Perché voterò Bersani

Ieri sera ho seguìto fino a mezzanotte la trasmissione di Zoro sulla 7: una divertente, a volte esilarante, sempre intelligente ricostruzione di questi ultimi due anni che ci hanno portato sin qui. Giocata sul contrasto tra il sé moderno e il sé veterocomunista, tra il romano e il milanese, tra il colto e il trucido, tra il borghese e il proletario, ha offerto una specie di blob di situazioni, riprese, immagini di eventi cruciali che in qualche misura il cittadino comune ha vissuto tramite la mediazione degli organi di stampa: invece lui c’era e sembrava commentare a caldo, in situazione. La trasmissione è consigliabile a tutti coloro che come Brunetta si stanno raccontando un’altra storia circa i passaggi che hanno portato a Monti. Bellissima la ripresa dell’uscita da Montecitorio di un Di Pietro ingrugnato dopo che il governo Berlusconi era andato sotto in parlamento. Con ciò che sappiamo ora quelle immagini hanno un significato del tutto nuovo. Bella la ricostruzione dei disordini di San Giovanni in cui si vedono bene i rischi delle infiltrazioni dei provocatori.

Trasversalmente viene presentata la figura di Bersani in varie situazioni, parlotta con i militanti sotto un gazebo, arringa la folla per dire che il PD rinuncia alla quasi certa vittoria elettorale per un governo di emergenza, raccoglie una bandiera sfuggita dall’asta che sventolava, risponde con un lieve imbarazzo agli applausi della folla, sorride simpaticamente a una battuta di Zoro carpita casualmente mentre gli passa accanto. Quel sorriso educato e timido, quell’arguzia un po’ paesana e popolare, quella compostezza colta, quella competenza non esibita me lo rendono preferibile rispetto agli altri competitori delle primarie del Centro sinistra. Ovviamente le ragioni della preferenza non sono solo queste.

Questa mattina trovo sul blog di Severgnini una considerazione di un suo lettore che mi sembra  molto pertinente per capire le ragioni della mia preferenza per Bersani. Quel lettore è molto più pessimista di me e sostiene che il compito per il prossimo presidente del consiglio sarà quasi impossibile e implicitamente dice che ci vorrebbe un unto del Signore.

A meno di voler ribaltare l’Italia, cambiare abitudini e istituzioni, smantellare diritti acquisiti, togliere privilegi a innumerevoli, agguerrite categorie (dai parlamentari alle regioni a Statuto speciale).  Ma il prossimo inquilino di Palazzo Chigi non avrà questo coraggio. Per fare certe cose, infatti, bisogna essere eroi stoici e lungimiranti, faticare in silenzio, accettare anni di impopolarità. Nessun politico italiano è disposto a pagare questo prezzo. Nessuno.

Penso che tra i candidati del centrosinistra quello che più assomiglia a un eroe stoico e lungimirante, che sa faticare in silenzio ed accettare anni di impopolarità sia Bersani.

3 thoughts on “Perché voterò Bersani

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