Per il lavoro

Ricevo il seguente commento al post sulla trasferta dei 99 onorevoli ed assistenti in Val di Susa. Siccome i commenti rimangono un po’ in ombra riporto in questo post in primo piano delle considerazioni che condivido e che possono aiutare la nostra riflessione. Grazie Renata!

Sono molto d’accordo con quanto scrivi.
La mia famiglia è della Val di Susa (anzi Val Cenischia, Novalesa , le cui montagne, e le sorgenti, sovrastanti la quota dei 2000m. sono state cedute, insieme al valico del Moncenisio , alla Francia col trattato di pace del 1947.
Conosco quindi bene il problema e, anche se questo aprirebbe una nuova diversa discussione posso testimoniare che 2 componenti della mia famiglia sono stati minacciati di attentati e addirittura morte, che i favorevoli all’opera non possono più esprimersi e che comunque le loro proprietà vengono danneggiate (vigneti pregiati divelti nottetempo , ecc.); che moltissime ditte locali che avevano iniziato i lavori sono state portate al fallimento dalla violenza armata dell’opposizione No-Tav, per cui adesso lavorano solo ditte non della Valle in grado di resistere alle intimidazioni; che il personale dei cantieri viene per lo più da lontano, perché altrimenti minacciato; che le opere realizzate dovevano essere rifatte 20 volte per le distruzioni successive No-Tav (da cui i fallimenti ditte); che quindi è stata resa necessaria la militarizzazione dell’area ma che comunque le disposizioni del Questore di Torino nel respingere violenze, minacce ed attentati non sono sufficientemente in grado di dissuadere i violenti e di consentire ai valligiani che lo vorrebbero di approfittare delle opportunità di lavoro offerte dall’opera. La voce che gira tra la gente è che i poliziotti abbiano l’ordine di evitare di reagire, e “di farsi bastonare a spese dello stato” come dice il precedente commentatore, pur di non creare pretesti di ulteriori contestazioni e ostacoli alla prosecuzione dell’opera.
Molti valligiani sono ben contenti della richiesta alle Camere, come detto ieri da Crimi, da parte del Mov5Stelle di una commissione d’inchiesta: farebbe emergere anche i costi aggiuntivi delle opere realizzate (e distrutte successivamente), che hanno richiesto molti ripetuti rifacimenti (tipo tela di Penelope No-tav). Ma tutto questo entra ancor più nel merito.
Anch’io sono per la Tav e, soprattutto, per l’Europa dei collegamenti fisici e sociali, della condivisione dei diritti economici e umani fondamentali.
Io che vivo lungo la via Postumia, tuttora esistente, costruita dai Romani nella metà del I sec A.C. , per unire Genova ad Aquileia, e vivo a destra del punto in cui scavalca l’Adige, vorrei ricordare il cardine della politica romana per sì controllare l’Impero, ma soprattutto unificarlo e diffondere la loro cultura e civiltà : costruire le strade di collegamento tra i diversi paesi.
Certo, ora noi (o almeno io) vogliamo l’unificazione dell’Europa non per la diffusione di una cultura egemone, quale essa possa mai essere ai nostri tempi, ma nella valorizzazione delle civiltà e culture dei diversi paesi, e di tutti i loro abitanti, che vi vivono, studiano e lavorano, comunque vi siano giunti.

3 risposte a "Per il lavoro"

