Decidere recidere

Ieri il dibattito giornalistico é stata centrato sui problemi del gruppo parlamentare del senato delll’M5S spaccatosi durante il ballottaggio tra Grasso e Schifani.
Uno degli inganni su cui si fonda il successo del movimento di Grillo é l’assunzione che sia possibile raggiungere un unanimismo su tutto, che sia possibile raggiungere il 100% del consenso, che destra e sinistra non esistano o che non esistano piú. Questo é vero se diciamo, tutti a casa i corrotti, tutti in carcere i ladri, tutti in pensione i vecchi, via le vecchie facce, rottamiamo le vecchie carcasse, e anche se diciamo, aria pulita, meno inquinamento, no alla speculazione, sí a servizi pubblici efficienti. Ma non viviamo a La Palice.
Se vogliamo governare la complessità della storia umana, districare i nodi dell’economia, dobbiamo necessariamente scegliere tra almeno due possibilità, tra molti percorsi possibili tra i quali l’unanimità non si puó raggiungere poiché le logiche, gli interessi e i valori radicati nei soggetti implicati sono diversi.
Se la scelta é fatta da molti soggetti in democrazia si contano le opinioni, tutte legittime e prevale quella della maggioranza. É la modalità scelta dal gruppo del M5S, prevale la maggioranza e poi tutti si attengono. Alla prima scelta vera i grillini si sono risvegliati e hanno toccato con mano che l’unanimismo non esiste e che valori e convenienze sono piú forti delle regole formali stabilite dai contratti e dai codici.
Decidere e recidere hanno la stessa radice, la stessa della parola ceduo: taglio, tagliare. Quando si decide si recide una o piú scelte possibili e se ne lascia una sola. Di fronte a un nodo che non si riesce a sciogliere si prende una lama e si taglia il nodo e si va avanti. Esattamente come Salomone che decide di tagliare in due il bambino conteso dalle madri.
Ma un taglio è sempre doloroso tanto piú doloroso quanto piú intricato il nodo in cui siamo costretti. Cari deputati e senatori questo sarà il vostro pane quotidiano, decidere, scegliere. Non potrete fare i giornalisti che riferiscono al popolo. Per questo c’é già la libera stampa, che sarà pure infingarda ma conosce il suo mestiere. Siete lí e siete ben pagati per decidere e tagliare. Se non sopportate il peso della contraddizione, della dialettica, del ragionamento, del confronto, della mediazione tornate a casa siete ancora in tempo.
E quando tra qualche settimane vi scoprirete diversi tra voi e vi renderete conto che nelle numerosissime votazioni che farete, il gruppo si spacca sempre in due metà secondo matrici culturali ed etiche e valoriali piú forti delle parole d’ordine del movimento, riscoprirete che destra e sinistra esistono anche al vostro interno e non c’è da vergognarsene.

3 risposte a "Decidere recidere"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.