Per chi votare?

Ci siamo, ormai i giochi sono fatti e domani ci sarà la pausa di riflessione. Chi segue questo blog sa benissimo come voterò ma vorrei che non ci fossero ambiguità perché quando si riflette, le posizioni sono sempre un po’ sfumate per consentire spazio agli interlocutori. Come ho già scritto, il bello di un blog come questo è che a posteriori è possibile ricostruire la trama del racconto e delle riflessioni creando link da un post all’altro seguendo percorsi logici non lineari ma reticolari.

Ho cercato di capire le cause di questa crisi, non solo di quella politica ma soprattutto di quella economica e sociale in cui ci troviamo. Siamo a uno snodo epocale che riguarda il pianeta di cui il popolo italiano occupa una porzione piccolissima, una nicchia privilegiata e ricca insidiata dalla povertà dilagante legata ai limiti dello sviluppo.

Un regime ventennale fortemente segnato da una personalità che prometteva rinnovamento e rinascita dopo Mani Pulite, che ha riunito in un solo partito forze di matrice ideologica diversa è arrivato al capolinea non foss’altro per motivi anagrafici del fondatore. Un nuovo pifferaio magico sta incantando le masse deluse, promette solo cambiamento e novità: se ci liberiamo di questi, di tutti i politici, finalmente sarà possibile ciò che non avete nemmeno osato sognare, latte e miele scorreranno, stipendi di disoccupazione per tutti, aria pulita, acqua fresca, città sicure, amministrazioni oneste. Destra e sinistra non esistono più, esiste solo il cittadino che con il suo click governerà direttamente entrando nelle scelte di ogni giorno come se la nostra società fosse un enorme condominio in cui non si litiga più ma ci si rispetta e si ascoltano le buone ragioni dell’altro.

Oggi sono andato a comprare una pizzetta rossa in un negozio che fa panini. Il titolare stava parlando con una amica o una cliente lamentandosi che le cose non andavano bene, non ascoltavo il discorso, ma il ragazzo di colore che mi stava servendo dice ‘ certo ormai conviene essere un operaio piuttosto che un padrone’ e non lo diceva con ironia ma seriamente. Il titolare infatti lo prende sul serio dicendo, sì, non se ne può più. Scusi ma io preferisco essere un padrone e non un operaio, dico io. Appena capisce come la penso dice, sì, ma tra padroni e dipendenti non c’è nessuna differenza …. (tipico discorso grillino). Quindi lei sarebbe disposto a scambiare il suo posto con il suo ragazzo? Che c’entra, ma io non sono un padrone … sì infatti lei è un piccolo imprenditore … no, io sono … boh non lo so più nemmeno io cosa sono. Buona la pizzetta! ottenuto il resto riprendo il mio giro dopo aver salutato simpaticamente.

In queste settimane credo di essermi chiarito i dubbi amletici del post sulla sinistra. Mi ha convinto il ministro Barca nella intervista alla Gruber: la situazione è così complessa e difficile che non possiamo rinunciare alla mediazione di partiti seri, organizzati, con una matrice ideologica chiara, con una solida democrazia interna.

Le ragioni per cui ho scelto Bersani alle primarie rimangono valide, la campagna elettorale e le molte interviste televisive in cui l’abbiamo potuto ascoltare più da vicino e a lungo mi hanno confermato in quella scelta.

Non sono pessimista, nella storia degli ultimi mesi ci sono motivi di speranza: Obama, Crocetta, Ambrosoli e tanti altri personaggi di cui ho parlato, soprattutto donne.

3 thoughts on “Per chi votare?

  1. riporto da facebook questa discussione che ritengo molto interessante e che non vorrei fosse persa.

