Quarantene e tamponi 2

Il contagio continua a diffondersi e sempre di più di frequente capita di sentire che la cosa ha riguardato parenti, amici, vicini di casa. E’ arrivato anche nell’appartamento accanto al mio e tutta quella famiglia è in isolamento da giorni.

Ci hanno avvertito con la mailing list condominiale. Mi sembra che non sia aumentata la paura piuttosto l’attenzione alle precauzioni che fin dall’inizio avevo affisso nell’ascensore condominiale e la disponibilità a gestire il loro isolamento ad esempio aiutando a portare il cagnolino fuori. Incombenza riservata alle famiglie con cagnolini. La quarantena è quasi finita e parlando affacciati ai rispettivi balconi mi sono fatto raccontare da Angelo, il capofamiglia positivo, alcuni aspetti di quest’esperienza. Gli ho chiesto di raccontarmelo per iscritto per questo blog, cosa che ha fatto ben volentieri.

Penso proprio che il suo racconto sia molto utile perché non ha nulla a che vedere con l’isterismo apocalittico del racconto giornalistico e mediatico. COVID19 non è una banale influenza ma è un rischio grave per il quale però è possibile attrezzarsi per tempo sapendo come fare per evitarlo e per ridurne i danni.

La mia avventura con il Covid inizia il 20 ottobre 2020 dopo aver effettuato un tampone presso la struttura ospedaliera dove lavoro. Risultato positivo vengo posto in isolamento presso la mia abitazione, la fortuna ha voluto che avessi una stanza dove potermi isolare. Una volta in isolamento sono cominciati gli aspetti burocratici che consistono in una comunicazione della positività al proprio medico di base. Il Medico invierà una serie di documenti che vanno compilati e rinviati allo stesso e in più viene fornita una scheda che va compilata e inviata al medico tutte le sere alle 19 (Scheda Sorveglianza medica giornaliera), per tutto il periodo di isolamento.

Per poter compilare questa scheda il medico suggerisce di procurarmi

1) un saturimetro (misura la quantità di ossigeno nel sangue),

2) uno sfigmomanometro (per la pressione),

3) termometro,

4) e di imparare a contare la frequenza respiratoria.

Per fortuna il decorso della mia infezione lo si può annoverare tra quelli considerati asintomatici ad eccezione fatta per una notte dove ho dovuto affrontare una forte sudata e conseguente debolezza per un paio di giorni.

Dal 23 ottobre non ho avuto nessun sintomo. Il giorno 30 ottobre con tutto il resto della famiglia (che nel frattempo è stata posta in quarantena fiduciaria), dopo i 10 gg previsti dal DPCM del 12 ottobre abbiamo effettuato il tampone di controllo dal quale sono risultati tutti negativi tranne il sottoscritto che dovrà restare in isolamento sino al 21 giorno (9 novembre).

Il 21 giorno dovrò mandare un’email al SISP (Servizio prevenzione dell’ASL di appartenenza) dove richiederò il certificato di guarigione con il quale potrò uscire dell’isolamento e tornare a lavoro.

Il mio consiglio appena inizia la quarantena procuratevi l’indirizzo email del SISP di vostra competenza.

Affrontate tutto con calma ascoltate il vostro corpo se aumenta la febbre, se cominciate ad avere difficoltà respiratorie avvertite subito il vs medico di base.

Io più che del Covid ho avuto paura dell’iter burocratico che spero con queste poche righe vi abbia aiutato ad affrontarlo.

Angelo Scozzafava

11 risposte a "Quarantene e tamponi 2"

