Il dibattito sulla buona scuola: la mobilità

Mi fermo a pag. 58 del documento governativo. Una vera chicca che dà la  misura dell’ingenuità degli autori.

I furboni presentano come una grande idea il fatto che la famosa graduatoria di merito con cui vengono identificati coloro che hanno lo scatto triennale è di istituto o di rete di scuole per cui la probabilità di rientrare nel 66% dipende dalla qualità della singola scuola a cui si appartiene. Difficile rientrare tra gli eletti se tutti sono molto bravi, meglio trasferirsi dove il livello è più bassino e quindi il proprio punteggio si potrebbe collocare più in alto. Beati monoculi in terra caecorum. Così i nostri riformatori pensano che, siccome tutti brameranno i 60 euro di aumento, tutti si metteranno a studiare i punteggi delle graduatorie nelle varie scuole per scegliere quelle più adatte al proprio profilo: la qualità come fosse una Nutella spalmabile si distribuirebbe uniformemente nelle varie scuole. Magari qualcuno chiederà di andare fuori città in qualche paesetto dimenticato da Dio per i 60 euro! Chi ha scritto questa pagina è semplicemente un c… .

Si ha qui la misura di cosa voglia dire in questo documento qualità, merito, impegno, valore.

A questi esperti non punge vaghezza che quando si va al lavoro si prendono treni di pendolari, si usa la macchina, si prende un autobus affollato, ciò che conta realmente è il costo in termini di tempo e benzina, visto che non ci sono indennizzi di alcun tipo. A questi signori non viene in mente che per tutti coloro che si trovano sulla soglia del 66% conviene restare in una scuola prestigiosa e rispettata con tutti colleghi premi nobel per poter dire che per il momento si aspetta che gli eccellenti vadano in pensione … peggio sarebbe non rientrare in una scuola classificata modesta. In realtà, se questo meccanismo di adattamento finalizzato all’adattamento  alla graduatoria si realizzasse, si avrebbe una cristallizzazione contraria. Il top starebbe fermo, mentre il 34% più basso si concentrerebbe nelle scuole peggiori …

Ovviamente tralascio il fatto che nel testo viene dato come ovvio, e che ovvio non è, il fatto che i punteggi siano affidabili, oggettivi, confrontabili … ma sono solo a pag. 58, vedremo che cosa troveremo nel seguito. Se tutti si mettono a muoversi si dovrebbe avere certezza che i punteggi siano trasferibili ed equivalenti.

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