    Antonella: prof, ascoltati il discorso di Grillo stasera in piazza San Giovanni e dimmi cosa ne pensi…

    io: Nulla di nuovo, capisco le emozioni e le commozioni. Anche le masse oceaniche di Mussolini dovevano far provare le stesse sensazioni. Una follia collettiva condita di buone intenzioni, di singoli che disperando del futuro vogliono distruggere il presente per tornare a sperare. Comunque è un fenomeno mediatico, una bolla, una illusione ottica che non ha il radicamento territoriale della Lega nè la capacità diabolicamente creativa di Berlusconi. Grillo è un nuovo messia senza veri discepoli, tanti mediocri che con 200 click si troveranno in parlamento, altro che Scilipoti, la disgregazione del movimento è già cominciata e voglio vedere come sarà in grado di tenere a bada 100 eletti senza vincolo di mandato che dovranno ogni giorno prendere posizione, alla fine manderà affanculo i suoi prima di quanto credi … perché chi di spada ferisce di spada perisce.
    E poi aggiungo che uno che non accetta di farsi intervistare in diretta da un giornalista italiano indipendente, che non si candida direttamente ma che proclama armiamoci e partite non avrà mai il mio voto.

    Antonella: ma fino ad oggi la stampa cosa ha detto o ha potuto diren di Grillo, l’ordine era ”distruggetelo” e ”sputtanatelo” non ci sono riusciti…ce l’hanno fatta con Giannino, ci hanno provato con Ingroia, a quel punto si chiama legittima difesa, quello che deve dire lo dice in piazza e sul blog, la gente che è in contatto con lui non gliene fa passare una e c’è dibattito… secondo me ci si ferma troppo all’apparenza e ai pregiudizi, solite frasi ma nessuno che approfondisca i discorsi che fa, a me sembra molto concreto e propositivo, vuole scardinare un sistema che non funziona e che si basa sulla corruzione e sull’arricchimento di pochi, che siano singoli o gruppi politici, boh, a me sembra condivisibile…

    io: Il vittimismo è uno dei tratti caratteristici di tutti i movimenti populisti dal nazismo e fascismo in poi. Ammesso e non concesso che la stampa avesse avuto un atteggiamento negativo nei confronti di Grillo questo non giustifica che si sottragga all’unico canale a disposizione di tutti anche delle vecchiette rispondendo alle domande che un professionista può fare. In realtà se si andasse a rivedere il fiorire di questo movimento si scoprirebbe che è stato blandito e tenuto in vita proprio dalla stampa sia i giornali di Berlusconi che vedevano nel movimento l’occasione per pompare voti a sinistra sia dalla grande stampa padronale, Corriere in testa. Pensi che gli slogan di Grillo sarebbero ascoltati con tanta partecipazione se non ci fosse stata la campagna di stampa del Corriere con il libro di Stella sulla Casta? Tu dirai che sono stati i fatti scandalosi di questi mesi che hanno ingrossato il movimento e la rabbia. Giusto, ma ti assicuro che ci sono mille modi per veicolare le informazioni, ad esempio ripetendo tutte le sere il nome di Penati anche se non c’erano notizie del giorno che lo riguardavano. La rabbia è stata montata come la panna con un uso raffinatissimo della persuasione occulta. Grillo che è molto intelligente ha saputo sfruttare questa situazione negandosi e facendo così notizia, tutte le sere se ne parlava, ed ora io e te ne stiamo parlando in modo quasi ossessivo. Sono i media che hanno condito e montato una realtà grave che doveva essere analizzata, affrontata e risolta in altro modo, non speculando sulle macerie. E siccome Grillo è intelligente e conosce i suoi polli evita che si presentino negli studi televisivi perché non riuscirebbero a sostenere un contradditorio nemmeno nelle trasmissioni dei tronisti. Sul fatto che Grillo dica cose condivisibili ricorda che dal suo programma mancano indicazioni sulle cose fondamentali, sulle quali c’è solo la tradizione orale delle sue predicazioni evangeliche. Per eventuali approfondimenti: https://rbolletta.wordpress.com/2013/02/09/la-strada-spianata-di-grillo/

    oppure

    https://rbolletta.wordpress.com/2013/01/17/il-programma-di-grillo/

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