La pazienza della Bindi

Ieri sera le due trasmissioni, rispettivamente di RAI3 e de La7, di commento ai risultati delle primarie del centrosinistra, sono state rivelatrici di molti aspetti della attuale situazione politica.

I commentatori

Nei due studi televisivi sono stati invitati giornalisti ed esperti. Gli esperti non erano economisti, né sociologi, né cittadini comuni ma massmediologi o uomini e donne dello spettacolo. Su RAI3 teneva banco Freccero che esplicitamente teorizzava la natura mediatica della novità di Renzi conferendole, di per se stessa, valore politico per la modernità del mezzo usato, sulla 7 Busi e Parietti si contendevano la scena incarnando posizioni di senso comune o di buon senso che amplificavano le contraddizioni che sono inevitabilmente presenti in una disputa come quella in scena con le primarie. Francamente non ho capito il ruolo di Busi, riemerso da un periodo di letargo mediatico, forse ha un nuovo libro da piazzare o una nuova trasmissione sulla 7, in ogni caso nel dibattito ci stava come il cavolo a merenda intervenendo con osservazioni e aneddoti che qualsiasi signora di media cultura poteva fare questa mattina al mercato rionale. Porro, noto e brillante giornalista del Giornale, chiaramente schierato sull’ala destra, era gongolante e divertito e tifava chiaramente per Renzi e per il casino che poteva succedere se Renzi avesse vinto al primo turno. Telese sembrava un pugile suonato, a volte pensoso non ha trovato una registro adatto a condurre il dibattito forse anche per la presenza di Lerner che in collegamento esterno aveva la postura di un autorevole maitre a penser.

La sorpresa pianificata

Il ritornello comunque era: che meraviglia, che risultato eccezionale, quale sorpresa questo Renzi, è proprio un fenomeno, è riuscito nell’impresa di Davide contro Golia come se gli autorevoli giornalisti presenti non sapessero quale sotterranea volata la grande stampa ha regalato alla iniziativa di Renzi, soprattutto nella fase in cui ha fatto il rottamatore e in cui ha esternato simpatiche ovvietà in tutti i canali mediatici possibili.

Rottamiamo la Bindi

Avendo capito l’andazzo della trasmissione, sono passato su RAI3 in cui la conduzione della Berlinguer è stata a dir poco scandalosa. Faceva una domanda alla Bindi, la quale cercava di rispondere con circospezione ma con puntigliosa precisione e a metà della risposta la  interrompeva con un collegamento esterno, il primo che ho visto è stato con Zoro, il quale preso alla sprovvista ha fatto un po’ di battute insulse e poi ha detto che doveva andare a vedere altri luoghi a Roma in cui venivano raccolti e commentati i risultati. Tornati in studio ridavano la parola alla Bindi che veniva interrotta dalla rappresentante PDL a lei vicina, Bianca Berlinguer incalzava con altre domande e Bindi riprendeva il filo del suo discorso e veniva interrotta da Mieli del Corsera.

Mieli ringiovanisce

A proposito, mai visto Mieli scomporsi dalla sua compostezza inglese da saggio ed autorevole giornalista/storico, è stata la prima volta che ha incalzato contestando apertamente quanto stava dicendo la Bindi mostrando con tutta evidenza il rapporto tra i poteri forti e l’operazione del giovanotto Renzi: che farete? con queste percentuali Renzi ha diritto di prendersi la metà del partito anche se non vincesse. La Bindi spiegava che non erano primarie di partito e che gli organi statutari del partito, perché il PD è un partito e non un movimento liquido, sono decisi da un congresso e da altri atti che sono previsti dalle regole e dallo statuto. E Mieli scompostamente, in rapporto al suo usuale aplomb, ‘A quindi voi cancellate tutto come se questo non fosse accaduto!’ Insomma mi è parso evidente che l’operazione Renzi è un gran cavallo di Troia per destrutturare l’unica realtà che in questo terremoto politico devastante sembra resistere.

Vaffa

Alla fine Bindi non resiste e dopo l’ennesima interruzione della Berlinguer silenziosamente ma con un chiaro movimento delle labbra ce la manda.

Il direttore regista

Ma l’impresa di Bianca Berlinguer non finisce qui. Dopo aver impedito un serio dibattito in studio limitandolo alla sottolineatura  delle contraddizioni comunque presenti nella competizione e dopo un blando cenno al valore dell’evento di quasi quattro milioni di persone che alzano il c…, come dice la Parietti, per partecipare e scegliere la persona che preferiscono nella futura coalizione elettorale, si eccita solo alla vista dello spettacolo mirabilmente pianificato nel quartier generale  di Renzi. Mentre ancora sta parlando Bersani, si sovrappone all’audio e lancia le immagini di decine di telecamere con annessi riflettori che ondeggiano in una sala gremita seguendo l’astro nascente che entra. Eccolo, eccolo, faccelo vedere, non stare lì impalata, intima alla giovane corrispondente pronta a fare la cronaca. Bersani continua a parlare informalmente ai giornalisti e quando si rende conto di non avere più la diretta di mamma Rai mette in bocca il suo toscano. Bianca Berlinguer fa la regista.

