Inizio disordinato

Verrebbe da dire che non si uccidono così neanche i cavalli. Lo spettacolo indecoroso della destra che si sta accomodando al potere nelle istituzioni repubblicane era fuori dalla nostra immaginazione. Il vecchio padre a padrone è ormai fuori controllo, dice e fa quello che pensa. I giovani 40 – 50 enni che lui aveva amorevolmente allevato e foraggiato non provano alcuna gratitudine e lo umiliano ma non hanno il coraggio di dare il colpo di grazia, non riescono a liberarsi del padre e quindi non riescono ad essere autenticamente adulti.

Un mio lettore mi ha un po’ rimproverato perché ho dedicato troppa attenzione ad una vicenda e a un personaggio che non meritano. Ma rimango dell’idea che se la Meloni fosse stata una vera politica con valenti consiglieri avrebbe adottato la vecchia regola della spartizione equa dei posti disponibili al vertice non privando Forza Italia di una presidenza in una camera, meglio se il senato. Chi pensasse che le mattane di questi giorni siano cancellabili con un colpo di spugna da articoli compiacenti della stampa non sa quanto siano duraturi gli effetti di violazioni dei simboli profondi nelle nostre istituzioni civili. Quali gli effetti di una Meloni immusonita dietro gli occhiali scuri che a testa bassa sfonda la barriera dei cronisti e dei cineoperatori? Emerge il carattere fieramente ostinato e violento di una leader che dovrebbe invece rassicurare chi non l’ha votata, (oltre l’80% degli aventi diritto al voto) e tenere unita ed efficiente una coalizione che presenta queste crepe, un partito in disfacimento, un partito separatista e putiniano e il proprio che scalpiterebbe per soluzioni ancora più orientate a destra. Per cinque anni!

Se potessi dare un consiglio a Giorgia Meloni le direi di fare attenzione alla struttura del Parlamento, ma ormai la frittata è fatta. Nessuno ricorda che la riduzione del numero dei parlamentari complica enormemente la gestione dei suoi lavori. A meno di una radicale ristrutturazione delle commissioni e delle procedure per l’approvazione delle leggi ogni parlamentare dovrà partecipare al doppio delle commissioni di prima, ogni commissione condividerà propri membri con altre commissioni e chi farà gli orari per la gestione dei lavori dovrà adottare uno di quei programmi per compilare gli orari delle lezioni in una scuola. Questo vuol dire che la lentezza proverbiale dei vecchi parlamenti raddoppierà anche se l’opposizione fosse fiacca o collaborativa. Questo è rilevante per palazzo Chigi che vorrà decidere e vedere gli effetti subito perché i problemi da gestire saranno grandi come macigni. Insomma un ragione in più per gestire intelligentemente i rapporti con tutti soprattutto con coloro che ti devono votare in assemblea.



Categorie:Elezioni politiche 2022, Politica

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