estroversi e spesso sorseggiano birra. Siccome non seguo le cronache sportive ho pensato che era cominciata la stagione dei turisti e che, beati loro, gli olandesi si possono permettere viaggi e vacanze in ogni stagione. Penso sempre che gli olandesi siano ricchi e stiano bene ma che hanno spesso le mani callose, gente abituata a lavorare intensamente, competente, preparata, determinata, brillante. Alla fermata dell’autobus su corso Vittorio vediamo sfrecciare decine di taxi stipati di turisti, turisti appena arrivati a Termini, ancora con lo sguardo quasi meravigliato rivolto alle splendide quinte che circondano le nostra piazze barocche.

Tornato a casa, apprendo che il giorno successivo ci sarebbe stata una partita di calcio. Ieri sera le cronache ci riportano la guerriglia violenta, lo sfregio alla navicella e Trinità dei Monti, leggo oggi del sussulto quasi xenofobo a difesa della nostra città ferita.

Non voglio unirmi al coro di coloro che si stracciano le vesti ma vorrei raccontarvi una riflessione legata al clima di questi giorni, da sud i ribelli con mitra su SUV sotto bandiere nere da nord tifosi violenti gonfi di birra e di ignoranza. Aggiungo, da qui, da casa nostra, tifosi impazziti, violenti e assassini, mafiosi e camorristi … depressi senza speranza. Una realtà molto difficile in cui sempre più spesso si usa l’espressione ‘noi ..loro’, in cui una visione manichea, moralistica, aggressiva, determinata e potenzialmente violenta sta prendendo il sopravvento.

Cosa c’è di comune in tutti questi fenomeni? senza necessariamente assolvere, dovremo cercare di capire.

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