Anno di grazia

Una volta si diceva ‘anno di grazia’, un linguaggio ormai sparito, cancellato dal turpiloquio e dalle cattive maniere.

Ho una certa età e questa espressione mi è sorta spontanea pensando all’anno che si sta chiudendo.

Intanto sono in vita mentre tanti amici e coetanei ci hanno già lasciato anche quest’anno. Il giro di telefonate per gli auguri delle feste natalizie mi ha ricordato quali e quante siano le sofferenze, spesso nascoste, quanto sia difficile l’invecchiamento, quanto sia severo il tempo che passa.

Ma per me, per la mia famiglia, questo è stato un anno di grazia per l’arrivo di Pietro, il primo nipotino. Non potevo immaginare quanto un neonato che cresce, apprende, si manifesta, interagisce, fa i dispetti, le capriole, urla, canta, balla, agita le mani, ammicca, sorride possa illuminare la vita, dargli nuovo senso. I miei amici mi dicono che mi trovano bene, sono ringiovanito, Lucilla ha recuperato alcuni bei lineamenti di quando era giovane mamma …

La luce che ci ha portato Pietro illumina tanti altri fatti, persone, circostanze di cui abbiamo goduto in quest’anno.

Nel mio blog troppo spesso do libero sfogo alle mie insoddisfazioni, oggi alla fine di questo anno di grazie mi piace condividere questi sentimenti con coloro che mi leggono.

Auguro a tutti un nuovo anno in cui sappiamo riconoscere e godere delle grazie che ci verranno donate.

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