Un voto natalizio

Questo piccolo racconto natalizio è il mio dono per i miei amici lettori scritto per augurare buone feste.

Il lunedì Maria, la signora rumena che ci aiuta nelle pulizie di casa, mangia con noi. Può capitare, come è accaduto oggi, che ci siano a tavola le pietanze avanzate dalla domenica, oggi contrariamente al solito c’era anche il vino in una bottiglia aperta ma non finita, dell’ottimo Sauvignon trentino che ho condiviso con Lucilla e Maria versandone due dita nel bicchiere di ciascuno senza chiedere il permesso.

Di Maria vi ho già raccontato la storia delle sei agnelline, dovrei aggiungere che in un lontano villaggio della Romania il gregge nel frattempo è cresciuto, che c’è anche un nuovo cavallo e numerosi cani ma non è di questo che voglio raccontare.

Alla fine del pasto il bicchiere con le due dita di vino era ancora lì per cui ho invitata Maria a bere perché era lì per lei. Signor Raimondo, mi dice, io non sono abituata a bere vino soprattuto da quando mio marito 10 anni fa ha deciso di smettere di ubriacarsi ed ha fatto un voto solenne davanti a Dio. Per questo quando sono con lui anche nelle feste di famiglia come battesimi e matrimoni anch’io non tocco vino.

Così Maria ha cominciato un racconto accorato e commosso che comincia tanti anni fa con la scelta di venire da sola e senza l’approvazione della famiglia a lavorare in Italia. Come accade a tanti maschi rumeni il vino e gli alcolici divennero un dipendenza per il marito il quale continuò a bere anche quando anche lui venne in Italia per fare il pastore. A Natale e in estate tornavano in Romania dai figli e dai propri genitori a volte separatamente. Così 10 anni fa il marito tornò in Romania per le feste natalizie e senza andare a casa pensò bene di fare bisboccia con gli amici senza presentarsi per una giornata a casa dove lo aspettavano mentre Maria era in Italia priva di notizie. Fu un grave trauma perché oltre alla paura che fosse successo qualcosa di grave non furono fatte in tempo prima della neve le scorte di legna con i soldi che lui portava con sé dall’Italia. Maria non ha raccontato troppi particolari ma la conclusione di quell’incidente fu che il marito giurò che non avrebbe mai più assaggiato il vino o assunto alcool.

Quella promessa da 10 anni tiene, la famiglia tiene, la figlia sulla cui testa il padre ha giurato si è diplomata ed ha un buon impiego in Romania, Maria regge tutto sulle sue spalle con la trepidazione di chi sa che la dipendenza dall’alcool è una brutta bestia e forse anche lei fa dei ‘fioretti’ per propiziare la fortuna per se stessa e i suoi.

Nonostante tutto l’ho incoraggiata però a bere quei pochi sorsi e a goderne festeggiando il fatto che le cose ora le vanno bene.

Questo racconto, edulcorato forse dalla circostanza natalizia, in realtà sulla bocca di Maria, nella sua voce a volta leggermente rotta, ci presenta una lunga e dura storia fatta di fatica, di incertezze, di ingiustizie, di violenza, di umiliazioni.

Auguriamoci di poter brindare e festeggiare alla Vita che continua e si rinnova con nuovi doni.

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