Credere, obbedire, combattere 2

Ripropongo la lettura di un vecchio post. Mi sembra molto attuale. Basta applicare le mie considerazioni di allora a Renzi il quale oltre a somigliare a Berlusconi per certi aspetti, ha assunto anche alcune caratteristiche del grillismo

Spesso ascoltando le notizie di politica e i relativi commenti, in particolare il modo con cui Renzi interloquisce con i propri parlamentari del PD, mi torna in mente questo motto del fascismo: credere, obbedire, combattere. Capisco in quale difficoltà si è cacciato il povero Renzi. Lui pensa che se un gruppo di individui vuole fare una rivoluzione, cambiare radicalmente una realtà inaccettabile, bisogna che abbia forti ideali, deve credere, essere disciplinato e coeso, obbedire, impegnarsi di persona allo stremo delle proprie forze rischiando la propria vita per far fuori il nemico, combattere.

Grillo vorrebbe che almeno il centinaio di eletti, che è riuscito a far eleggere con le sue bracciate possenti nello Stretto, con le invettive gridate fino allo sfinimento nelle mille piazze italiane, fossero idealisti, disciplinati e coraggiosi.

Renzi vorrebbe che i parlamentari, fatti eleggere da un altro segretario che lui ha cercato poi di rottamare, avessero lo stesso entusiasmo dei fedelissimi che assiduamente sono andati alla Leopolda. Nulla di tutto ciò, questi parlamentari sono l’esatto contrario, politicanti della stessa specie che Grillo e Renzi volevano mandare a casa.

Ma forse Grillo e Renzi non hanno capito la natura più profonda delle masse che li hanno votati. Il grillismo, come anche il renzismo, quello strisciante e non dichiarato dei tanti che dicono di essere di sinistra ma … di quelli che dicono che non sono né di destra né di sinistra, degli intellettuali che vogliono rottamare tutto, è l’esatto contrario del credere, obbedire, combattere: siamo immersi in una confusione totale di valori, di ideali, di ideologie, non crediamo più a nulla, nessuna istituzione è credibile, Stato, banche, Chiesa, sindacati, scuola, scienza, nessuna autorità ci sovrasta e a nessuno dobbiamo obbedienza nemmeno ai nostri genitori, nessuno si sente pronto ad andare in battaglia, dobbiamo sempre operare in perfetta sicurezza.

Ma nemmeno il fascismo ha brillato per idealismo, coesione e forza, il motto nascondeva come una foglia di fico una realtà piccolo borghese più prosaica che ci ha portato al disastro della guerra. Lasciare che uno solo pensi e decida e che tutti si accodino è sempre pericoloso.

Questo post è tratto da uno precedente del 2013, purtroppo la situazione non sembra essere migliorata da allora.

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