Campagne mediatiche

C’è un aspetto curioso di queste continue campagne mediatiche contro la politica: il fuoco amico.

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Intanto ci sono delle ondate che periodicamente investono questo o quel partito o movimento, questo o quel personaggio politico. Si parte da una notizia, da un problema  in grado di attirare l’attenzione dei lettori e degli ascoltatori e tutti a quel punto parlano prevalentemente di quello da diversi ed opposti punti di vista, ma tutti parlano della stessa cosa.

Da settimane è in atto l’offensiva contro il PD e in queste ore contro Renzi in quanto potenziale redivivo segretario del PD.

Ebbene la peggiore copertina e il più virulento attacco a Renzi vengono dal gruppo dell’Espresso, come le notizie più pepate e più negative contro la Raggi venivano dal Fatto quotidiano, come ancora le campagne contro Marino erano firmate da La Repubblica. Sembra quasi che ci sia un generale accordo nel mandare avanti nella diffusione di certe notizie scomode proprio la testata amica per accreditare sia la notizia sia la testata che la diffonde.

Però sui social, oltre alle bufale consuete, è possibile rintracciare attraverso le discussioni tra persone amiche nella vita ma discordi sul piano politico, punti di vista originali e a volte illuminanti per non seguire pedantemente il mainstream.

Ieri ho condiviso un articolo di Giuseppe Turani dal titolo provocatorio Meglio Grillo di Renzi.

Ne è nata una discussione che riporto qui in parte:

Francesco:

Apprezzo tu abbia condiviso questo articolo che io definirei illuminante. Lo condividi almeno in parte? E allora non è il caso di tornare su quel che ci dicevamo nei mesi scorsi? La vera partita, la vera posta in gioco, non si sta forse rivelando? Un abbraccio

Io rispondevo:

Non gioisco per il rapido declino di un personaggio politico che ho molto criticato. L’articolo di Turani l’ho condiviso perché è fuori dal coro e fa riflettere, ciò non vuol dire che io sia d’accordo in pieno.

Ad esempio non concordo con la sua idea che Renzi rappresenti un generoso tentativo per modernizzare e far crescere il paese e che l’attuale manovra mediatico giustizialista rappresenti la reazione del vecchio establishment che non vuol progredire.

Il renzismo aveva in se stesso i germi della disfatta immediata: l’idea che grandi imprese siano possibili ad un solo uomo con l’aiuto di un piccolo manipolo di fedelissimi. Questo germe si è trasformato in un veleno nel momento in cui la vera e principale questione era l’amministrazione di un grande potere e di un luminoso successo.

Non la faccio lunga, tu che sei un cristiano, mi capisci benissimo se pensi alle tentazioni del deserto e alla scelta alternativa di chi preferisce mettersi in cammino per parlare alla gente. Non voglio essere irriverente e blasfemo ma certe figure evangeliche ce le portiamo dentro nel nostro agire e nell’interpretazione che diamo ai fatti.

Ma ora torno alla politica. Il renzismo aveva ed ha anche una grande debolezza: la mancanza di un disegno coerente e sufficientemente ricco ed originale per raccogliere larghi consensi. Il riformismo del suo governo non è altro che pari pari la lettera di intenti che l’Europa inviò a Berlusconi, è lo schema che in giro per il mondo ripetono a pappagallo tutti coloro che intrecciano politica ed economia e cercano soluzioni alle grandi contraddizioni del sistema produttivo e finanziario mondiale. Riforme! riforme! che in molti casi vuole dire restaurazione, restaurazione o peggio ancora liberismo, autoritarismo, …

Tu mi dirai che altre proposte non se ne vedono in giro e che quella era la migliore opzione disponibile al momento, che lo sia tuttora. Forse hai ragione. E’ probabile.

Dico solo che i fatti, i duri, durissimi fatti hanno già parlato: il consenso è diminuito, il suo partito è agonizzante, l’economia è statica e languente, le istituzioni o si disgregano o si cristallizzano nella conservazione dei privilegi di casta e burocratici, infine il popolo ha parlato chiaro e tondo, ha riportato le lancetta alla fine della prima repubblica cancellando proprio la sua semplificazione potenzialmente autoritaria (combinato disposto di una sola camera con una legge elettorale ipermaggioritaria) e riportato la rappresentanza politica al proporzionale. Renzi sembra rifiutare questi segni, anzi reagisce con maggiore grinta perché sente che le proprie energie sono immutate, che può subire una intervista dalla Gruber senza sudare, senza bere acqua, senza battere ciglio se si permettono il lusso di ironizzare sul suo doppio mento. Spero che prima o poi la moglie lo faccia ragionare perché a me sembra sempre più  un caso umano.

