Popolo disperso 3

Questa mattina ho ricevuto questa mail ‘Caro Raimondo, avete qualche suggerimento da dare sul  come votare alle primarie PD, soprattutto in considerazione della proposta Calenda per una lista unica delle forze europeiste?   Quale dei tre candidati Vi sembra essere il più affidabile a tale riguardo?  O conviene scheda bianca?    Avete qualche contatto con “Siamoeuropei”? Fammi sapere.  Grazie e a presto.

Avevo in mente di scrivere qualcosa sulle primarie del PD anche in risposta ad una richiesta analoga dell’amica Rosi con la quale per telefono discutiamo spesso dei post di questo blog.

Prima domanda. Andrò a votare o la cosa non mi riguarda? Chi mi legge sa che sono un vecchio elettore del PD bersaniano, poi lettiano, prima montiano, per nulla renziano. Penso che le primarie fatte così per realizzare una investitura di un segretario forte rispetto alla pluralità di correnti e tendenze all’interno del partito, per una personalità che per ciò stesso è candidata a fare il presidente del consiglio, una chiamata alle armi generica di chiunque voglia versare un obolo per le spese sia il vizio di fondo di questo partito. Le primarie così aperte sono la porta spalancata alle incursione degli avversari o alla manipolazione di gruppi di potere che possono decidere contro la stessa volontà dei militanti. (mi riferisco a Renzi). Scimmiottare gli americani con assemblee variopinte e personalismi e contrapposizioni settarie penso sia tempo buttato rispetto alla necessità di costruire con sistematicità e fatica una linea condivisa da un popolo che voglia marciare insieme. Si aggiunga a queste considerazioni generali la folle decisione di tempi lunghi a ridosso delle elezioni europee che hanno privato il PD di una voce autorevole udibile nel momento in cui il governo stava dispiegando la sua occupazione – distruzione delle strutture dello Stato e della società.

Forse questa sarebbe stata l’occasione giusta, dopo la batosta elettorale, per decidere che l’elezione del segretario era affare interno riservato ai soli iscritti e che il processo necessario a un congresso rifondativo dovesse essere molto limitato, cosa possibilissima nel tempo di Internet in cui non è necessario che i candidati siano trasportati come la Madonna pellegrina in tutti i centri più periferici del paese.

Detto tutto ciò, la situazione generale è così grave, i rischi che corriamo sono così forti che la purezza delle anime belle che non si sporcano le mani non è la risposta, non è la mia risposta. Questo è il terzo post dedicato al popolo disperso in cui, a partire dai risultati veri delle regionali, appare che la frantumazione del popolo all’epoca dei populismo sia la patologia più seria che può condurci al disastro e alla fine della democrazia. In Italia, in Europa, nell’Occidente.

Per queste ragioni, per la necessità di riaffermare momenti di aggregazione e di unità andrò a votare alle primarie del PD: l’immagine che mi è venuta in mente questa mattina, pensandoci al risveglio, è quella del naufragio e di tanti che disperatamente si aggrappano a tutto ciò che possa galleggiare e aiutare a stare a galla, in questo momento il PD è una realtà a cui aggrapparsi sperando che non si sgonfi ulteriormente perdendo la sua capacità di salvare qualche naufrago. Brutta immagine, mi rendo conto, ma questo mi è venuto in mente prima che la mia amica questa mattina mi chiedesse lumi, anche lei forse con la sensazione che siamo in mezzo a flutti burrascosi.

Aggiungo due ragioni ulteriori per salvare quel che resta del PD. La prima è che da sempre ma in particolare da dopo le recenti elezioni politiche, il PD è stato oggetto di un linciaggio sistematico della stampa che, dovendo cambiare padrone, si accaniva con gli ex padroni con un servilismo e una violenza che non hanno avuto pari. E il linciaggio più ricorrente e malevolo veniva proprio da quell’intellighenzia giornalistica accreditata da tutti noi come di sinistra che per rifarsi una verginità doveva ad ogni piè sospinto infilare il riferimento al PD per dire che ‘certo che anche il PD … ‘. Se l’attacco è così forte, forse questo relitto galleggiante vale di più del suo aspetto immediato. Il popolo disperso ed umiliato deve dare un segno che è vivo e ancora cerca di ragionare con la testa e non con la pancia.

Il secondo motivo per contribuire alla sopravvivenza di questo relitto galleggiante è che tutti quelli che conosco di sinistra, che militano o simpatizzano per il PD, sono persone rispettabili, per bene, con le quali mi onoro di nutrire ricambiato stima ed amicizia, spesso discutiamo e litighiamo ma i motivi per essere uniti sono forti e danno speranza. Insomma aderisco all’appello di Prodi che nonostante tutto, nonostante le cocenti delusioni da lui patite ora dice che la presenza ai gazebo è opportuna, utile e necessaria.

La mia amica chiede un parere sui candidati, confesso che non ho seguito nel dettaglio la discussione, mi sembra molto povera di contenuti, deformata da resoconti che sottolineano negativamente qualsiasi cosa i candidati stiano facendo e dicendo. Ieri sera ho seguito il confronto tra Giachetti, Martina e Zingaretti Skytg24 ed ho avuto conferma di quanto pensavo: i tre personaggi rappresentano tre anime del PD, Giachetti quella radicale, laica libertaria, Martina l’anima cattolica di sinistra, Zingaretti la matrice strutturata nel vecchio partito comunista e temprata da lunghi anni di gestione dentro le istituzioni amministrative decentrate. Non amo Giachetti per come si fece squadrista sotto Renzi ai danni di Fassina, per come condusse con superficialità la campagna elettorale contro la Raggi e per aver abbandonato Roma dopo le elezioni per tornare alla politica del parlamento nazionale. Gli altri due sono persone per bene, forse Martina un po’ ingenuo ma probabilmente capace di sacrificarsi per il bene della struttura. Zingaretti l’ho conosciuto come presidente della provincia di Roma quando facevo il preside: è persona amabile, garbato, competente, capace di gestire strutture complesse con il sorriso. Cara amica non saprei dire altro.

Ovviamente si può anche decidere di sterilizzare il proprio voto votando scheda bianca … l’effetto cercato da Prodi ci sarebbe ma ci sarebbe anche il messaggio indirizzato a coloro che ora dirigono il partito che dice che la gente non è entusiasta dell’offerta presente e vorrebbe qualcos’altro.

La proposta di Calenda non riguarda questa fase congressuale ma certamente avrei incalzato di più i candidati per chiarire bene come si pongono di fronte a quella proposta. Nei due giorni che rimangono cercherò di chiarirmi ulteriormente le idee ma al momento il candidato per me preferibile, per un piccolo scarto, è Zingaretti.

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