I cojoni di sinistra

Se siete fedeli lettori di questo blog sapete che una riflessione che ricorre talvolta riguarda la natura dell’essere di sinistra. Sentendomi di questa parte vivo più intensamente le contraddizioni in cui ci troviamo, patisco la sistematica opera di demolizione che i mass media e il nuovo assetto politico stanno operando su un panorama desolato fatto di macerie e di delusioni.

Così ieri, in treno, alla fine di una giornata particolare di cui vi racconterò nei prossimi giorni mi si è impresso in mente questo titolo per un nuovo post.

Sì, siamo proprio cojoni a non capire una cosa semplicissima: il reddito di cittadinanza fatto così, a debito, è una bufala proprio per coloro che dovrebbero esserne  i beneficiari.

Cerco di spiegarmi sperando di essere comprensibile in un giorno in cui lo spread a 300 ha surriscaldato il dibattito e ci rende tutti nervosetti.

Una generazione di giovani non trova lavoro, ne trova di molto squalificato, quello di pregio è sottopagato, il disagio economico sta corrodendo la qualità della vita e le prospettive di un avvenire positivo. È chiaro, una politica di sinistra deve fare qualcosa o creare le condizioni economiche perché le occasioni di lavoro si producano o perché ci siano delle protezioni, siano forniti degli strumenti perché i singoli giovani possano reagire e far fronte alle difficoltà. Il reddito di cittadinanza così come alcuni lo stanno concependo, una sorta di sussidio di avvio al lavoro, e non come un sussidio di povertà potrebbe essere una misura di sinistra e per questo alcuni amici di sinistra continuano a dare fiducia ai 5 stelle.

Ma per far ciò, visto che la destra ha promesso la riduzione delle tasse e lo Stato non ha i soldi per finanziare queste misure occorre ricorrere al mercato finanziario, emettere dei nuovi titoli di debito pubblico, aumentare un debito pubblico che è già un mostro che ci ha azzannato sul collo e che ci tiene stretti.

Salvini, che rappresenta la destra produttiva del nord, o meglio che rappresenta i ceti arricchiti del nord eredi di un ceto produttivo che sta scomparendo per motivi anagrafici, se ne frega, dice che il piano B se il mercato non caccia i soldi è quello di stampare una propria moneta con cui inondare la cittadinanza di carta straccia e di illuderla che è diventata ricca.

Di Maio si arrabatta e, sulla linea che fu di Renzi, assicura che questo flusso di 10 miliardi nelle tasche dei più poveri, perché sia chiaro il giovane in cerca di lavoro con genitori ricchi e la casa di proprietà non avrà nulla, questo flusso sarà uno stimolo per i consumi, per l’economia e quindi alzerà il PIL riducendo così il rapporto debito/PIL e allora potremo restituire il debito. Bravo, la lezione l’hai imparata bene ma ti rifiuti di guardare la realtà, pensi di essere più figo di Renzi e di aver successo dove lui ha fallito.

Caro Bolletta viene al dunque, dov’è la fregatura?

Dare ai poveri prendendo a prestito dai ricchi significa condannare i poveri ad essere ancora più poveri: chi comprerà i BTP per finanziare il famoso 2,4% di deficit dei prossimi tre anni? I ricchi italiani, o i fondi pensioni di mezzo mondo ricco, o qualche paese con eccedenze valutazione come la Cina o qualche paese petrolifero. Lasciamo stare gli stranieri, in questi giorni cominciano a svendere i nostri titoli dopo che hanno letto le farneticazioni dei nostri Dioscuri, rimarrebbero i ricchi italiani. Sì i ricchi italiani potranno prestare i loro soldi anche perché il governo ha promesso sostanziosi sconti fiscali. Ma i ricchi prima o poi rivorranno i loro soldi e chi pagherà? Li rivorranno con gli interessi …

Così il reddito di cittadinanza è una misura di destra perché fa un bel regalo ai ricchi a cui offre un nuovo affare vantaggioso.

Come diventa di sinistra una idea di destra? C’è un solo modo, finanziandola con denaro vero, quello prelevato dalle tasche dei più ricchi con le tasse. Solo così diventa una misura economica redistributiva, ma così cade il governo e l’insana accoppiata tra due politiche che sono profondamente contraddittorie.

A meno che anche Di Maio non sia di destra, cosa di cui io sono del tutto convinto.

Se siete arrivati sin qui leggete anche i commenti, sono interessanti e chiariscono molti punti della mia posizione.