  1. Chiesto ora ad Angelo, non lo utilizzava. Ma questo caso ci permette di tornare sulla questione che noi abbiamo già dibattuto in questo blog. Angelo ha avvertito tutti coloro che poteva aver contattato immediatamente, non appena ci è arrivata la notizia mentalmente ciascuno di noi ha fatto la scansione delle occasioni in cui avremmo potuto essere contagiati da lui. Probabilità quasi nulla perché pochissimi di noi usano l’ascensore e ormai la disinfezione delle mani appena si rientra in casa è prassi consolidata come anche il distanziamento e la mascherina, quindi nessuno si è messo in quarantena più di quanto non ci sia di fatto in questa situazione di allarme generale. Angelo non ha infettato nemmeno la famiglia poiché lavorando in un ospedale i tamponi a cui è sottoposto sono frequenti e il periodo di esposizione prima del tampone deve essere stato molto limitato. Ma se fosse stato un cittadino normale senza tampone frequente avrebbe potuto fare molti più danni infettando più persone. Lui non si sarebbe accorto della malattia perché asintomatico o paucisintomatico ma la decina di persone che avrebbe potuto infettare avrebbero potuto avere un decorso diverso e mostrando sintomi sospetti potevano sottoporsi al tampone e risultare positivi. Supponiamo che i sintomatici fossero stati 4. Se tutti avessero usato Immuni gli infettati da Angelo avrebbe rimpallato la notizia del contatto sospetto tramite Immuni ad Angelo il quale ignaro di essere la causa doveva porsi il problema di mettersi in quarantena come contatto. Ma alla quarta notifica doveva sospettare di essere dentro un focolaio di cui lui stesso poteva essere il responsabile. Di qui l’opportunità dell’isolamento secondo lo schema che ho pubblicato ieri che consentiva di interrompere la catena e costringeva Angelo a effettuare il tampone con tutta la sequenza prevista dalle norme. In questa storia non è mai troppo tardi, tutto serve anche se ad Angelo l’allarme di Immuni fosse stato successivo alla sua eliminazione del virus. Ovviamente Immuni poteva agire anche molto prima mettendo in allarme Angelo a partire da chi lo aveva contagiato, ancora una volta se tutti usassero Immuni.

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    • mi interessava davvero capire come aveva funzionato Immuni in un caso di questo genere; certo che uno che lavora in ospedale non lo usi è quanto meno demoralizzante. e così non posso togliermi neppure stavolta la curiosità se poi di fatto serve a qualcosa oppure no; mio figlio è stato a contatto con un collega di lavoro risultato positivo, ma Immuni non gli ha segnalato niente, ma potrebbe essere che il contatto non sia stato abbastanza stretto, oppure vai a capire per quale altro perché.

      grazie, oltre che del post, anche di questa risposta molto precisa.

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        • 125 infetti ieri: su quante migliaia di nuovi infetti di ieri?
          e finora 2.388 infetti notificanti in tutto; da quando?

          questa non è Immuni, è Caporetto; e resta da capire bene per colpa di chi.

          poi, per carità, anche quei meno di 2.500 notificanti da quando esiste sono utili, ma questa è la cronaca di una disfatta annunciata.

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          • Come al solito i dati possono essere letti in molti modi. Ieri su circa 28.000 nuovi infetti solo 125 avevano istallato Immuni. Sappiamo che su circa 60 milioni di abitanti solo 9 milioni hanno istallano Immuni. La casualità ci consentirebbe di fare una facile proporzione 60 sta a 9 come 28000 sta a x ove x è il numero atteso di infettati con Immuni Istallato. C’era da attendersi che fossero circa 4000 mentre sono stati solo 125. Come interpretare ciò? Forse è semplicistico dire che chi istalla Immuni teme l’infezione e fa di tutto per evitarla? Forse è la dimostrazione che se siamo cauti ed attenti possiamo difenderci efficacemente? Ovviamente non è immuni ma è la nostra disciplina che ci difende. Una analisi più fine e realistica ci porterebbe però a ritenere che il numero è così basso rispetto alle attese perché alcune regioni se ne fottono di questo strumento e non lo prendono in considerazione. Preferisco essere ottimista e credere che le dovute precauzioni siano efficaci .. a parte la jella.

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            • purtroppo, caro Raimondo, la sproporzione è tale da non potere essere giustificata in nessun altro modo razionale che dicendo che è una bufala che 9 milioni di italiani hanno istallano Immuni oppure che Immuni non funziona per i motivi che ci siamo già detti ed è stata una operazione di facciata a favore di qualcuno che l’ha inventata.

              scusa se sembro populista, cioè drastico, ma non trovo altre risposte, e mi dispiace. d’altra parte, qui in piattaforma, ho letto testimonianze precise del fatto che comunque non segnala i casi – precise non vuol dire che siano verificate e quindi vere…

              comunque un governo serio, a questo punto, prenderebbe in mano la faccenda e cercherebbe di dare delle spiegazioni all’opinione pubblica oppure di risolvere i problemi (dopo averli individuati).

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