Tante idee bislacche

Ieri ho buttato là un’idea originale ma forse non ortodossa circa la legge elettorale che dovrà essere approvata nelle prossime settimane. Il mio amico Bortocal15 mi ha preso sul serio ed ha perfezionato la mia proposta. Chi è interessato può leggere i commenti del post.

parlamento-seduta-comune-presso-camera-deputati

WordPress, che è veramente un sistema fantastico e che legge tutto quello che scrivo e di cui spesso perdo memoria, alla fine di ogni post suggerisce la lettura di altri post del blog sullo stesso tema, vecchie cose che in parte avevo dimenticato, altre idee bislacche che tanto bislacche alla fin fine non sono.

Allora ho pensato di raggrupparne  qui alcune  per comodità dei miei lettori.

proposta di Bortocal15

io continuo a pensare che la tua proposta sia tutt’altro che bislacca.

la unisco alla mia di eleggere con estrazione a sorte fra tutti i cittadini (salvo rinuncia) una quota di deputati proporzionale al numero degli astenuti, facendo loro posto con l’esclusione di un numero corrispondente di deputati nelle circoscrizioni dove l’assenteismo e` stato piu` alto.

come noto, per gli studiosi della rappresentanza politica, e come ben sapevano gli antichi greci, esiste un solo sistema elettorale perfetto, ed e` l’estrazione a sorte dei rappresentanti.

diamogli almeno uno spazio adeguato in un parlamento riformato… 🙂

Nel febbraio 2014 io scrivevo questo nel post se fosse per me ..

Con l’attuale frammentazione delle forze politiche, che ha evidenziato almeno tre poli   quasi equivalenti, per poter avere una maggioranza certa e forte occorre prevedere un consistente  premio di maggioranza che la Corte Costituzionale nelle motivazioni della sentenza di prossima pubblicazione potrebbe dichiarare incostituzionale. Ma supponiamo che non sollevi la questione.

Premio come prestito

Con tre poli in campo potrebbe essere necessario regalare allo schieramento più numeroso dal 10 al 20% di posti per superare il fatidico 50% di seggi in Parlamento. Infatti ciascuno dei tre poli  al massimo può arrivare con le proprie forze al 30% di suffragi. Per essere certi che il premio non violi il criterio della rappresentanza democratica si potrebbe prevedere che il premio di maggioranza, cioè i seggi regalati  debbano essere restituiti nella successiva legislatura. Questa soluzione faciliterebbe l’alternanza tra i poli che rende un regime maggioritario democraticamente più accettabile.

Elezioni di mezzo termine

Un’altra soluzione potrebbe essere di introdurre una elezione di mezzo termine per i seggi che non sono stati conquistati con la maggioranza assoluta. Supponiamo che  si adotti il mattarellum senza il doppio turno immediato. In ogni collegio vince chi ha un voto in più degli altri. E’ possibile così che uno dei tre poli solo con il 30% dei voti possa avere anche il 75% dei seggi in parlamento se il suo 30% fosse uniformemente distribuito su tutto il territorio.  Solo i seggi di collegio assegnati con il 50% più un voto durano 4 anni mentre gli altri vanno in ballottaggio tra i due primi di ciascun collegio dopo due anni. Quindi dopo due anni il regalo di seggi per avere la maggioranza dei seggi si estingue e il vincitore di deve ripresentare nel collegio dove non aveva raggiunto il 50%. La quota assegnata dal mattarellum con il proporzionale (25% dei seggi)  durerebbe comunque 4 anni. Il vantaggio di un ballottaggio di collegio posticipato di 2 anni consiste nella possibilità per l’elettorato di tenere sotto controllo la qualità dell’azione della forza politica a cui è stata regalata in parte la fiducia e di operare una pressione forte sulla tenuta delle coalizioni. Non si avrebbe lo sfaldamento verificatosi in passato per la sicumera di poter governare impunemente per almeno quattro anni. Questo sistema rimetterebbe al centro la qualità dei candidati che potrebbero essere cambiati dai partiti che li avevano proposti. In pratica se un eletto con meno del 50% che deve andare al ballottaggio dopo due anni, non si dimostra all’altezza, si rivela  impresentabile, il partito potrebbe decidere di cambiare cavallo, tutto ciò a vantaggio di una maggiore rigore nella scelta dei candidati alle più alte rappresentanze. Se dopo il ballottaggio di nezzo termine la maggioranza svanisce e il parlamento non ne sa produrre una nuova allora viene sciolto e si rifarebbero le elezioni.

nel settembre del 2016 così scrivevo nel post Legge maggioritaria il vero pericolo

…  il lento superamento del bipolarismo destra e sinistra genera forze nuove  che impediscono la vecchia alternanza tra due forze principali che oscillano intorno al 50%

Due sole sono le strade possibili:

  1. il proporzionale puro e l’esistenza di una democrazia assembleare che crea nel dibattito le maggioranze necessarie alla soluzione dei problemi man a mano che questi si prospettano,
  2. premi di maggioranza tipo quelli previsti dall’italicum con tutti i rischi che questo comporta, potere eccessivo ad una sola piccola parte troppo minoritaria e facilmente manipolabile dai poteri forti. Infatti in un sistema tripartito con tante forze residuali piccolissime, bastano piccoli spostamenti di voti per ribaltare radicalmente la situazione. Di qui la grande forza dei mass media che non hanno bisogno di spostare grandi masse ma solo di gestire piccoli gruppi di opinione magari con internet.

Il caso spagnolo è emblematico, lo stallo determinato dal potere di interdizione di Podemos non sappiamo se e come si risolverà, non possiamo escludere che alla lunga non possa determinare il definitivo sgretolamento della Spagna come stato nazionale, d’altra parte una terribile guerra civile è storicamente recente.

Più ci penso e più mi convinco che i premi di maggioranza se sono una necessità pratica per decidere e operare dovrebbero essere a tempo, ad esempio 2 anni su 5 di mandato. In pratica gli eletti con premio di maggioranza decadono comunque dopo 2 anni, se nel frattempo nell’assemblea si forma una nuova maggioranza, quella continua a legiferare e tener in piedi il governo altrimenti si torna a votare.

L’altro estremo è il modello della democrazia diretta tramite click elettronico secondo il modello 5S. Naturalmente se venisse adottata realmente la Raggi camperebbe poche settimane perché la plebaglia che aspetta l’autobus o la metropolitana o subisce lo schizzo della pozzanghera su cui sfreccia la macchina del riccastro di turno tornata a casa si attaccherebbe al proprio personal e invierebbe un click di censura senza remissione. Sarebbe il trionfo di un giacobinismo sistematico.

Molti dei dibattiti sulla rete in queste ore hanno proprio il sapore del giacobinismo classico, l’idea che se un rappresentante non funziona lo si cambia. Non è così, Raggi l’abbiamo votata ed ora ce la teniamo a meno che non faccia qualche illegalità e allora ci penserebbe la magistratura. Ricordiamocelo quando votiamo con leggerezza o per dispetto senza valutare a fondo il valore dei nostri eletti.

Ora l’Alta Corte ha parlato e ormai il maggioritario sembra superato, il massimo consentito è un proporzionale corretto. Cosa succederà? La mia impressione è che le forze politiche e il parlamento siano sfiancati, stanchi e incapaci di fantasia. Ad esempio continuano a parlare di primarie senza ricordare che in un sistema proporzionale il leader non serve più, servono programmi, servono radicamenti sul territorio, serve personale politico di qualità, insomma serve politica serve la capacità di operare sintesi e di avere visioni del futuro.

Intanto, visto che non costano molto, facciamo circolare idee bislacche.

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