Con la legge elettorale Stabilicum è stato avviata la fine della democrazia parlamentare liberale così come era stata disegnata dalla Costituzione.
Calcolato opportunisticamente sulla base dei sondaggi attuali, abbiamo ora un meccanismo che assicurerà alla coalizione che supera il 42% dei voti una maggioranza parlamentare in grado di nominare direttamente tutti gli organi di garanzia che limitano il potere del governo. Dice Donzelli che con un voto in più si ha il diritto di comandare e lui è certo che saranno loro a comandare.
Si chiude così un processo trentennale che, a partire dalle crisi dei partiti e della rappresentanza degli anni ‘90, attraverso il prevalere del berlusconismo ha consolidato progressivamente una visione autoritaria e autocratica del potere che ha portato alla stabilità dell’attuale governo Meloni la cui stabilità appare ora a molti come la panacea di ogni male.
Ma la stabilità del governo è veramente un valore positivo? Produce risultati migliori rispetto alla variabilità di maggioranze che si formano e si sciolgono in una assemblea elettiva plurale? Cambiare il presidente del consiglio durante una legislatura è sicuramente un danno? In questa legislatura il centrodestra per effetto della legge maggioritaria Rosatellum disponeva già di una maggioranza di seggi superiore a quelli che avrebbe potuto avere con un sistema proporzionale puro, era numericamente al sicuro eppure la stabilità del governo è stata ottenuta con la frenetica attività di Meloni, con il suo piglio autoritario e decisionista, con il ricorso continuo ai social per ottenere il consenso del popolo. Ma la continua mediazione tra le varie forze della coalizione ha prodotto un sostanziale immobilismo i cui risultati sono deludenti.
Non ci consola che altri paesi europei forti stiano peggio di noi, anzi i problemi che in questi giorni stanno scoppiando dimostrano che la continuità del governo e la stabilità non pagano. La Francia con il suo modello presidenziale, impermeabile ai cambiamenti di umore e di interessi del popolo, porta al disordine economico e a quello sociale. La Germania. con la sua sfiducia costruttiva che garantisce un solo premier per varie legislature come accaduto a molti cancellieri di centro, non impedisce la crescita di movimenti eversivi di estrema destra e crisi economiche da cui non si sa come uscire. La Spagna mostra positivamente che il sistema politico in democrazia deve saper affrontare le emergenze ridando se necessario la voce al popolo accettando il rischio di scelte imprevedibili.
Il modello elettorale della legge Stabilicum illude il sistema politico vincente di poter governare rigidamente con metodi forti, comandare, una realtà sociale che evolve e si trasforma velocemente o peggio ancora si disgrega e degrada o subisce il peso di forze imprevedibili e oscure.
Il modello della democrazia rapprentativa con un parlamento eletto con il proporzionale e le preferenze secondo lo spirito della Costituzione rimane il più duttile ed efficace in tempi così difficili e travagliati, ma richiede politici di qualità e un popolo che ha cura della sua Repubblica andando a votare.
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