Il giovane narciso

Eccolo, eccolo arriva e finalmente incede il giovane, quasi atletico, con una camicia bianca di raso, immacolata, leggermente attillata e comincia un mini comizio, lamentandosi che abbia dovuto fare due ore di fila al suo seggio e l’aveva detto che bisognava mettere più seggi! Sia chiaro non lo sopporto, mi sembra un narciso in formato ridotto che ora seduce gli scontenti del PD dopo che l’altro grande narciso che ha sedotto le masse per vent’anni non ha trovato ancora il suo pozzo. Nessuno mi toglie dalla testa che anche il voto previsto all’ultimo momento non sia stato abilmente orchestrato, basta far sapere che si andrà alle 7 di sera perché un po’ di elettori del seggio decidano di andare a quell’ora per poterlo vedere e farsi fotografare con lui.  Pensate che non sia possibile? io penso di sì, a pensar bene si fa sempre in tempo.

Una squadra che promette bene

La Bianca era proprio eccitata! poi ci sono stati gli altri secondo una scaletta in cui i tempi erano stati chiaramente concordati. Vendola chiede ai suoi, è tutto pronto ditemi voi quando posso cominciare! Allora anche il giovane Renzi poteva consentire che il vincitore finisse di rispondere alle domande dei giornalisti ed esaurisse il suo tempo concordato. Vendola fa un bel discorso con lo stile che gli è proprio. Ho ascoltato anche le dichiarazioni di Puppato e di Tabacci, persone per bene e votabili, una risorsa per la coalizione, che si pongono in modo civile e rispettoso dei risultati.

Indignato per questo giornalismo, me ne vado a letto.

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2 thoughts on “La pazienza della Bindi

  1. Caro Raimondo, in questi mesi sono stata una lettrice assidua e sempre molto attenta dei tuoi post, la cui notifica di pubblicazione mi arriva via email. E ormai sempre concordo con quanto vai scrivendo ( a ore antelucane o nella profonda notte …). Avrei voluto sempre comunicarti la mia condivisione su quanto vai scrivendo sul tuo blog (che ritengo utilissimo), ma la paura di non riuscire a scrivere così bene e in modo così interessante come gli “illustri” (e li conosco bene) commentatori del tuo blog, mi ha sempre trattenuta. Però adesso qualcosa devo scrivere anch’io, a commento, o meglio, a complemento di quanto hai scritto in quest’ultimo (ma me ne aspetto un’altro della stessa sezione per questa mattina) tuo post su “La pazienza della Bindi”.
    Divertente ma perspicace questo commento sul blog del mio antico amico Raimondo, su quel che va accadendo sui media televisivi italiani . Certo è stato scandaloso il comportamento della Berlinguer, lei che, per conclamate convinzioni politiche e se non altro per ereditarietà familiare, si dovrebbe ricordare sia della vera democrazia, che non può certo essere di destra (sia pure camuffata nel giovanilismo di Renzi), sia della necessità di opposizione agli occulti poteri forti.
    Quello che vorrei dirti a complemento di quanto hai scritto è che la famigerata trasmissione di RAI3 della Berlinguer è stata preceduta domenica 25 novembre alle 20 da una puntata di BLOG interessante, direi anzi commovente e, nella volontà di programmazione, ritengo anticipatrice di speranza nel futuro, nel ricordo di un passato inevitabilmente fondante e insopprimibile, cioè “non rottamabile”. Era, nello stile di “BLOG”, un collage emozionante di vari momenti della vita pubblica di Enrico Berlinguer, finalizzati però non a una mera propaganda di partito, ma anzi ad una riedizione di quanto di ancora fertile per il futuro politico italiano c’è stato in quei frammenti della vita di “Enrico”, come lo acclamavano le folle, presentati con una tecnica televisiva coinvolgente e fortemente espressiva, tipica dei realizzatori di BLOG.
    Forse Bianca Berlinguer quella puntata di BLOG non l’ha vista. Di certo non l’ha programmata, non essendo lei il responsabile della trasmissione. E, comunque, a quelle cose, che per lei dovrebbero essere anche ricordi di famiglia, non pensa più.

    Infine grazie Raimondo, per quanto fai con la solita calorosa, ma meditata, passione civica, anzi adesso certamente con più possibilità di espressione per il maggior tempo a tua disposizione.

    Tanti cari saluti alla tua bella famiglia (che ho visto formarsi) da Renata Picco, ormai in terra veneta, in questa città di Verona, bellissima ma d’inverno gelida e spesso nebbiosa, ricordando Roma.

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  2. Cara Renata, grazie! questi blog servono anche a questo, a ricreare delle occasioni di incontro tra persone che le circostanze della vita allontanano. E’ vero siamo un po’ nostalgici ma i giovani ci perdoneranno perché toccherà anche a loro. Come dice Bersani, non spuntano foglie nuove se si tagliano le radici. Il 12 o il 14 ci troveremo a Frascati con Franca per un pranzetto prenatalizio. Riesci a venire? Un abbraccio forte Raimondo

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