Leggendo una carta

Stufo di sentir parlare dello stadio della Roma e piuttosto infastidito dalle foto diffuse oggi da Repubblica sul sito in cui dovrebbe essere costruito, foto pregevoli che però non facevano capire l’esatta ubicazione e soprattutto  rinforzavano l’immagine devastata di Roma come fosse una nuova Calcutta, mi sono deciso a cercare ‘Tor di Valle’ su Google Hearth.

Mi si è aperto un mondo. Dobbiamo  girare di più sulle carte geografiche per allargare la nostra percezione della realtà.

Da anziano nullafacente mi sono allora messo a giocare con il programma e ho prodotto un video che sulla base delle carte 3D di Hearth fa capire dove dovrebbe sorgere lo stadio della Roma.

Chi non vive a Roma si può divertire a seguire il mio volo d’uccello e capire che Roma non è quella città del terzo mondo che crediamo se osserviamo con insistenza solo qualche fermata della Metro sotto casa.

Ma torniamo allo stadio e alla saga di Berdini e Raggi. Capisco che i politici del M5S siano incappati in uno gnommero inestricabile, comunque fanno, scontentano qualcuno, i romanisti o i laziali o i palazzinari o gli ambientalisti o i grillini stessi.

Ora i grillini si stanno rendendo conto che governare e decidere è scegliere, è recidere, che non esistono decisioni che possono accontentare tutti.

Forse è per questo che da mesi non si decide nulla di positivo, ci si trincera dietro i vincoli della forza maggiore della penuria di risorse e delle regole formali della gestione amministrativa.

Ma Berdini è un tecnico, uno che doveva prendere chiara posizione sulla questione, far capire bene ai cittadini le ragioni del Sì o del No tralasciando le punzecchiature alla sua giunta tipiche di chi per tutta la vita ha fatto opposizione.

Basta guardare la mappa senza dover consultare il piano regolatore, si vuol costruire su un’area golenale all’interno di un’ansa del Tevere, di un fiume che prima o poi avrà qualcosa da dire. Il problema non è di limitare la volumetria del nuovo insediamento ma di capire bene cosa sarà: come si accede? solo con i mezzi pubblici o con le macchine? quanti parcheggi? solo zona commerciale o anche abitazioni? chi vivrà nelle torri? la zona come si integra con il resto se è costretta tra il fiume e strade di grande scorrimento? lo spazio disponibile è sufficiente per un agglomerato equilibratamente autosufficiente? serve uno stadio così grande se la gente ormai vede tutto in televisione? siamo certi che non ci siano altri siti migliori?

Se Berdini fosse stato un vero grillino ambientalista avrebbe detto subito: che meraviglia, un ottimo posto per fare una zona umida per gli uccelli di passo e per passeggiate di famigliole romane che vengono qua con il treno o la bici. A proposito, dal video potete osservare che una bella pista ciclabile c’è già, l’avrà fatta una amministrazione grillina precedente?

Insomma cari Grillini decidetevi a buttar fuori Berdini senza rimpianti, cominciate a decidere e a prendervi le vostre responsabilità, se vi serve un urbanista potete contare su di me e sulle carte di Google.

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7 thoughts on “Leggendo una carta

  1. grande ARTICOLO ed esempio di giornalismo vero…

    solo una domanda: ma Berdini e` grillino? non gravitava piuttosto in area Demokrat o comunque di sinistra?

    tutto e` andato come volevasi dimostrare: a parte che lui e` un ciancolo, come dicono dalle mie parti, l’agguato mediatico dell’intervista carpita e` stato fatto per farlo fuori e avere lo stadio.

    meraviglia la superficialita` incredibile (di comportamenti e di giudizi) di un uomo con un curricolo di tale spessore…

    http://www.inu.it/i-segretari-dellinu/paolo-berdinini/

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  2. Ti ringrazio Raimondo per l’analisi attenta e circostanziata del “territorio”. Finalmente si pone l’attenzione anche sugli elementi fisici che lo determinano. Il Tevere nell’antichità era conosciuto come una divinità capricciosa che ogni anno, dall’autunno alla primavera inondava ampi tratti della valle più prossima al mare. Il castello di Ostia antica, costruito nel 1483 da Giulio II per controllare la navigazione alla foce del fiume si trova oggi distante dal corso d’acqua perché il fiume, con una eccezionale piena, nel 1557 cambiò il suo corso. C’è anche da considerare che nelle falde sotterranee, in corrispondenza della massa d’acqua che scorre in superficie, c’è una analoga massa d’acqua. Stiamo attenti alla “capricciosa divinità”. Ma forse ci accontentiamo che nel nuovo stadio la Roma possa giocare un campionato!

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  3. grazie Ovidio, scrivendo il pezzo sul Tevere che prima o poi dirà la sua ho pensato a te, al lavoro che facemmo a scuola negli anni 70 con la tesina sul bacino del Tevere con i ragazzi dello sperimentale del Ruiz.

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