Ambiguità 2 e corruzione

Il mio amico Antonio mi ha smascherato su FB, ha capito che sono passato al lato oscuro della forza, sono diventato un complottista.

E’ vero non posso escludere che la corruzione che mi viene imputata da qualche grillino con il quale scambio messaggi sia proprio nella tendenza a vedere complotti dove non ci sono, a vedere nero dove ci sono solo anime belle e immacolate. Da quando sono in pensione ho letto un mucchio di gialli e visto troppe serie televisive poliziesche e catastrofiste. Temo che dovrò curarmi.

Ma in assenza di euforizzanti e di cioccolata continuo a riflettere sulla situazione del mio comune, non parlo di Sala perché vivo a Roma e il mio sindaco è l’avvocato Raggi.

Nel post precedente ho cercato di segnalare quanto siano ambigui i messaggi che certi canali televisivi, con la scusa dell’obiettività, stanno diffondendo.

Ma tutta la saga Raggi è all’insegna dell’ambiguità: il giallo delle comunicazioni intercorse tra i vertici del movimento è all’insegna dell’ambiguità, dico e non dico, io non capisco del tutto, capisco fischi per fiaschi, leggo distrattamente e rilascio interviste che alla luce dei fatti risultano parzialmente false, gioco sulle parole mentendo spudoratamente ma dettando testi che in giudizio non sarebbero legalmente mendaci, non per niente abbiamo a che fare con tanti avvocati o quasi avvocati, chi già esercita e chi non si è ancora laureato ma occupa uno scranno altissimo e si candida a sostituire Mattia il gradasso.

L’ambiguità sta anche nel DNA del movimento: destra e sinistra non esistono più, conta solo l’onestà. Non importa se Muraro ha lavorato per 10 anni nell’AMA, ha incassato un bel po’ di soldi ma non ha rubato o preso mazzette, ha fatturato e pagato le tasse quindi è OK, conosce la macchina, è in grado di farla funzionare magari con qualche comparsata televisiva in cui umilia gli addetti con i quali sino a ieri aveva solo un rapporto di consulenza, ora è quella che comanda e tutto deve essere lindo e pulito in poche settimane, Roma è salva.

La matrice politica non conta più, o meglio conta solo quella del PD che è il ricettacolo di tutte le mafie, tutti diventano puri ed illibati se sono stati purificati dal battesimo a cinque stelle. Quando però si entra nella stanza del potere anche il discrimine fondamentale, onesto e disonesto, perde la sua forza, si offusca, si adatta alle circostanze e alle necessità, si corrompe e diventa ambiguo, conta di più la prossimità e la colleganza, l’appartenenza, la difesa del proprio clan o della propria setta.

Ma dove sta il complotto? dove è il lato oscuro di tutta la faccenda? I miei amici grillini lo vedono chiaramente e lo denunciano a viva forza il Che Guevara pentastellato oggi denunciava le forze del male che si oppongono alla rigenerazione raggiante, i palazzinari, i padroni dei giornali, gli olimpionici tutti a tramare contro la povera Virginia che non dorme più e si ciba di pizze fredde consegnate in ufficio. Ormai i poteri forti spiegano tutto, sono onnipotenti e onniscienti e come una forza oscura si oppongono alla forza del bene.

Sarà vero, non lo posso escludere, ma pensandoci meglio ci sono degli elementi che non mi tornano in tutta questa storia: la 7 è un potere forte? no, vuoi mettere Berlusca e la Rai! Il Fatto è un potere forte? no è una misera cooperativa sempre a corto di soldi, il Corriere è un potere forte? Beh  come si può negare. Cairo, il padrone della 7 e del Corriere, è un potere forte? lascio al mio lettore la risposta.

Mafia capitale è un potere forte? dopo i titoli scandalistici dei primi arresti se ne parla poco è una nuvola nera che sovrasta la città che oramai nelle chiacchiere da bar spiega tutte le nefandezze e le disfunzioni. Nel nostro immaginario è un groviglio di interessi e di cattive condotte orchestrate da personaggi pericolosi e violenti. Ma la Raggi in questi decenni, da quando ha cominciato a lavorare, dove gravitava? Della Muraro ormai abbiamo capito funzioni, compiti e salari dentro il sistema marcio e nauseabondo dell’AMA. Ma la  Raggi? non stava forse nelle stanze prossime al potere della destra romana, non era presidente di una agenzia recupero crediti di una socia di un incriminato in Mafia capitale. Nulla da eccepire un avvocato non è colpevole se difende un assassino ma …

Un complottista come me allora si chiede  perché la destra a un certo punto ha deciso di convergere sulla Raggi lasciando solo Marchini il principe dei palazzinari? Raggi è forse ricattabile dai poteri che le hanno fruttato il 67% dei votanti al ballottaggio?

Perché oggi di fronte alla decisione del direttorio pentastellato di allontanare dal gabinetto e dalla giunta Muraro, il magistrato, Marra e Romeo la Raggi fa resistenza, perché Marra oggi butta là il fatto che prima o poi sarà lui a parlare, perché la Muraro va in giro con un dossier e lo fa secretare in commissione parlamentare? Perché la Raggi si sta mettendo contro Grillo, perché ieri sera Mentana era pallido come uno straccio e respirava a fatica? Perché si insiste a minimizzare e a dire che è tutto una fesseria ingigantita dalla nostre chiacchiere sulla rete e dai giornali dei poteri forti?

Vedo ora che altri la pensano come me, hanno gli stessi dubbi.

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