Detto ciò, la campagna scandalistica di questi giorni è semplicemente indecente … ma non posso dimenticare quella degli scontrini di Marino (ora ci sono i pizzini ritrovati nelle discariche) non posso dimenticare che sugli altari lui è stato elevato con generale ed unanime consenso dei media e che ora quegli stessi media presentano il conto. Chiudo ancora con una citazione evangelica … chi di spada perisce …

PS rimango lettiano con delle sfumature di bersianismo e di montismo. Sono uno strano personaggio anch’io.

6 thoughts on “Campagne mediatiche

  1. caro raimondo,

    dissento decisamente, MOLTO decisamente, questa volta sia da te sia da Turani….

    ma e` il mio dissenso da te che mi preme dirti.

    fin dall’esordio: “queste continue campagne mediatiche contro la politica”.

    e tu mi chiami politica la disonesta`, il traffico di influenze, la raccomandazione, il portare ai vertici dei portaborse?

    perche` queste non sono invenzioni, sono fatti che si ripetono da decenni.

    qui non c’e` nessuna campagna contro la politica, c’e` una campagna contro queste cose.

    e poi tu mi chiami politica le chiacchiere di gruppi di persone interessate soltanto al potere che discutono pochissimo o niente degli enormi problemi che abbiamo davanti: la disoccupazione tecnmologica avanzante, la precarieta`, le diseguaglianze inarrestabili, la speculazione che sottrae risorse ingenti all’umanita` comune per destinarla alle avventure finanziarie, la crisi culturale delle nuove generazioni?

    mi dispiace, ma questi non sono politici, e questa non e` politica.

    scusa se sono diretto, ma mi pare che sbagli proprio bersaglio.

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  2. Temo che tu non abbia colto del tutto il significato del mio intervento e che ti sia lasciato impressionare dalla prima frase ad effetto dell’incipit. La mia sottolineatura riguarda il ‘fuoco amico’ il ruolo che in queste ondate di sdegno alimentate da fughe di notizie, illazioni, dichiarazioni concordemente rimbalzate a forza di citazioni e di interviste più o meno anonime dai giornali ai talk show serali, il ruolo, dicevo, dei giornali amici più allineati con l’oggetto dello sdegno. Facevo tre esempi per farmi capire, l’Espresso, La repubblica e Il fatto quotidiano.
    La politica è quella cosa lì che dici tu almeno in parte, non tutta, ma sono convinto che l’attacco, la delegittimazione sistematica sia per tutta la politica per la rappresentanza democratica indistintamente con ondate di fango che alla prova dei fatti spesso si rivelano deboli o inconsistenti o addirittura opportunamente ingigantite per manovre opportunistiche.
    Sono convinto che esistano campagne di stampa trasversali ben orchestrate su cui l’unanimismo è assicurato, quelle che si fondano sullo stracciarsi le vesti, sulla paura, sullo scandalismo, sull’invidia sociale, non per niente un protagonista ventennale della nostra vita politica possiede giornali, televisioni e case editrici, non per niente un movimento populista che ha conquistato un consenso del 30% ha dalla sua un editore che unisce i giornaletti e 1 euro al corrierone, ad una rete televisiva all news.
    In questo blog cerco di condividere delle riflessioni cioè dei punti di vista che sono visti come allo specchio e pertanto sperabilmente fanno emergere mie contraddizioni e incomprensioni. E mi metto a scrivere quando mi viene in mente qualcosa che non riporta fedelmente ciò che pensa la maggioranza dei miei simili. La stessa cosa che fai tu per cui ci troviamo spessissimo d’accordo.
    Solo oggi ho letto che Civati in http://www.ciwati.it/2017/03/04/doveravate-tutti-anche-senza-punto-domanda-intenderci/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter dice molto meglio di me quello che intendevo dire.
    Lo sdegno a comando sulla base di una inchiesta che fa trapelare alcune indiscrezioni è fortemente sospetto e priva la stampa della sua funzione fondamentale, quella del controllo preventivo ed in itinere della qualità dei politici, degli amministratori, dei governi. Faccio un esempio e chiudo: la storia delle mutande verdi acquistate da un leghista con i soldi pubblici. Su quei rimborsi tutti i politici furono inquisiti per mesi, con zelo furono controllati le liste delle spese, gli esiti non li conosco, non li conosciamo, l’onta è comunque rimasta come anche, forse, lo stesso rimborso spese generosamente assicurato nei più vari organismi a tutti.
    Mi rendo conto che parlare male della stampa in questo momento così pericoloso per la democrazia sia inopportuno ma questa è una chiacchiera tra amici, tra pochi amici che non fanno opinione.

