Ambiguità

Ieri avevo passato molte ore a polemizzare sulla rete con i grillini, alcuni miei amici, altri piuttosto intolleranti per cui mi sono beccato l’epiteto di corrotto.

Ero molto centrato sulla saga della Raggi, giovane principessa assediata nella cittadella del Campidoglio. A proposito, i miei fedeli lettori ricordano forse che a suo tempo avevo trovato in cantina antiche storie su Mattia il gradasso e la cittadella assediata. Chissà che non trovi altri documenti per situare questa storia della Raggi nel medioevo più oscuro.

Così a sera, quando ho sentito che In Onda sarebbe durata fino alle 11 e che era previsto un parterre de roi non ho resistito alla tentazione e ho violato la decisione di non accendere più la Sette.

A mente fresca, o meglio a mente surriscaldata dalle polemiche di facebook, ho seguito tutto il dibattito centrando la mia attenzione sull’analisi della trasmissione più che sugli stessi contenuti di cui si discuteva e che conoscevo benissimo.

E’ stato un trionfo dell’ambiguità. Intanto l’allestimento scenico e il clima della conversazione: chiacchiera tra amici allegra e informale, battute, pacche sulle spalle, serena conversazione quasi si fosse davanti a dei boccali di birra.  Oltre ai due conduttori che fanno i finti giullari ma che avevano un menabò molto ricco e preciso mostrando di essere molto più svegli e preparati di quanto danno a vedere, tre importanti direttori di giornali Mentana, Travaglio, De Bortoli, due attori di sinistra simpatizzanti del M5S e Orfini presidente del PD.

Il messaggio più immediato era quello di declassare il problema: in fondo si tratta di problemi normali nell’avvio di una nuova giunta, un po’ di ingenua impreparazione, quanto stiamo esagerando, dimentichiamo che cosa hanno fatto gli altri, dimentichiamo Sala a Milano;  qui si esagera, c’è un complotto dei poteri forti contro il nuovo che avanza, la povera Raggi si trova sola a fronteggiare un problema immane, lasciamola lavorare. Nessuno ha detto esplicitamente ciò ma Travaglio e Mentana l’hanno inserito nei loro ragionamenti come fosse una filigrana continua chiaramente riconoscibile.

Chi ha tempo vada a risentire alcuni  interventi soprattutto dei giornalisti ma anche degli artisti e troverà come tutti fossero ambigui esprimevano una condanna e subito dopo una assoluzione, severità e comprensione benevola, comunque distacco perché un giornalista per essere obiettivo non deve prendere  una chiara posizione di parte. E’ il giornalismo di Mentana il quale condisce tutte le sue insalate informative con sapori contrastanti ma ben dosati in modo che nessuno provi disgusto.

De Bortoli si è confermato ai miei occhi  professionista serio e rigoroso, che parla bene e chiaramente e che non indulge a troppe ambiguità. Si sente che ha la schiena diritta e non la piega per assecondare i nuovi padroni come non lo fece con Berlusconi.

L’ambigua leggerezza iniziale ha avuto però un epilogo che mostra come la questione aperta al Campidoglio sia una questione seria, molto seria. Chiuso il dibattito e ceduto lo studio a Sgarbi per una comparsata a favore delle sue iniziative culturali pro terremotati, Mentana entra di corsa nello studio per dare le ultime notizie. Ha il volto di chi ha fatto quattro piani di corsa, in piena tachicardia da emozione, voce afona annuncia che i 5S avevano raggiunto dopo otto ore di conclave una decisione chiara.

Grillo, vero padre e padrone del movimento ed ora super commissario prefettizio del comune di Roma (questo lo dico io), verrà domani a Roma e chiarirà tutto. Si devono dimettere tutti, i due vicini alla Raggi e i due tecnici recentemente nominati. Si ricomincia da zero.

Non ho mai visto Mentana così emozionato. Aveva parlato con Grillo o con Cairo? gli avevano fatto un cazziatone? e sì perché ora non si può essere più ambigui e cerchiobottisti, ora il movimento sta giocandosi tutto e con poco potrebbe prendere palazzo Chigi e caro Mentana non puoi fare il pesce in barile, devi prendere posizione.

Recentemente ho visto integralmente la versione americana di House of cards, poi quella inglese ed ora Narcos. Forse è ciò che ha corrotto la mia testa?

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