Omicron

La lettera dell’alfabeto greco assegnata alla variante del coronavirus, saltando alcune lettere politicamente inopportune, ne ha forse sottolineato una caratteristica promettente: la nuova variante non sembra una versione mega, omega, ma una versione micro.

L’evoluzione caotica e diffusa del virus presenta molti tentativi di adattamento all’ambiente in cui il virus si deve riprodurre e le nuove varianti maggiormente capaci di uccidere e di scatenare rapidamente reazioni violente dell’organismo ospitante hanno il difetto di essere scoperte subito, di essere quindi isolate e, spesso, di estinguersi insieme all’organismo ospite e quindi sono meno efficienti nella loro capacità di diffondersi. Le varianti meno frettolose, quelle che non infastidiscono troppo l’ospite provocando lentamente blande reazioni immunitarie hanno però più tempo per infettare altri individui mentre ancora i sintomi della malattia non sono manifesti. Omicron sembra avere questa proprietà: allunga i tempi di incubazione e di infezione prima di provocare sintomi riconoscibili e in molti casi senza che emerga alcun sintomo. E’ forse ciò che accade a molti vaccinati che, pur contagiati, non si ammalano ma forse sono in grado di ritrasmettere il virus che stanno incubando.

Omicron rimane molto pericolosa per popolazioni non vaccinate di anziani e di soggetti non in buona salute ma in realtà funziona anche come un fastidioso vaccino perché coloro che ne escono vincitori sono meglio immunizzati sia che non siano vaccinati sia che lo siano. A questo punto l’umanità dispone di tre presidi contro quella pandemia che per mesi abbiamo percepito come la nuova apocalisse:

  1. i vaccini che continuano ad essere studiati, perfezionati, prodotti e gradualmente diffusi in popolazioni sempre più vaste,
  2. il distanziamento sotto forma di di quarantene, igiene, mascherine,
  3. l’infezione che continua a produrre soggetti immunizzati che hanno superato la malattia.

Il terzo ‘presidio’ è quello più costoso perché viene pagato in vite umane, in cure negli ospedali, in crisi dei sistemi sanitari. Il secondo presidio combinato con il primo ci garantisce una vita sociale più che accettabile a prezzo di una intelligente e autonoma gestione delle proprie abitudini.

Insomma a me sembra che la comparsa di Omicron possa essere una buona notizia anche se la curva dei contagi è destinata a salire se non si intensifica il presidio 2.

Perché Bolletta hai scritto queste ovvietà sul tuo blog? non sei mica un epidemiologo! Lo so bene, ma cerco di reagire allo sport nazionale dei media che devono comunque ingigantire le paure e alimentare il sospetto e il risentimento.

Non c’è bisogno di ripeterlo, tutto ciò vale anche per noi vaccinati che, senza essere ossessivamente preoccupati, dobbiamo sentirci comunque attivamente impegnati a limitare la diffusione del virus in tutte le sue varianti.



Categorie:Coronavirus

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1 reply

  1. Ottimo, Raimondo! Comincio a farti i primi Auguri di Natale. Ieri a Torino è nevicato a grossi fiocchi e in molte case si è fatta la polenta! Stamattina -come vuole la tradizione- le strade erano ghiacciate, ma le auto andavano veloci e ci sono stati parecchi incidenti… Felici preparativi! Silvana

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