Un nuovo cavallo

Noi che abbiamo superato i 65  siamo, chi più chi meno, un po’ nostalgici, in fondo ci manca la DC che con le sue molte articolazioni interne rappresentava tutto il paese.

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Ai nostri tempi il potere logorava forse più di ora e un presidente del consiglio nel giro di un anno  veniva consunto dai problemi ma subito la Balena Bianca aveva pronta una soluzione alternativa  assicurandosi così la più lunga occupazione del potere da parte della stessa forza politica nella nostra storia repubblicana.

Poi ci inventammo l’alternanza e il maggioritario ma la competizione fu alterata da un magnate dell’informazione che con il tubo catodico perforò le menti dei cittadini e ingrassò la loro pancia.

Finché non arrivò la crisi economica vera quella dell’inizio del declino o dello sviluppo zero in cui la disgregazione della compagine sociale fu radicale e forse irrimediabile. Il 50% non vota più e tra quelli che votano un terzo si chiama fuori da ogni alleanza.

Questo parlamento è l’espressione di questa realtà e il renzismo e il suo stile decisionista sono un tentativo di rispondere in qualche modo a questa emergenza, una risposta del tutto sbagliata, secondo me, ma comunque un tentativo di risposta come lo è anche la riforma costituzionale che è al vaglio dell’elettorato e la nuova legge elettorale.

Molti di noi pensano che l’ambizione renziana e del suo cerchio magico sia stata una pessima scelta da parte del presidente Napolitano e che il governo Letta avrebbe potuto fare meglio senza mettere a repentaglio il tessuto democratico e i legami con l’Europa, ma siamo tutti bravi con il senno del poi.

Ciò che è certo è che tre anni di governo senza risultati solidi sfiancano chiunque e l’immagine dinamica e possente di Mattia il gradasso ha perso smalto e credibilità, è come un disco rotto che suona troppo spesso lo stesso solco.

E’ molto probabile che vinca il NO ma anche se vincesse il Sì di stretta misura e con troppe astensioni Renzi sarebbe un’anatra zoppa e si dovrebbe comunque ritirare per consentire di tornare alla normalità costituzionale.

Ciò che non perdono alla sinistra del NO, alla minoranza amletica ed inconcludente che in passato ha avuto il mio voto e il mio consenso è che non apre esplicitamente e virilmente questo fronte cercando i nomi di coloro che domani, se vince il No o se vince il Sì con troppe astensioni dovranno farsi carico della gestione economica e politica della parte residua della legislatura.

La DC aveva al suo interno sempre almeno due cavalli di razza e non si vergognava di cambiare forno tutte le volte che le sembrava necessario.

Ora vedo solo balbettii, vaghe allusioni e spesso paura di perdere l’approvazione del capo che è ormai diventato un ras incontrollabile dell’informazione, fa e disfa senza riguardo per nessuno.

Forse siamo già dentro quel regime autoritario che temiamo si possa instaurare se passasse questa riforma costituzionale?

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