Comprare a km 0

Ci sono persone che preferiscono comprare prodotti del proprio territorio e della propria nazione per risparmiare sui costi di trasporto, per ridurre l’inquinamento del pianeta. Lo fanno a volte anche pensando ai propri connazionali che non trovano lavoro e molti sono disposti anche a pagare un po’ di più per prodotti made in Italy.

Mio figlio deve comprare un frigorifero e ha scelto un frigo di produzione italiana, lo adocchia su internet ma non lo trova pronta consegna nei principali store di Roma. Non parliamo di una piccola città di provincia. Occorre ordinarlo e bisogna aspettare circa 30 giorni. E’ costoso ma bello,  forse non se ne vendono tanti per cui non conviene tenerlo in magazzino, ma come si spiega una attesa di 30 giorni? Lo devono fare su misura? C’è un’unica spiegazione plausibile: i venditori ottengono prezzi favorevoli dai produttori se acquistano degli stock consistenti per cui i trenta giorni contrattuali potrebbero servire ad accumulare nella propria rete di distribuzione ordini sufficienti ad ottenere uno sconto. In pratica i venditori praticano una pressione sui prezzi a loro favore moderando gli acquisti, ritardandoli o orientandoli verso quei produttori che approvvigionano senza oneri i magazzini locali dei venditori. Se la rete di vendita è in mano straniera, come accade per la maggior parte dei megastore che operano nelle nostre grandi città, se i produttori stranieri ottengono a casa loro finanziamenti a tassi favorevoli, i prodotti tedeschi, cinesi, coreani, giapponesi potrebbero arrivare sul nostro mercato più facilmente, pronta consegna e disponibili negli scaffali e ad un costo più basso a parità di costo della mano d’opera scontando anche i costi di trasporto. Inutile pagare meno gli operai se il vantaggio viene annullato dai costi di finanziamento del magazzino.

Questa è la spiegazione che mi sono dato questa mattina riflettendo sul fatto e cercando di capire. Se qualcuno ha un’altra spiegazione è pregato di darmela. Rimane il fatto che è meglio comprare a km 0.

PS questo è forse un altro effetto perverso dello spread, le nostre aziende pagano i prestiti circa 3 punti percentuali in più rispetto alle omologhe tedesche ….

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