Siamo webeti?

Così ora, noi che passiamo qualche minuto e qualche ora a conversare sui social siamo webeti.

Dopo l’introduzione di questo neologismo da parte di Mentana per qualche giorno non si è parlato d’altro. La Crusca era lì pronta a registrare una nuova parola, altro che petaloso che abbiamo già dimenticato. Intanto io l’ho inserito nel dizionario del mio correttore automatico.

In questa temperie autocritica Scanzi, sempre sul social, forse invidioso del fatto che Mentana entrerà nella storia della lingua italiana come coniatore di un neologismo, si diffonde in una lunga lista di ‘webeti’ classificandola rispetto al tipo di interventi che la massa degli internauti produce a commento degli altrui post.

Effettivamente c’erano molti aspetti nelle lista di Scanzi che mi hanno fatto sentire webete o meglio che mi hanno fatto sentire un nevrotico insoddisfatto che sfoga il suo narcisismo in un mondo virtuale di minus habens.

Anche Eco non era stato tenero dando a noi social dipendenti degli imbecilli.

Ho riflettuto un po’ sulla faccenda ed a un certo punto il lato oscuro combblottista della mia mente inebetita ha formulato una ipotesi.

Mettiamo che sia vero che la volata ai 5 Stelle la stia tirando la Sette, mettiamo che Cairo abbia trovato i soldi per appropriarsi del Corriere per poter costituire un nuovo grande polo mediatico giornalistico in grado di dare la spallata definitiva alla casta politica che ha governato da decenni questo paese disastrato, mettiamo che gli esperti di marketing e di imbonimento mediatico abbiano valutato che la rete non raggiunge più del 20% della popolazione e che il resto è imbambolata davanti allo schermo allora la battutina del direttore Montana contro i webeti della rete serve a ridare fiato e clamore alla TV e ai giornali. Come per dire: uscite dal ghetto di Facebook e tornate a seguire i nostri dibattiti televisivi, i nostri fondi di Rizzo e Stella.

Se fosse così, ho una ragione in più per restare sulla rete, per continuare a leggere quello che un nutrito numero di ‘amici’ condivide o scrive, ho una ragione di più per mantenere viva l’attenzione ai commenti più vari che gente come me, webete come me, scrive sapendo che altri la leggeranno.

Saremo pure webeti ma in questa osteria alcune chiacchiere sono interessanti, alcune anticipano di 24 ore certi dibattiti televisivi, alcune propongono notizie che gli organi di informazione non danno assolutamente. Quindi resterò qui sperando solo di non sbronzarmi di cazzate e maldicenze.

Un blogger al quale contrariamente al solito avevo manifestato un chiaro dissenso su una sua tesi mi ha detto che vedo troppa televisione mentre lui legge solo i giornali, questo cambiava la nostra sensibilità rispetto alle notizie della rete che leggiamo con occhi e reattività diversi. E’ vero, ormai un canale informativo così pervasivo come la TV unita alla rete è in grado di modificare fortemente il messaggio e il dato da rendere i nostri dialoghi come dialoghi tra sordi.

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