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    • caro raimondo, per una volta che dissentiamo di piu`, valeva la pena rileggersi il tutto con calma, e intanto ti ringrazio della cura posta nel rispondermi.

      e` un problema di toni, prima di tutto: fermarsi su un dettaglio e trascurare il punto centrale non permette di capire l’insieme.

      poi, a differenza di te, io sono molto conntento della catastrofe renzina; e che cavoli: e` proprio quella che volevo da 4 anni, e adesso dovrei tirarmi indietro?

      non che non veda i rischi, ma Renzi – lo dico da tempo – e` in assoluto il rischio peggiore (parere personale, ovviamente: come la Clinton).

      non condivido molte cose di Gentiloni, ma che boccata d’aria vedere almeno ai vertici dello stato una persona civile e corretta; e vedere anche l’inizio di una correzione di rotta dalle enormi fesserie degli ultimi anni.

      eppure vedo ancora molti segni di continuita` pericolosa…

      ma non e` per rivalsa soggettiva che apprezzo quello che sta succedendo, e` per il bene del paese che Renzi stava portando alla catastrofe.

      ma veniamo adesso al tema di cui ti sei occupato tu: il brusco voltafaccia dei media che lo hanno appoggiato e in parte ancora lo appoggiano (vedi i patetici fondi domenicali di Scalfari che insistono a presentare queste provinciale maneggione e burino come una specie di Cavour incompreso).

      perche` tu ti domandi?

      a me la risposta pare semplice:

      1) i media sono anche imprese che devono fare profitto e sfidare l’opinione pubblica non e` economicamente produttivo e si cavalcano gli scandali del momento pur sempre per vendere copie. non si puo` chiedere ad un giornale di vendere di meno e di perdere i lettori. ti faccio un esempio personale come abbonato dell’Espresso; alla scadenza dell’abbonamento un paio di settimane ho esitato molto se rinnovarlo, e siccome sono stato contattato telefonicamente come di routine, per chiedermi perche` non rinnovavo l’abbnamento, glielo anche detto che li avevo trovati troppo filo-renziani; e per uno che glielo dice quanti si sono staccati silenziosamente? leggere la Repubblica filoregime renzsita di questi anni non e` stata una pensa?

      2) Renzi e` comunque bollito e restare legati al suo carro e` deleterio; i giornali prostituti adesso devono far dimenticare molto in fretta che si erano venduti a lui. e i poteri che guidano i media stanno freneticamnet cercando di sganciasi e di costruirgli un’alternativa.

      sono i Cinquestelle? c’e` poco da stare allegri, e comunque non c’e` molto accordo su questa opzione; che sara` quindi piu` fragile per gli equilibri del potere, esattamente come Trump e` il migliore presidente concretamente possibile negli USA perche` e` il piu` fragile…

      (sono sempre pareri personali, certo…)

      3) sull’ultimo punto dovrei citarti House of cards, ma fammi vedere ancora qualche puntata… 🙂

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      • Ok, siamo molto d’accordo su tutto. Siccome qui parliamo di toni e sfumature, sappi che tendo a difendere le cause perse, i perdenti, e sono diffidente verso i vincenti. Il Renzi caso umano mi fa pena, quello con le mani in tasca che sculettava in giro per il mondo mi faceva imbestialire. La moglie non lo fermerà. Hai mai visto in televisione la moglie di Letta?

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        • abbiamo evidentemente la stessa deformazione mentale: anche io amo le cause perse e i perdenti, in primo luogo perche` amo me stesso, che sono una causa persa vivente.

          ma quel briciolino di pieta` umana,che puo` cristianamente esserci per un potente caduto, un Craxi, un Berlusconi, un Renzi (?), non puo` diventare giudizio politico: questi del resto sono stati il paravento usa e getta di ben altri poteri che agiscono intatti nell’ombra e ora sono alla ricerca frenetica di una nuova controfigura.

          la pieta` umana rischia di essere sfruttata da chi l’ha usato.

          e tuttavia nel caso di Renzi non riesco a sentirla affatto neppure sul piano personale, forse perche` la sua caduta non e` ancora avvenuta del tutto e il giovanotto si batte con tutte le sue forze e senza riflettere mai neppure adesso ed e` quindi ancora pericoloso.

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          • non posso dimenticare quel che dichiarò Marini appena trombato nelle elezioni presidenziali ‘questo ragazzo può essere molto pericoloso e combinare disastri’. Credo che siamo sul ciglio di un burrone e Renzi è ancora in grado di fare guai seri. Ma paradossalmente la campagna di questi giorni ne rafforza la resistenza come vittima di un’ingiustizia.

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