Dopo quasi un anno di silenzio riprendo a scrivere per dire NO.
Inizio con delle scuse rivolte i miei lettori per un silenzio che avrebbe richiesto un commiato o una spiegazione. Quello che è passato è stato un anno difficile per tutti, drammatico e tragico per il mondo intero e le mie riflessioni sul blog mi sono sembrate un’inutile perdita di tempo e solo fonte di ulteriori frustrazioni per chi mi avesse letto. Scrivere ragionando e raccontando in questo blog è stato per me un modo per tener vivo cuore e cervello ma non volevo causare negli altri pessimismo o disperazione se gli argomenti proposti dalla cronaca sono così neri. E’ molto difficile aiutare se stessi e gli altri a pensare positivo e alimentare la speranza nel miglioramento delle vite personali e collettive. Insomma una botta di pessimismo depressivo che mi ha fatto perdere interesse per questo esercizio di scrittura.
Oltre a ciò, devo dire che in questi 13 anni, chi mi ha motivato a continuare a scrivere sono stati i lettori ed in particolare persone amiche che mi telefonavano per discutere le mie idee o mi chiedevano che io prendessi posizione su questo o quel problema. Ma tre di queste persone mi hanno lasciato: Rosanna Ghiaroni, poi Silvana Mosca e quest’anno Livia, mia cognata. La dipartita di Livia è stata molto dolorosa e ha coinvolto profondamente l’intera famiglia. Avrei voluto dedicarle un ricordo sul blog ma non sono riuscito a trovare le parole giuste per una persona che ha vissuto nascostamente una fede profonda che si è incarnata nell’aiuto ai carcerati e in una presenza discreta, quasi timida, nelle dinamiche della mia famiglia: insomma non sono stato capace di scrivere qualcosa senza violare una intimità familiare che è giusto che rimanga protetta. Ne parlo ora per spiegare un silenzio che è stato legato ad una difficoltà profonda.
Infine l’aggravarsi della situazione politica nazionale e internazionale ridimensiona come del tutto velleitario e forse presuntuoso il voler mantenere aperto un blog personale con pochi lettori. Ma l’avvicinarsi del referendum sulla giustizia mi motiva a riprendere la parola in un momento in cui anche pochi voti possono avere effetti radicalmente opposti e quindi tutti anche nel piccolo del nostro isolamento dobbiamo mobilitarci.
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Categorie:Riflessioni personali, Social e massmedia
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