La colpa del debito

Sto leggendo un libro con il quale non sono sempre d’accordo ma che trovo certamente illuminante. Un e-book che si può scaricare gratuitamente dalla rete.

Alcune idee hanno rinforzato una mia convinzione che ho illustrato in precedenti post.

Il libro sostiene che la spesa dello Stato per lo stato sociale e per i servizi, a parte la qualità dei servizi erogati di cui si può discutere, è in linea con gli standard degli Stati europei virtuosi mentre il deficit annuale è soprattutto determinato dal pagamento degli interessi sul debito. Il debito si è formato nel tempo poiché lo Stato ha consentito una sistematica evasione fiscale e ha finanziato i servizi con l’emissioni di titoli di debito pubblico acquistati dagli italiani e dagli stranieri attratti dagli interessi favorevoli. Tutto il debito venduto all’estero diventava negli anni un finanziamento netto all’Italia che poteva, così, vivere consumando più di quanto produceva. All’interno, invece, la diffusione di titoli di debito spostavano a favore dei più abbienti capitali su cui lo Stato si impegnava a corrispondere un interesse. Il debito diventava così un amplificatore delle disuguaglianze di cui gli evasori si sono avvantaggiati ricevendo servizi che non hanno pagato, accantonando somme che hanno reinvestito nel debito pubblico o portandole all’estero per poi ricomprare dall’estero il debito italiano. Basti ricordare lo scudo fiscale.

Quindi il problema non è  di far dimagrire ulteriormente lo stato sociale e i servizi, già ridotti all’osso da almeno 15 anni di politiche di contenimento delle spese, ma di dare un vero colpo all’evasione e all’economia in nero, spesso legata alla malavita organizzata che ormai è la principale holding italiana. Il marciume della giunta regionale lombarda, lo squallore della giunta del Lazio, la proditoria faccia tosta degli amministratori siciliani fanno cadere le braccia anche ai più volenterosi e ottimisti. E ovviamente non sarà sufficiente limare un po’ le spese della politica per far fronte alla mole di interessi e di debito che nei prossimi anni dovranno essere pagati.

Il libro chiarisce bene come il problema finanziario dell’entità del debito sarebbe inesistente se questo fosse solo detenuto dagli italiani. Il debito diventa una fonte di grave squilibrio finanziario poiché la massa di titoli detenuta all’estero crea un problema di bilancia dei pagamenti: se 100 euro prestati dallo straniero allo Stato italiano diventano 100 euro di salario di un dipendente pubblico che lo consuma facendo un viaggetto all’estero, i 100 euro sono un impoverimento netto della nazione che dovrà prima o poi restituire i 100 euro allo straniero. Se i 100 euro sono prestati allo Stato da un cittadino italiano, anche se i cento euro sono serviti a fare un viaggetto all’estero, la ricchezza complessiva della nazione non è cambiata perché dare e avere si compensano all’interno della ridistribuzione della ricchezza dei cittadini. … Almeno così ho capito ….

E’ per questo motivo che sono rimasto deluso dal cedimento di Monti il quale ha fatto capire che  sia possibile a breve diminuire la pressione fiscale e sono arrabbiato con la sinistra perché non chiarisce se e come vorrà introdurre una patrimoniale che aggredisca questo cancro mortale che da troppo tempo ci sovrasta.

In questo momento siamo tutti un po’ indignati e scandalizzati da quanto apprendiamo della nostra classe politica dirigente e i tanti talk show televisivi sono una specie di lavacro mediatico in cui ciascuno si libera dalle proprie colpe dando addosso ai Formigoni di turno. Tutti coloro che non emettono fattura o lavorano in nero, coloro che accettano lo sconticino rinunciando alla fattura, coloro che portano i soldi all’estero, coloro che non rinunciano ai trenta giorni annuali di malattia sindacalizzata, coloro che sentendosi vittima dello sfruttamento lavorano meno di quanto dovrebbero e potrebbero, coloro che si adagiano sulla intangibilità del posto di lavoro come se fosse una pensione, tutti questi condividono pro quota una responsabilità diretta dello sfascio in cui ci troviamo. Tutto ciò senza togliere nulla alle gravi colpe di alcuni politici.

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2 thoughts on “La colpa del debito

  1. Figurarsi, tassiamo il lavoro ed incentiviamo le rendite! Se questo è il substrato, ogni ulteriore discussione risulta inutile. Monti ci ha provato a far passare una patrimoniale, ma in Italia governa ancora il parlamento berlusconi; niente da fare fino alla prossima legislatura. Ammesso che ci arriviamo.

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