L’ascesa di un temibile politico

Riprendo dopo più di un mese a scrivere su questo blog. Un’estate piena di eventi piccoli e grandi che fanno parte di una intimità personale e familiare che sarebbe sciupata se divulgata con l’amplificatore dei social. Per i lettori che mi vogliono bene dico solo che è stata una delle estati più felici della mia vita velata dalla consapevolezza che tutto finisce e dall’angoscia della sofferenza di mille fratelli che scappano dalla guerra.

Allora torno alla politica, al protagonista di tanti post che fin qui ho scritto. Un mese fa sostenevo che la leadership di Mattia il gradasso si stava appannando. In questi giorni due fatti mi hanno fatto ricredere sul futuro politico di questo personaggio.

Il commissariamento di Marino realizzato in sua assenza, in forme tenui ma ben presentate che hanno ridotto a macchietta un sindaco in cui avevo riposto fiducia. Mattia sta cuocendo a fuoco lento una leadership che avrebbe potuto fargli ombra usando questa volta il silenzio felpato delle segrete stanze dei gabinetti ministeriali.

Il cinismo con cui ha trattato la questione dei profughi sventolando slogan e parole d’ordine mostra un aspetto che ho sempre sottovalutato: Mattia non è un leader ma uno spietato politico che rottama, spiana, annienta, asfalta … Mattia è un gestore di potere privo di scrupoli personali, che dice una cosa e fa il contrario, che gioca sulle contraddizioni altrui, che raramente dice la verità di ciò che pensa.

Sembra che ieri abbia mostrato la foto del bimbo annegato durante il suo discorso, spero che non sia vero, sarebbe un abisso di miserabilità da cui non so come faremo a liberarci.

PS Consiglio di leggere un post molto informato sulla situazione ungherese in cui appare evidente come il renzismo non sia una meteora casuale ma che corrisponde ad altre tendenze politiche presenti in Europa. Ci sono in giro molti Mattia.

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