Casi umani

Chiusa la crisi con la costituzione del nuovo governo ora ci sono gli strascichi emotivi dello stress che persone ed istituzioni hanno subito. Non sono un giocatore di poker ma immagino che il bello di quel gioco sia sottoporsi ad un forte stress per poi potersene liberare vincendo o smettendo di giocare e sorseggiando tutti un buon cordiale. Stessa cosa in questi giorni, vincitori e vinti raccolgono il frutto della contesa e riprendono il loro cammino se ne sono capaci. Purtroppo c’è un solo vincitore, tutti devono lenire qualche acciacco e leccare qualche ferita.

Il gruppo che più ha risentito di questo passaggio è il il Movimento 5 Stelle: la perdita del suo potere di interdizione e di ricatto che consentiva di essere l’unico Pivot del Parlamento italiano ha messo radicalmente in luce la contraddizione di fondo della loro esistenza. L’idea che non esista destra e sinistra e che si possa stare insieme sulla base di nobili ideali soprattutto sull’onestà e sulla morale intransigente alla prova dei fatti è crollata: si sono spaccati e sono riemerse le vecchie matrici politiche di ciascuno, matrici radicate nelle proprie famiglie, nell’estrazione sociale, nella precedente militanza, nella propria storia professionale o accademica. La stampa e i media che elevano sugli altari ma che non perdonano nessuna debolezza stanno amplificando situazioni personali delle quali l’emblema è certamente il caso Di Battista che continua ad essere blandito, vezzeggiato amplificato, rappresentato senza alcun riguardo al suo caso umano: un giovane che noi vecchi nonni diremmo sbandato, senza un vero lavoro, illuso di avere un futuro in un ambiente in cui è già stato messo alla porta e dal quale sarà escluso anche nella prossima tornata elettorale … e lo stipendio del Fatto quanto durerà? Attento Bolletta anche Adolfo faceva l’imbianchino e …

Ma oltre al Dibba vedo in giro molta isteria anche tra gli stessi giornalisti come ad esempio Travaglio e Scanzi rabbiosi perché la realtà non va sempre nelle direzione voluta da chi pecca di deliri di onnipotenza .. e di questi tempi chi pilota giornali, rubriche televisive, libri e teatri qualche delirio sembra averlo.

Ovviamente i casi umani sono moltissimi e potremmo diffonderci in moltissime macchiette, tante delle quali hanno già occupato qualche pezzo di questo blog. Questa mia riflessione era già in filigrana nel post sul potere, pensando allo scontro nevrotizzato tra Renzi e Conte.

In questi giorni mi appare sempre più evidente quale sia la forza corruttrice del potere e della ricchezza conferiti a persone che hanno il solo pregio di essere stati eletti, magari perché scelti in una lista bloccata o indicati dai propri amici in una selezione informatizzata o emersi in battaglie all’ultimo sangue tra competitori che hanno venduto l’anima al diavolo. Mi rendo conto di dire cose spiacevoli, antidemocratiche, offensive dell’istituto rappresentativo ma vorrei che qualcuno mi convincesse del contrario: il problema non è solo la competenza e la preparazione ma anche la robustezza della persona come insieme di valori e corredata da un equilibrio psico-fisico per intraprendere delle avventure che fanno tremare i polsi. Per questo ho sempre sostenuto che al vertice più alto della rappresentanza dovrebbero arrivare persone che hanno percorso un cursus honorum che li abbia temprati perché alla prima difficoltà non diventino dei casi umani. Anche per questo diffido del facile giovanilismo o delle quote rosa o azzurre.

Insomma l’arrivo di Draghi è stato un terremoto per molti, anche per lo stesso Salvini che dovrà calibrare meglio le sue responsabilità e non essere più il guascone che dirige una parte vociante ma il corresponsabile di un processo che se ben gestito potrebbe portarlo al governo alle prossime elezioni. Sarà all’altezza?

Al di là delle psicologie singole il terremoto Draghi ha realizzato un rimescolamento politico che ancora rimane sotto traccia ma che è nelle cose: oltre alla larga maggioranza attuale esiste virtualmente un centro destra che all’inizio della legislatura per pochi voti non è stato in grado di formare il governo ma che ora con questi spostamenti e questo ritorno alle origini di molti grillini, fatti i conti, potrebbe arrivare ad un nuovo governo di centro destra. Nessuno ha fatto questo conto o non lo sbandiera, fa comodo a tutti avere l’ombrello di Draghi e la larga maggioranza almeno per tutto il tempo in cui sarà decisiva la nostra affidabilità di facciata per avere il finanziamento europeo, poi si vedrà.



Categorie:Politica

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