Grafici aggiornati

La homepage di questo blog visibile su un desktop riporta da molto tempo sulla colonna di destra alcuni grafici relativi all’epidemia che ho giornalmente aggiornato e commentato. Oggi ci ho lavorato dopo molte settimane in cui vi è stata una certa stabilizzazione dei contagi. Aggiungo solo due riflessioni. 

ipotesi

verifica empirica

Nel grafico precedente ipotizzato il 16 aprile avevo aggiunto a mano libera degli andamenti prevedibili facendo una piccola scommessa con me stesso sulla possibilità di uscire dalle affermazioni troppo generiche di allora che sostenevano che previsioni non erano possibili. Non erano possibili predizioni certe ma si poteva dire con quale probabilità si potevano ottenere certi risultati come ad esempio azzerare i contagi. 

La mia previsione fatta ad occhio, con metodi tipici del conto della serva, si è rivelata  ottimistica ma consentiva comunque di giustificare l’attesa e di pianificare delle scelte sulla riapertura che invece sono state prese sul filo di lana delle pressioni mediatiche delle forze politiche antagoniste del governo e del sistema. 

Purtroppo tutti i grafici attuali della colonna di destra mostrano che il contagio non è stato azzerato ma che rimane stabile intorno a circa 200 nuovi malati al giorno. Questo dato si presta almeno a due letture antitetiche.

  • 1. E’ un dato allarmante e preoccupante perché in qualunque momento potrebbero accendersi troppi focolai e si tornerebbe ad una crescita esponenziale che imporrebbe un nuovo lockdown generalizzato che non potremmo sopportare economicamente. Questa prospettiva diventa probabile se si osservano i contagi nelle regioni ora fredde e nei luoghi refrigerati e chiusi come i mattatoi.
  • 2. Le norme a cui ci stiamo attenendo consentono di tenere sotto controllo una pressione che in altre parti d’Europa ha già sfondato e ha prodotto nuovi lockdown localizzati. Insomma le libertà di circolazione e di contatto che ci stiamo prendendo e che la gente sta gradualmente sperimentando non producono incontenibili disastri, la gente ha capito ed è prudente anche se i media stanno facendo di tutto per rompere questo fragile e delicato equilibrio del consenso. (E domani scriverò qualcosa sul caso Bocelli)

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