10 risposte a "I cojoni di sinistra"

  1. ma certo che Di Maio e` di destra! hai qualche dubbio?

    cio` non toglie che il SALARIO di cittadinanza, correttamente finanziato come evidenzi tu, resti un sacrosanto obiettivo di sinistra, che ovviamente la sedicente sinistra italiana ha lasciato nelle mani della destra, preferendo con Renzi impiegare 10 miliardi l’anno a finanziare i consumi (automobilistici) della classe media dei lavoratori dipendenti.

    ma dove la vedi una sinistra in Italia?

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  2. Per la prima volta si pensa ai milioni di poveri fatti dalle destre liberiste italiane PD FI e satelliti e non al sitema banco-finanziario ( nessun strepito per 20 mld dati in debito alle banche dalla sera alla mattina dal PD).
    Tutti costoro si inalberano dopo che hanno fatto deficit e debito per centinaia di miliardi, in una situazione in cui anche l’ultimo ignorante sa che il lavoro non crescerà ( e non certo per la liturgia verbale) perchè siamo in sovrapproduzione ed in cui i paesi dell’ex terzo mondo provvedono sempre più da sé alle necessità proprie. Situazione oltretutto in cui crescita significa accelerazione della distruzione del clima e dell’ambiente di tutto il pianeta…..
    Costoro almeno non si dicano di sinistra…incapacità senile di uscire da una tradizione già da decenni morta e sepolta partita dalla resa del compromesso storico berlingueriano.

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    • Ho 70 anni e un po’ di incapacità senile non potrei escluderla, se lei è giovane la invito a riflettere bene. Attento alla propaganda, i soldi alle banche furono un prestito su cui le banche pagheranno interessi quindi non aumentarono il debito dello Stato ma evitarono guai peggiori per molti risparmiatori coinvolti del possibile dissesto bancario.

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      • Non mi difenda le banche ed i loro rappresentanti governativi perché fautori di ogni indegnità e truffa , perchè i soldi dati loro sono una sfilza infinita ( dall’Italia e dall’Europa).Gli indigenti e la classe lavoratrice che manda comunque ancora avanti il paese sono stati i colpiti negli stipendi, nella precarietà senza futuro e nei diritti per favorire il padronato sempre più internazionale e finanziario che peraltro, anche volendo non ha modo di aumentare i posti di lavoro, anzi li ridurrà…come non rendersene conto?
        I vuoti in politica li riempie il primo che passa con un minimo di sensibilità alla situazione di impoverimento e non averlo capito ( da 0 al 25 % di Grillo in una notte ) è da ciechi politici , chi è causa del suo mal pianga sé stesso, destinato, come sta avvenendo, a scomparire.

        Per quanto riguarda la cosidetta sinistra ricordo che fino a ieri ha gestito e firmato ogni bassezza antipopolare direttamente dal governo e che sputtanata non attira più nessun ceto subalterno.

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    • caro silvano, l’Italia ha firmato dei trattati internazionali (sui quali per Costituzione non e` ammesso il referendum); i trattati europei impongono la riduzione del debito pubblico in vent’anni per riportarlo al 60% (anche nel nostro interesse); la Costituzione impone il rispetto dei trattati europei.

      l’Europa ci ha concesso deroghe per anni, ai tempi dell’allegra finanza di Renzi; oggi abbiamo cacciato Renzi, per fare una finanza ancora piu` allegra, pare…

      e tutta a favore della finanza, che sul nostro debito lucrava 70 miliardi l’anno, e ora grazie a questo governo stolto, si avvia a lucrarne 90.

      bastava incidere su qualche privilegio di troppo o finanziare la politica sociale molto debole e incerta del governo con l’aumento dell’IVA sui prodotti di lusso, ad esempio, o eliminare gli 80 euro, insulto alla poverta`.

      se non si vogliono rispettare le regole europee, basta uscire dall’Unione e cavarsela da se`, come Venezuela, Turchia ed Argentina…

      se ci sta dentro, si puo` pensare ad una moderata austerita` (parole di Berlinguer quando comincio` la follia del debito).

      fuori ci sta il fallimento dello stato e una fame sud-americana.

      attento ai demagoghi di ogni risma che hanno facile successo momentaneo predicando il paese dei balocchi e il germogliare delle lirette d’oro dal Campo dei Miracoli.

      si sono presi la corda per impiccarsi da soli, e a breve spariranno di scena.,

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