Popolo disperso

La mia amica Rosi mi chiede un commento sui risultati della Sardegna. Volentieri mi appunto alcune riflessioni sulle quali spererei di condividere un contraddittorio.

La frantumazione del popolo

Pd: 13,48% – Lega: 11,34% – Psd’Az: 9,89% – M5S: 9,7% – FI: 8,07% – Riformatori: 5,02% – FdI: 4,73% – Sardegna Venti 20: 4,13% – LeU: 3,81% – Pro Sardinia-UdC: 3,68% – Campo Progressista: 3,17% – Noi, la Sardegna: 2,81% – Futuro Comune: 2,63% – Sardegna in Comune: 2,47% – Cristiano popolari e socialisti: 1,35% – Sardegna civica: 1,64% – Fortza Paris: 1,63% – Uds: 1,10% – Energie per l’Italia – Sardegna: 0,49% – Progetto comunista per la Sardegna: 0.43%

Queste percentuali diventano ancora più insignificanti se teniamo conto delle astensioni, delle schede bianche e delle invalidate. Finora mentre scrivo questo post non sono riuscito a trovare sulla rete il valore esatto dell’astensionismo ma viaggia intorno al 47% quindi queste percentuali assegnate alla miriade di liste presenti andrebbero divise per due per avere il vero peso del consenso rispetto al corpo elettorale potenziale. Insomma nessuno può gioire, anche la Lega che fa la voce grossa attribuendosi il merito della vittoria di Solinas è un nano che con la collaborazione di una decina di liste è riuscita a far vincere un esponente non leghista.

Naturalmente i commenti più frequenti sottolineano la debolezza e la crisi mortale del PD rispetto ad un’area di centrosinistra che però resiste e raggiunge il 30% sommando liste diverse. Questa situazione è analoga per entrambi i blocchi di sinistra e di destra, disfacimento dei singoli partiti e resistenza di piccole formazioni legate a piccoli potentati o a ideologie un po’ settarie. Un popolo diviso in piccolissime fazioni le quali nel tempo riescono a sopravvivere sia perché l’individualismo della nostra società è diventato endemico sia perché il sistema elettorale e i rimborsi ai rappresentanti eletti consentono a piccole bande di avere le limitate risorse necessarie per contrattare accordi, fare rapide ed economiche campagne elettorali ed avere di nuovo 1 o 2 seggi ben remunerati per alcuni anni se tutto va bene.

I singoli condottieri

La dispersione del popolo è tanto più cocente per me se persiste nel campo della sinistra. E’ una tendenza quasi secolare quello dello scissionismo anche in momenti cruciali per la sopravvivenza della democrazia e per la pace. I mille rivoli delle esperienze di idee e forze che si sono cimentate nello sforzo di modificare, di migliorare o di rivoluzionare la realtà si ritrovano riemergenti come tanti fiumi carsici ad ogni elezione locale o nazionale. Ultimamente alla debolezza degli assunti teorici e delle ideologie si supplisce con leadership personali in grado di aggregare gruppi che non rinunciano alla loro identità e alle loro differenze. Spesso si tratta di personaggi costruiti e pompati mediaticamente ma a volte emergono figure nuove degne di considerazione e stima. Zedda è un esempio di come un singolo personaggio con un impegno civile e politico importante riesca a attrarre voti nonostante la sua appartenenza ad un partito, il PD, che è ormai considerato da tutti i media come abominio di cui vergognarsi.

Di fronte alla martellante promozione mediatica di un personaggio debordante e autoritario come Salvini, emergono per fortuna volti rassicuranti e promettenti come quelli di Zedda e del sindaco di Ancona, la signora Mancinelli (apparsa come una luminosa meteora dalla Gruber). Questo popolo disperso e diviso e continuamente brutalizzato dalla volgarità dei dibattiti televisive e dalla pochezza dei governanti attuali non ha perso la capacità di discernere, di orientarsi, di rimanere fedele a qualche seppur tenue criterio e valore e sa riconoscere personaggi valenti distinguendoli dai quaraqua.

Il popolo è diviso e sofferente ma è prudente e saggio

Nessun commento tra quelli che ho sentito ha sottolineato che i sardi hanno detto stop alla deriva che i sondaggisti ci stanno propinando in ogni momento e che cioè il popolo italiano nella sua maggioranza ha sposato questo contratto scellerato tra il grillismo e il salvinismo. Le due forze politiche che governano a Roma valgono in Sardegna in totale il 21% dei votanti cioè il 10% degli aventi diritto al voto. Grazie Sardegna!

Interrompo qui le mie riflessioni sia perché è ora di cena sia perché è uscito il pezzo del mio amico bortolcal15 che come al solito è più documentato di me. Proseguite pure la lettura sul suo blog.

Ancora una volta bortocal15 mi ha fregato sul tempo ma nel pomeriggio ho perso tempo a rileggere il coro dell’Adelchi sul volgo disperso.

segue

6 risposte a "Popolo disperso"

  1. in contemporanea, praticamente, e dunque senza rischi di plagio, abbiamo fatto una analisi sostanzialmente identica del voto.

    questo mi conforta molto, anzi moltissimo, perché la mia – ma ora posso dire: la nostra – lettura è talmente stridente col coro della propaganda che ci appesta che avere trovato un’altra voce lucida e onesta che fa la stessa analisi mi conforta a pensare di non essere uscito io di senno.

    un caro saluto, Raimondo.

    https://corpus15.wordpress.com/2019/02/26/abruzzo-sardegna-i-paradossi-non-detti-di-un-voto-contro-il-governo-si-leggete-bene-i-risultati-97/

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  2. uffa, troppa fretta di chiudere ho avuto. devo aggiungere un grazie per la citazione e parole di apprezzamento per il tuo post, che ho trovato più ispirato del mio e che apre prospettive di riflessione più ampie; ma l’erba del vicino è sempre più verde…, ops, anzi: meno giallo’verde 🙂

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