  1. Grazie Raimondo dell’evidenza che hai dato al mio commento. Ho dimenticato di scrivere che le minacce, gli attentati fatti ai Si-tav sono stati anche veri e propri sabotaggi alle rispettive attività commerciali, che ne mettono gravemente in forse la continuazione (e mi limito a citare solo quelle di miei parenti o di cui sono direttamente a conoscenza). E pensare che tanto tempo fa la ValSusa è sempre stata via di transito commerciale e apertura per genti diverse e di diversa cultura, dai tempi preistorici, poi di Annibale (sceso con gli elefanti dal Piccolo Moncenisio), di Giulio Cesare sulla via delle Gallie ai tempi di Re Cozio; nel Medioevo era lungo la Via Francigena, che dalla contea di Savoia scendeva attraverso il passo del Grande Moncenisio all’abbazia della Novalesa, fino alla Chiusa di San Michele (quella dell’”Adelchi” di Manzoni), fino a sfociare nella piana di Torino…. Poi passarono pirati e Saraceni dal porto di Marsiglia, si rifugiarono ebrei askenaziti dalla Foresta Nera e, dai tempi degli Albigesi fino al trattato del ’700 di Vittorio Emanuele II, che diede un 17 febbraio la libertà di culto ai Valdesi, “eretici” e povere donne che vivevano sulle montagne e venivano indicate come streghe… Insomma, dopo questa lunga rievocazione del passato millenario delle mie terre, è comprensibile che per noi valligiani (o ex ma di radici valsusine) sia incomprensibile questa lotta senza quartiere e senza risparmio di colpi (bassi) e di mezzi (in valle si vocifera che i gruppi No-tav che giungono da tutta Italia e da molti paesi d’Europa, siano finanziati da gruppi finanziari che promuoverebbero altri percorsi di loro interesse). Questa lotta implica un allontanamento definitivo della Valle dalla rete degli scambi di cui è crocevia millenaria e dall’Europa, a cui da sempre è stata aperta … E proprio ora che altre manifatturiere e dell’indotto Fiat ecc. non ci sono più; l’agricoltura e l’allevamento, che qui è spesso di montagna e un tempo floride, hanno ormai le percentuali statistiche del resto d’Italia. La Tav potrebbe offrire subito, credo, 2000 posti di lavoro e garantire lavoro e reddito per decenni. L’Alta Valle ha un’economia turistica basata sulla montagna estivo-invernale e soffre della concorrenza della vicina Bassa Savoia (Les Deux Alpes ecc.). Anch’essa si avvantaggerebbe di una linea veloce. Ora c’è la stazione di Oulx sulla Roma-Parigi accessibile solo con regionali, tranne che per viaggiatori provenienti da Parigi, che certo preferiscono la Savoia con Chamonix ecc…. La stazione internazionale di Susa romperebbe l’isolamento passeggeri su ferro e offrirebbe altri vantaggi per il trasporto merci su ferro (a Susa c’è solo un autoporto per trasporto su gomma, un tipo di trasporto che appesantisce molto il traffico in autostrada). Per quel che riguarda la linea storica del Frejus tra alcuni problemi che non verrebbero superati nemmeno con il potenziamento richiesto da M5S, per quel che riguarda il trasporto merci, ci sono: – i moderni container sono di dimensioni incompatibili con quelle della galleria storica; – c’è un problema di pendenza, anche rispetto al peso del trasporto, non risolubile col semplice ammodernamento del tunnel storico (del sec XIX) – vari altri problemi tecnici, la cui enumerazione è di competenza soprattutto ingegneristica, e i critici dell’opera mi appaiono carenti in merito. Insomma vorrei una Valle aperta all’Europa, come lo è sempre stata, e finalmente con opportunità di lavoro, che mancano ormai da almeno 20 anni! Mi scuso del lungo sproloquio…

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  2. Riporto qui il commento che Antonio ha lasciato su FB
    Antonio Deriu: Veramente illuminante…. Emerge un problema di fondo. Siamo pieni di uomini che costruiscono muri, mentre abbiamo un disperato bisogno di gente che voglia costruire ponti e all’occorrenza galleria. Il movimento no-tav ha un braccio armato che gode di protezioni politiche e non solo, che ha buon gioco nei confronti di uno stato debole ed inefficiente. Non ho elementi per giudicare al momento se questa opera faraonica sia realmente necessaria e se porterà i benefici millantati, ma sicuramente ho elementi per valutare che chi minaccia, danneggia, impone con la forza e si pone al di la della legge debba essere arrestato, condannato e finire in galera, altro che far pestare i poliziotti. Li dove con il nomale intervento della forza pubblica non si riesce a ripristinare un principio violato di legalità, uno stato efficiente manda la guardia nazionale o l’esercito fino a quando il principio del diritto non sia stato ripristinato. Lo stato per definizione deve vincere… sempre. Ma questo può farlo solo uno stato credibile, governato da persone la cui onorabilità e le cui intenzioni ed inclinazioni al “bene comune” non è messo in discussione e al momento non è certo il nostro caso. E allora, se devo dirla tutta, fino a qualche anno fa non avrei avuto dubbi, la Tav andava fatta e basta, oggi onestamente non so più che pensare….

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