Primi passi di Grasso

Grasso, come leader di LeU, sta cominciando a fare i primi passi in una campagna elettorale che si prospetta tragicamente stupida, il trionfo dell’autolesionismo di chi preferisce il tanto peggio tanto meglio perché teme un futuro catastrofico. E’ un signore impacciato che non suscita entusiasmi come accade a tutte le persone per bene.

ANSA/MAURIZIO DEGL’ INNOCENTI

L’idea di abolire le tasse universitarie e di rendere l’università del tutto gratuita è stata immediatamente criticata ed attaccata da destra e da sinistra e sulla rete molte sono state le prese di posizione avverse.

Ad un amico, notoriamente di sinistra, contrario alla proposta, che tra le altre motivazioni citava il rischio che in questo modo le strutture universitarie, già in sofferenza, sarebbero state sommerse dalle iscrizioni così replicavo.

Carissimo, condivido le tue perplessità soprattutto perché questa idea è stata tirata fuori in modo estemporaneo e si allinea alla gara che le forze politiche stanno facendo per promettere cose che non potranno mantenere. Ma proprio le tue obiezioni mi hanno fatto riflettere meglio.

Non concordo sul rischio di un aumento abnorme degli iscritti e sull’effetto massa ingestibile.

Chi i soldi ce li ha, paga e si iscrive comunque, attualmente le tasse limitano le iscrizioni delle classi meno abbienti … ma in effetti le tasse sono già progressive e quindi?

Le masse di studenti  che parcheggiano all’università sono un problema che non dipende dalle tasse o dai test selettivi di ingresso, sono l’effetto dalla bassa qualità dei corsi universitari, delle strutture, del disordine dei curricoli non ben finalizzati, sono l’effetto della mancanza di sbocchi di lavoro immediati, sono il risultato di una educazione centrata sui diritti e non sui doveri.

Non so quanto pesino le tasse universitarie sui bilanci delle singole università. Non so se ciascuna sede universitaria  si tenga ciò che incassa o se tutte le tasse vadano in un calderone unico che viene successivamente ripartito. Nel primo caso piove sul bagnato e sono premiate le università che operano in territori ricchi e che attirano in quei territori studenti ad esempio del sud che pagano rette ed affitti e cibo …

Paradossalmente quegli introiti delle tasse potrebbero avvantaggiare proprio le università che provocano il rallentamento degli studi con bocciature ed inefficienze didattiche …. Aggiungo che ovviamente, data l’entità delle tasse universitarie, potrebbe diventare conveniente soprattutto ai più abbienti, iscriversi alle università private o straniere … A Roma le università private sono cresciute come fiori di campo in primavera. Quindi, pensandoci meglio, la proposta ha un suo perché … ovviamente sono tra quelli che pensano che tale sgravio dovrebbe essere fatto con copertura reale ovvero senza ricorrere al deficit di bilancio.

Ho continuato a seguire il dibattito sulla rete e mi sono reso conto che le ragioni a favore della proposta sono anche altre, più sostanziali.

Non ci sono motivi per dissuadere i giovani dall’intraprendere gli studi universitari, per elevare barriere mal custodite ed amministrate (test di ingresso come roulette russe) occorre facilitare il percorso dei meritevoli con presalari consistenti (io ne ho goduto ai miei tempi, mio figlio aveva una forma di presalario corrisposto in cambio di lavoro in servizi negli uffici universitari), occorre inserire regole chiare e certe per dissuadere i giovani dal parcheggio inconcludente con esami tentati più volte (tre tentativi come in Germania?) occorre monitorare la qualità della didattica con esami in parte somministrati a livello nazionale ( se non ricordo male è il sistema olandese) …

Si apre un lungo capitolo di scelte possibili per migliorare la qualità degli studi universitari, questa delle tasse è forse un pretesto per riprendere un discorso che andrà fatto da capo visto che le riforme berlingueriane sono state annacquate e travisate dalle accademie, dalle corporazioni  e dalla destra pasticciona.

Sì, in effetti, forse è l’università il vero nostro grande bubbone su cui incidere per far uscire molto pus che alligna nella cultura e nella gioventù.

I primi passi incerti di Grasso allora vanno considerati con rispetto e attenzione.

2 risposte a "Primi passi di Grasso"

  1. col 20% di laureati rispetto alla media europea del 30% facciamo anche le pulci ad una proposta che affronta il problema?

    le condizioni di questo paese sono pietose: la voglia di fare polemica immediata e terra terra travolge e cancella ogni voglia di discutere seriamente dei nostri problemi.

    un paese cosi` e` condannato e si e` condannato da solo…

    Piace a 1 persona

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