Una splendida nipote

Con questi giovani non dobbiamo temere nulla! Una giovane nipote che ha superato la prova selettiva. Questi giovani meritano prove serie, non quiz di 50 domande.

Caro zio, leggo le tue riflessioni sul concorso e mi viene in mente quello che ho fatto e sto ancora facendo per perseguire quello che ho sempre sognato fare nella vita: insegnare.

Dopo la laurea mi sono immediatamente fiondata a fare l’esame SSIS (anche lì concorso in entrata e concorso in uscita).

Poi ho lavorato per quasi un anno in Germania in una scuola superiore prima come insegnante di italiano in qualità di assistente Comenius e poi come docente di inglese.

Tornata in Italia, ho dovuto fare il corso per ottenere l’abilitazione di insegnante di sostegno, che sembrava essere l’unica alternativa per poter sperare di lavorare nella scuola.

Poi, siccome sono un po’ testona, ho capito che non avrei più coltivato le lingue e mi sono messa a fare il dottorato in lingue e letterature comparate, un’attività assai dura e pressoché inconciliabile con una famiglia, perché la critica letteraria e la filosofia sono discipline “crudeli”, come mi piace chiamarle, cioè dure come l’astrofisica.

E ora insegno a scuola, faccio il dottorato e sto qualche ora al giorno con il mio bimbo quando babbo e mamma me lo riportano la sera. E penso di essere molto fortunata ad avere un’organizzazione familiare ottima (intendo l’aiuto dei miei e la pazienza di mio marito) che mi permette di fare tutto questo.

L’ultima sorpresa del caro Profumo è stato questo bellissimo concorso di fronte al quale mi sono fatta una bella risata, a dispetto della sua politica carnevalesca di finte promesse e rocambolesche selezioni MERITOCRATICHE.

Ho fatto talmente tanti esami in vita mia che non ho paura di nessuna prova. Certamente non perché ho la presunzione di superarla, ma perché penso che la migliore cosa sia dimostrare di essere professionalmente pronta e motivata.

Accettare, inoltre, di essere esaminata per entrare nella scuola è per me anche un modo di penetrare il nostro sistema educativo che si sta autodistruggendo e tentare di innovarlo e risollevarlo.

Quindi, vada per la somma di percentuali, i problemini di fisica, il calcolo combinatorio, i quesiti di logica che sono stati oggetto di questa preselezione: ho partorito con dolore e non mi spaventa certo riaprire qualche libro di matematica o fisica. Altrimenti ci dicono che noi “giovani” siamo troppo lamentosi e che non siamo disposti a sacrificarci, oppure che noi ‘umanisti’ siamo incapaci di eseguire un’equazione e che la nostra ignoranza informatica è indegna.

Accetto ogni critica e sono disposta a dimostrare qualunque competenza, pur di scrollarmi di dosso l’etichetta dell’insegnante burocrate e appiattito in una cultura mediocre e stanca.

Il mio disappunto è dovuto solo alla mancanza di una onesta ed equa selezione che verifichi se ho i requisiti necessari ad insegnare la mia materia. Ma forse, come mi sento dire spesso a scuola dai miei colleghi “sono ancora giovane” per sperare, alla mia età, di insegnare.

E, quindi, continuo a perseguire la logica dell’attesa e dei concorsi, delle specializzazioni e delle abilitazioni, finchè un giorno mi stancherò e non aprirò un bel negozio di alimentari in Germania… così finalmente potrò orgogliosamente dire di essere una “figlia di papà”!

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