Onnipotenza

Cari lettori, buon anno. Ho lasciato passare molto tempo dall’ultimo post e l’algoritmo di wordpress mi sollecitava da giorni a scriverne uno nuovo. Avevo però troppe riflessioni minute poche delle quali utili a chi mi legge e così sono passati tanti giorni.

Ieri, in una chat tra ex compagni di liceo, è stata scambiata una foto che mi aveva già commosso su FB. Riparto allora dall’ultima riflessione sul Natale sulla capacità di vedere nella fragilità di una neonata la potenzialità positiva di una nuova vita.

La bimba che sopravvive a un naufragio grazie alla forza e alla tenacia di un giovane forte e alla competenza e alla dedizione dei rianimatori a bordo della nave che li ha salvati è il segno augurale per il nuovo anno e per il futuro. In questa notte buia siamo in cerca di miracoli, di azioni potenti, di una onnipotenza che risolva i problemi gravi in cui siamo immersi. Che cosa può far tacere le armi se non altre armi più potenti? che cosa potrà produrre una pace se non una vittoria netta? cosa potrà abbattere regimi dispotici se non azioni di forza ancora più violente? Eppure la realtà ci deve avere abituato alle contraddizioni della storia che spesso ‘deposuit potentes’ come dice il Magnificat. Se guardiamo indietro e se ci guardiamo intorno ci sono motivi di speranza e alcune certezze legate alle giovani vite che si preparano a succederci.

Su questo tema ci sono altri due spunti per le mie riflessioni.

Il funerale di Benedetto

La morte di Benedetto XVI in questo passaggio d’anno ha ovviamente molto a che fare con l’onnipotenza. Anche i papi e i re finiscono e nel tempo saranno dimenticati. Elisabetta ebbe l’onore di un funerale in cui lo splendore della forza militare e della regalità fu curata nei dettagli per uno spettacolo che doveva colpire il popolo. Il funerale di Benedetto era un inedito, non era un papa regnante ma un ex che aveva scelto il nascondimento di un monastero ma i suoi seguaci hanno premuto perché gli fossero riservati tutti gli onori, onori che rassicurassero quella parte del mondo cattolico che non ama il papa regnante e ha nostalgia delle tradizioni più antiche e consolidate. Papa Francesco su una sedia a rotelle e impedito nei movimenti ha partecipato dando la misura della sua impotenza che affida alla preghiera di un Dio avvolto nella nebbia di una giornata grigia invernale i destini di un mondo fuori controllo. Ho seguito su internet la diretta diffusa dalla radio vaticana, senza le fastidiose chiacchiere dei commentatori televisivi e mi ha colpito una immagine potente in cui grazie a un teleobiettivo in primo piano è la bara e sopra il mezzo busto di Francesco assorto e triste quasi stesse pensando ‘il prossimo sarò io’.

L’onnipotenza mediatica

Ma alla conclusione del rito si è manifestata l’onnipotenza dei media. Tutti eravamo curiosi di sapere se anche questa volta ci sarebbe stato il grido della folla per proclamare santo Benedetto XVI. La cosa era avvenuta per Giovanni Paolo II e aveva funzionato ma questa volta il ruolo preparatorio dei media era apparso più scoperto ed aveva un significato politico preciso nello scontro in atto tra due anime della Chiesa e tra opzioni politiche che stanno lacerando l’Occidente. In questi giorni di lutto almeno in Italia, non so dire negli altri paesi, i media avevano riconvertito i palinsesti dalla celebrazione degli zamponi e delle lenticchie alle questioni teologiche di anime diverse nella chiesa cattolica e nella riscoperta delle tante virtù del papa scomparso. In questo caso abbiamo avuto la misura colma nel vedere quanto siano vuote le cronache televisive basate su insulse interviste di passanti che ripetono ovvietà ad uso del reporter di turno. E questo è vero anche per questioni serissime come la guerra o le rivoluzioni dei giovani iraniani o l’immigrazione di fuggiaschi da guerre e carestie. Era facile capire che certe insistenze, certe battute degli intervistati dovevano preparare il terreno all’evento clou del funerale, lo striscione con su scritto ‘santo subito’ e l’esibizione di bandiere e gagliardetti quasi fosse una manifestazione politica. Ma sembra che Francesco, ormai libero dai paramenti papali ma andando via sulla sua sedia a rotelle, non si sia fatto impressionare da queste pressioni mediatiche che pretendono di decidere chi entra nel coro dei santi.



Categorie:Riflessioni personali, Social e massmedia

Tag:,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: