Populismo di sinistra 2

Rispondo al commento di Luca sul populismo di sinistra. Luca scrive:

Caro Raimondo,
devo dirti subito che il commento di exult49 non mi ha proprio convinto. Se la prende con il populismo di sinistra ma, pur difendendo l’idea di una integrazione europea completa, manca totalmente di osservare che la costruzione dell’euro contiene alcune cruciali contraddizione: la BCE non ha il potere di battere moneta e non esistono i titoli di stato europei.
E poi: perche` non vengono considerato quale e` stato l’effetto perverso dei “bail out” bancari che per nulla hanno modificato lo stato dell’economia europea?
Ed infine, ma veramente la difesa della sanita` pubblica ed universale e con essa dell’istruzione pubblica e` “populista”?

Un caro saluto
Luca

Ho riletto con attenzione il testo di exult49 e francamente devo riconfermare la prima impressione, sono d’accordo su ogni dettaglio di quel ragionamento.

Luca solleva secondo me un altro problema serio: le critiche all’euro sono fondate? è l’euro l’ostacolo per politiche veramente di sinistra? sono possibili politiche di sinistra in un’Europa così congegnata, governata da burocrati, spesso politici in pensione, e da tecnocrati e banchieri dalle regole ferree e implacabili?

Siamo a un passaggio cruciale in cui destra e sinistra si confondono (il governo Tsipras è appoggiato da una formazione di destra), in cui la lega xenofoba e anti terroni riesce a lucrare voti anche al sud sotto la bandiera antieuro e antieuropa.

Il grido di exult49 dice solo: attenzione il virus populista sta attecchendo anche a sinistra, m5s pesca voti a sinistra, Renzi cavalca un populismo lieve ma diffusissimo, negli altri paesi non so cosa stia succedendo ma non è un bel vedere.

Non dimentichiamo che la crisi ucraina nasce da una grave crisi finanziaria trasformatasi in crisi economica e quindi in disastro politico.

Ma all’origine di ciò c’è l’euro? c’è l’Europa? All’origine non dimentichiamolo c’è il fallimento delle politiche ultraliberiste di Bush che originavano da Reagan, Teacher, Berlusconi ed altri epigoni in giro per il mondo. Nel 2008 la bolla dell’indebitamento per il consumo è scoppiata e hanno fatto il possibile per ridurre il danno, poteva essere ben peggiore il disastro …. ma la storia non è ancora finita.

Stampare moneta per facilitare lo sviluppo è ora possibile, la BCE immetterà sul mercato 60 miliardi al mese di carta moneta sonante a disposizione dei governi che potranno emettere titoli di debito sicuri che i tassi non cresceranno troppo ma l’economia non sembra reagire. Il Giappone che dispone di  una banca nazionale ha già sperimentato la strada dell’inflazione pilotata con la stampa di moneta. Finita la fiammata immediata, l’economia ha continuato a languire, ( se così si può dire ..) e i problemi sono rimasti immutati.

Insomma una forza di sinistra, se non vuole essere inquinata dal populismo, deve affrontare l’economia reale, capire ciò che ostacola l’intrapresa, capire che la concentrazione della ricchezza in poche mani va combattuta con la leva fiscale, creare le condizioni perché i contratti siano rispettati e onorati, pensare ad investimenti per il futuro nelle infrastrutture da manutenere o da realizzare ex novo, dire al popolino che non ci sono scappatoie, i debiti vanno onorati soprattutto se occorre farne altri per poter ripartire.

Luca mi chiederà cos’è per me il populismo. E’ quel processo politico che è rappresentabile dalla seguente storiella: tre persone sono sedute ad un tavolo su cui ci sono 1000 euro. Caio si appropria rapidamente e con destrezza di 990 euro e dice a Sempronio: attento che Tizio ti vuol rubare i tuoi 10 euro.

Per una risposta più articolata e meditata rimando a Renzismo 2.

Infine, la difesa della sanità pubblica e della scuola pubblica è assolutamente un obiettivo di sinistra ma è del tutto populista se servisse a creare sacche di inefficienza e sperpero per garantire posti di lavoro inutili (perché non parliamo dei medici della mutua e delle cliniche più o meno private?) e se il suo mantenimento si facesse a debito in modo sistematico. Tanto per essere ancora più esplicito non sono convinto che si debba fare una riforma della scuola per eliminare il precariato, si deve fare quello che serve a una scuola nuova con le risorse che si hanno assorbendo nelle condizioni migliori coloro che sono utili ad una scuola produttiva. Ma con tutto ciò l’Europa non c’entra, anzi sarebbe una formidabile occasione per uscire dal nostro precario e provinciale modo di impostare il problema.

Concludo con un altro esempietto di scelte populiste. L’abolizione dell’IRAP legata ai dipendenti toglie risorse alla sanità visto che quel contributo a carico delle imprese era proprio legato alla salute dei dipendenti, da cui le imprese traggono vantaggio. Ma di questo si è persa memoria.

piedpiper51

 

PS. Vedo oggi, 10 febbraio, un bell’esempio di populismo di destra. Giletti, che guadagna 30.000 euro al mese fa la morale a Capanna che ha un vitalizio di 5000 euro additando i politici a ludibrio delle genti perché guadagnano troppo e rivendicando a se stesso il merito di fare  gli interessi della povera ragazza che chiede la carità per strada … ma  a ben pensarci sono almeno vent’anni che i poveri preferiscono fidarsi di un super ricco sperando in un miracolo …

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