Oggi si vota

Oggi si vota. Sono andato al seggio in un momento in cui era uscito il sole dopo una mattinata piovosa e fredda. Avete notato che nel giorno delle elezioni si vedono per strada molte più persone? anziani che vengono accompagnati dai figli, un clima strano con gente che si saluta, quasi un clima di vera festa.

Nell’attesa dell’esito mi rileggo qualche parte del blog e i commenti che i miei amici scrivono soprattutto su Facebook. Ne ho ritrovata una che trovo molto pertinente con il clima di attesa che stiamo vivendo oggi. La riporto qui per conservarla visto che in Facebook la quantità di materiali è tale che questa discussione rischia di disperdersi.

E’ una discussione che il 18 febbraio si è sviluppata sul mio post La nostra matrice.

Paolo Giunta La Spada Interessante. Io credo invece che l’elettorato del M5S sia più a sinistra che a destra. Quindi è il PD ad essere più danneggiato dal M5S. Penso infatti che l’arrabbiato/deluso di destra, più facilmente, non voti affatto. Pertanto se l’astensione sarà altissima la sconfitta per Berlusconi sarà cocente, viceversa se sarà bassissima ha buone possibilità di vincere o di ottenere un eccellente risultato che, purtroppo, rimetterà in stallo penoso il Paese. Per la cronaca noi all’estero abbiamo già votato. Un caro saluto.
18 febbraio alle ore 13.54

Raimondo Bolletta Forse diciamo la stessa cosa. Per essere più chiaro e schematico. Il Grillismo è trasversale e prende voti dappertutto quindi anche dal PD, anzi prima delle amministrative prevalentemente dal centrosinistra. Ma nelle amministrative quell’incremento imprevisto che c’è stato era dovuto a voti di destra. Ora gli incazzati delusi di sinistra se vogliono hanno l’alternativa Ingroia e il bacino di voti di centro sinistra non aumenta per Grillo. Se Grillo cresce arrivando al 20% lo fa prendendo voti a Berlusconi e al centro e allora fa fuori Monti e i suoi alleati (Casini e Fini non entrano alla camera, forse diventeranno senatori nel gruppo di Monti e faranno subito un gruppo a sé stante) e potrebbe addirittura umiliare la marcia trionfale di Berlusconi. Ecco allora che Berlusconi deve schierarsi contro Grillo dicendo che sono tutti comunisti e che un elettore di destra non può votarli. Ma ormai Grillo ha svelato la sua natura fintamente democratica e progressista per mostrare un volto reazionario, aggressivo, antiistituzionale, antisindacale, xenofobo, irresponsabile e sfascista per cui chi lo vota esprime un voto di destra. Non ci sono alibi, non si può giocare più sulle parole. Insomma dopo la bella piazza del duomo di Milano di ieri pomeriggio si torna a sperare.
18 febbraio alle ore 14.47
Paolo Giunta La Spada Nel mio blog, post dello scorso dicembre, intitolato “L’ultima occasione”, scrivevo: …”Parto da un presupposto altrettanto tragico, ma tipico del nostro amato Paese. Il presupposto, non del tutto scontato ma quasi certo, che in Italia ci siano due blocchi. Uno di Destra e uno di Sinistra. Dalle elezioni del 1948 fino ad oggi è sempre stato così. I voti si spostano da un partito all’altro, ma raramente passano da un “blocco” all’altro.  E’ la nefasta conseguenza di divisioni storiche già esistenti, ma esasperate dal fascismo; acuite dalla guerra civile tra italiani durante la guerra, rimaste intatte nella contrapposizione feroce tra Democrazia Cristiana a Partito Comunista Italiano ai tempi dell’URSS, di nuovo riproposte nel berlusconismo – antiberlusconismo degli ultimi 18 anni.”

Ora, se il mio ragionamento è giusto puoi ipotizzare che il voto di protesta di area Centro Sinistra vada a Ingroia e Grillo e il voto di protesta di area Centro Destra possa essere inglobato da Grillo. Il tuo ottimismo mi dà speranza, ma se fai la conta penso che siano di più i voti “non utili” a sinistra che quelli “non utili” a destra. Del resto anche questo fa parte della “tradizione” degli italiani: Montanelli si otturava il naso e invitava a votare DC. Sai quanti faranno lo stesso con Berlusconi? E’ probabile che il Centro Sinistra ce la faccia, ma la domanda è: in quale misura e con quale forza? E soprattutto: come mai non si è stati capaci di parlare al Paese, di evitare una divisività storicamente tragica dal 1921 in poi, di lavorare su contenuti e idee? Queste sono solo alcune delle ragioni per cui non mi viene più neanche voglia di scrivere…
18 febbraio alle ore 15.13

Raimondo Bolletta Come sai siamo tutti un po’ ciclotimici, alterniamo ottimismo a pessimismo, ora sono nella fase positiva. A parte gli scherzi, quello che dici tu dimostra storicamente che ci sono delle matrici stabili e poi ci sono delle oscillazioni dovute agli eventi e alle circostanze. In questo frangente con queste leggi elettorali pochi voti possono cambiare tutto in modo irreversibile, la teoria delle catastrofi nei sistemi complessi ci potrebbe aiutare a capire. Voi italiani all’estero avete già votato, noi abbiamo ancora alcuni giorni per capire e per comportarci in modo razionale, coerente con la nostra matrice e con i nostri interessi di lungo periodo. Tra una settimana ci confronteremo … intanto conviene pensare positivo anche a rischio di sbagliare le previsioni.
18 febbraio alle ore 15.23

Paolo Giunta La Spada Fra una settimana per non prendermi un esaurimento nervoso di stampo foscoliano passerò a parlare delle elezioni keniane…
18 febbraio alle ore 15.33

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