mezzo pieno, mezzo vuoto 2

Scrivevo così nel maggio scorso dopo le elezioni europee.

mezzo pieno: la situazione politica italiana non è bloccata, l’elettorato si può spostare anche di molto ed in modo imprevedibile, arriva a concedere ad una sola forza politica anche il 40%, c’è speranza per tutti, basta fare una proposta credibile ed efficace. mezzo vuoto: il sistema è ancora più fragile perché con poco il popolo potrebbe dare una maggioranza bulgara al despota o al capopolo di turno.

mezzo pieno: in due o tre anni seppur con una certa fatica il panorama italiano ingessato per 20 anni è stato stravolto, il personale politico è radicalmente rinnovato, una nuova generazione è andata al potere. mezzo vuoto: i nuovi sono spesso incompetenti e velleitari non hanno una proposta politica di lungo termine, i rapporti di potere reali rimangono immutati nei salotti buoni e nelle consorterie, nei centri di potere economico.

mezzo pieno: il PD è una struttura radicata sul territorio, efficiente, può cambiare leader e non collassare, può rendere stabile, se vuole, il successo momentaneo di Renzi. mezzo vuoto: il PD è un partito di assessori e di faccendieri esposto al rischio della venalità dell’esercizio del potere e dell’amministrazione di risorse economiche.

mezzo pieno: l’avanzata di Grillo si è arrestata, forse apriranno gli occhi e gli spunti positivi presenti in quel messaggio potrebbero arricchire la fase di transizione in atto. mezzo vuoto: il movimento deluso dalla leadership ‘moderata’ di Grillo e Casaleggio potrebbe deviare verso esiti extraparlamentari come accadde per il movimento studentesco del ’68 con il terrorismo della fine degli anni ’70.

mezzo pieno: la deriva antieuropea e anti euro non ha superato il 30% a livello globale, potrebbe risvegliare positivamente le forze europeiste attivando una coesione maggiore sull’obiettivo dell’unione più politica e meno tecnocratica. mezzo vuoto: le forse antieuropee potrebbero condizionare le politiche nazionali provocando una deflagrazione attivata anche da una crisi che come tale non si risolverà in pochi anni.

mezzo pieno: i casi della Francia e dell’Inghilterra con l’esplosione di forze pericolose per la democrazie europea potrebbero indurre un ripensamento diffuso per recuperare il valore della democrazia rappresentativa proporzionale e non maggioritaria e autoritaria. mezzo vuoto: l’instabilità politica di quei paesi potrebbe intaccare la loro stessa economia già traballante e rendere l’area euro e l’area Europa ancor più fragile e contendibile dai capitali che come venti impetuosi circolano sui continenti.

Temo che il bicchiere si stia svuotando.

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