Il declino di un piccolo leader

Mattia il gradasso a conclusione di una strabiliante carriera che senza elezioni lo ha portato a palazzo Chigi, dopo aver avuto per sei mesi la presidenza dell’Unione, dopo aver proclamato che il vento del cambiamento avrebbe pervaso ogni angolo della terra dopo aver promesso vigore ed efficienza, rapidità e forza si sta rapidamente ammosciando e ritraendo di fronte ad una realtà poco propensa a farsi possedere.

Così la troppa fretta dell’assalto lo condanna a sottrarsi alla vista dei suoi alla festa romana dell’Unità, ci è andato quasi in incognito, ha fatto una partita a biliardino con il fido Orfini (oratorio e sezione, stessi giochi giovanili), ha confermato che rispetterà l’autonomia dei sindaci lasciati affondare nella merda di una realtà immodificabile e si dedicherà solo ai piaceri delle riforme alte, quelle che nel suo gineceo di fedelissime ottiene a colpi di fiducia.

Fuor di sarcasmo, il modo in cui Renzi sta trattando i casi Crocetta e Marino è la lampante dimostrazione dei limiti della sua leadership e della sua limitata capacità politica.

E’ evidente che posizioni pilatesche sono perdenti se i problemi emersi sono di portata nazionale. La  situazione della capitale come anche quella della regione più problematica ma più elettoralmente  rilevante  obbligano il partito di maggioranza a prendere posizione chiara con una linea condivisa con la base elettorale. Sembra invece che cinicamente il nostro voglia che questi piccoli leader locali, che con le primarie sono riusciti ad emergere, soccombano lentamente per lasciare campo libero solo a chi presta giuramento di fedeltà al capo.

Non si rende conto che anche lui, come tanti italiani che hanno perso il lume della ragione, sega il ramo su cui è seduto. Infatti questi personaggi periferici, sindaci scaturiti dalle primarie forse un po’ matti ed incapaci ma portatori di una passione civica ai quali molti elettori hanno dato il proprio voto sono la ricchezza residua di un partito che, se sarà totalmente omologato al renzismo, è destinato a soccombere rapidamente, certamente alla prima attuazione dell’Italicum.

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