mezzo pieno, mezzo vuoto

Nel lunedì post elettorale ho accuratamente evitato di impasticcarmi con i commenti dei soloni e dei politici e in seconda serata mi sono visto Il grande fratello.

Appunto qui una serie di riflessioni, forse incoerenti, ma che mi spiacerebbe dimenticare per l’effetto della tempesta di chiacchiere sulla situazione.

Scrivevo ieri che ero felice e preoccupato allo stesso tempo, il bicchiere è mezzo pieno e mezzo vuoto, a seconda della prospettiva da cui si guarda.

il bicchiere mezzo vuoto

 

mezzo pieno: la situazione politica italiana non è bloccata, l’elettorato si può spostare anche di molto ed in modo imprevedibile, arriva a concedere ad una sola forza politica anche il 40%, c’è speranza per tutti, basta fare una proposta credibile ed efficace. mezzo vuoto: il sistema è ancora più fragile perché con poco il popolo potrebbe dare una maggioranza bulgara al despota o al capopolo di turno.

mezzo pieno: in due o tre anni seppur con una certa fatica il panorama italiano ingessato per 20 anni è stato stravolto, il personale politico è radicalmente rinnovato, una nuova generazione è andata al potere. mezzo vuoto: i nuovi sono spesso incompetenti e velleitari non hanno una proposta politica di lungo termine, i rapporti di potere reali rimangono immutati nei salotti buoni e nelle consorterie, nei centri di potere economico.

mezzo pieno: il PD è una struttura radicata sul territorio, efficiente, può cambiare leader e non collassare, può rendere stabile, se vuole, il successo momentaneo di Renzi. mezzo vuoto: il PD è un partito di assessori e di faccendieri esposto al rischio della venalità dell’esercizio del potere e dell’amministrazione di risorse economiche.

mezzo pieno: l’avanzata di Grillo si è arrestata, forse apriranno gli occhi e gli spunti positivi presenti in quel messaggio potrebbero arricchire la fase di transizione in atto. mezzo vuoto: il movimento deluso dalla leadership ‘moderata’ di Grillo e Casaleggio potrebbe deviare verso esiti extraparlamentari come accadde per il movimento studentesco del ’68 con il terrorismo della fine degli anni ’70.

mezzo pieno: la deriva antieuropea e anti euro non ha superato il 30% a livello globale, potrebbe risvegliare positivamente le forze europeiste attivando una coesione maggiore sull’obiettivo dell’unione più politica e meno tecnocratica. mezzo vuoto: le forse antieuropee potrebbero condizionare le politiche nazionali provocando una deflagrazione attivata anche da una crisi che come tale non si risolverà in pochi anni.

mezzo pieno: i casi della Francia e dell’Inghilterra con l’esplosione di forze pericolose per la democrazie europea potrebbero indurre un ripensamento diffuso per recuperare il valore della democrazia rappresentativa proporzionale e non maggioritaria e autoritaria. mezzo vuoto: l’instabilità politica di quei paesi potrebbe intaccare la loro stessa economia già traballante e rendere l’area euro e l’area Europa ancor più fragile e contendibile dai capitali che come venti impetuosi circolano sui continenti.

Intanto mi distraggo con il Grande Fratello. Direte, come sei caduto in basso. Lo trovo delizioso in confronto con le varie Piazze pulite e similia in cui si fa di tutto per esasperare gli animi e peggiorare la situazione. Ci ha acchiappato, me e Lucilla, dopo che abbiamo seguito un amico di Francesco che è stato dentro la casa. E’ spaventoso quanto possa essere potente uno spettacolo ben programmato e studiato in cui la finzione appare come realtà e la realtà appare come finzione, in cui regna sovrana la democrazia diretta attraverso i mezzi di comunicazione, una democrazia diretta che ha potere sulla vita della persona, uscire dalla casa è come morire, una democrazia potente e tempestiva di cui non si conoscono le regole né i volti di chi vota, si conoscono solo le percentuali dei votanti, insomma una metafora della democrazia diretta sognata da G&C associati. Una gioventù bella, positiva, legata alle famiglie, spesso sgangherate ma con legami emotivamente forti, una gioventù che non parla di lavoro ma sogna una vincita milionaria che cambierà la loro vita, una gioventù che scherza sulle relazioni e spettacolarizza i sentimenti. Una  fiction che si intrufola in famiglia con personaggi reali che assomigliano alle persone che conosci e che ami.

Tranquilli, continuo a leggere anche i libri, dopo le gesta indomite del giovane Mattia il gradasso, dopo le balde imprese del giovane agricoltore ciociaro del Grande fratello  ora sto leggendo un romanzo  su un gruppo di giovani amici israeliani, un’altra storia di 4 giovani quarantenni di quella generazione che incuriosisce e preoccupa la nostra generazione di anziani a riposo.

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