Eurobond 3

Questa mattina ho letto un interessante articolo che consiglio di leggere del prof. Alberto Quadrio Curzio economista, presidente emerito dell’Accademia dei Lincei. Rispetto al mio primo post sull’argomento descrive altri possibili protagonisti, la BEI, il FEI e il FEIS, nella fase in cui occorrerà reperire risorse finanziaria per riattivare l’economia dopo questo stop che non sappiamo quanto sarà lungo.

Altra buona notizia è la decisione di Unicredit di non liquidare i dividendi di quest’anno. E’ una decisione che stanno prendendo quasi tutte le banche europee sulla base di una direttiva della BCE. Invece si compensare gli azionisti, si rafforza il patrimonio di ciascun banca e quindi aumenta la quota di capitali che si possono offrire in prestito a famiglie ed imprese.

Disfattismo

Sui social divampano i commenti ostili alla Germania, lo scetticismo sulle misure adottate in Italia, la visione apocalittica della situazione. Il disfattismo è in grande attività, non solo sui social ma soprattutto nella miriade di giornalucoli quotidiani che fanno capo all’impero berlusconiano e sulla stessa rete RAI, basta guardare la rassegna stampa serale di RAInews24.

Per la verità Facebook è già attrezzato a regolare opportunamente la diffusione virale delle notizie: ciascuno di noi vede solo i propri amici e una selezione di notizie affini ai nostri punti di vista. E’ come se la vastissima popolazione che bazzica nel social fosse strutturata a compartimenti stagni per cui una notizia potenzialmente virale rimane confinata dentro il bozzolo in cui ciascuno si trova e solo sporadicamente può introdursi in un altro bozzolo. Dal mio bozzolo ho eliminato tutti coloro che non la pensano come me, tuttavia sento che il sentiment sta volgendo al negativo e si traduce nella certezza che questa pandemia sarà un disastro di dimensioni bibliche.

Purtroppo in economia il sentiment, l’umore conta e genera profezie che tendono ad avverarsi. Sarà dura e difficile la ripartenza, ripartenza non ricostruzione, perché questa non è la guerra con i bombardamenti a tappeto delle case, delle industrie e delle ferrovie, è una malattia che ha immobilizzato per un po’ l’umanità intera che dovrà ricostruire il proprio spirito, il proprio modo di rapportarsi con gli altri ma il mondo naturale sarà meno inquinato, tutto potrebbe funzionare di nuovo, le università e i centri di ricerca riapriranno, le infrastrutture saranno disponibili, insomma se non ci siamo giocati la testa saremo in grado di ripartire.

Mano al portafoglio

Ultima riflessione positiva della giornata con cui mi sono svegliato. L’aver lasciato attiva tutta la filiera agroalimentare, aver tenuto aperti tutti i centri di progettazione e ricerca ove il lavoro poteva essere smart da casa, aver riconvertito intere aziende a nuove produzioni per dispositivi necessari al settore sanitario vuol dire aver salvato e tenuto in esercizio efficiente una parte della produzione che sostiene il famoso PIL. Le scuole funzionano a distanza, le famiglie si allenano a sopravvivere ingegnandosi perché hanno capito che nulla è automatico.

Certamente il sistema economico sarà inondato di danaro ma occorrerà che qualcuno accetti i rischio di intraprendere senza l’ombrello di mamma Stato, sarà necessario che altri siano disposti a dare fiducia a chi intraprende comprando i titoli di debito pubblico e le obbligazioni che le nostre aziende emetteranno per sanare le loro ferite.

La nostra Europa, discorso del rappresentante spagnole al parlamento europeo

Basta con le lagne

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