Precauzioni ed abitudini

Allora dottore posso stare tranquillo? Sì, sì se le torna la febbre prenda una tachipirina se ha qualcos’altro mi telefoni che anch’io ho gli stessi sintomi.

Questa barzelletta è micidiale, me l’ha raccontata a bruciapelo Giovanni, il barzellettiere del mio condominio. Mi restituiva un libro di barzellette sul colesterolo che gli avevo prestato. E’ rimasto a debita distanza sul pianerottolo e non l’ho fatto entrare in casa. Ho preso il libro con la punta delle dita, come se fosse sporco, ha una copertina plastificata. Dopo i saluti sono andato in bagno l’ho appoggiato sul lavandino, mi sono lavato le mani e poi con del cotone idrofilo ho disinfettato la copertina come se il mio amico Giovanni fosse infetto.

Direte voi, Raimondo sei maniaco. Temo di sì ma i troppi casi di infezioni di gente famosa e protetta mi porta a pensare che le precauzioni debbano essere sistematiche e molto precise.

Mi spiace che il servizio pubblico televisivo non abbia fatto nulla, almeno per quel che posso aver visto, per educare la popolazione alle strategie più opportune per evitare di diffondere il contagio. Solo i soliti piagnistei, che non ci sono le mascherine, che manca questo, che manca quello, che mamma Stato non ha provveduto.

Pseudo esperti che declinano i codici delle mascherine in commercio senza specificare quali siano preferibili nel nostro caso. Risultato, le mascherine non si usano e la gente vittimeggia contenta di non prendere le precauzioni necessarie. Ho già dedicato un post alle mascherine homemade ma ci torno visto che forse ai più sfugge un particolare essenziale.

Le mascherine sono utili anche quando facciamo un percorso in cui non incontriamo nessuno o lo salutiamo da debita distanza. La mascherina serve a impedirci di toccarci con le mani la bocca, il naso e gli occhi. Quindi andrebbe usata anche con gli occhiali, magari da sole. La fonte primaria del contagio sono le mani che mettiamo su superfici infettate, le maniglie dell’ascensore, il corrimano delle scale, la tastiera del bancomat, la carta di credito restituitaci dall’operatore della cassa, il pacco postale plastificato. Dalle mani il virus non entra nella pelle ma se ci tocchiamo la bocca o il naso o gli occhi siamo fregati. Tornati a casa, dobbiamo lasciare le scarpe nell’ingresso come anche il soprabito e poi in bagno a lavarci le mani. Solo allora con le mani sanificate ci possiamo togliere la mascherina e se monouso gettarla, se lavabile metterla a mollo in acqua e varecchina per il prossimo uso.

Bolletta sei un maniaco. Sarà vero, ma queste nuove abitudini dovranno essere la norma per molto tempo anche quando si allenterà il regime di blocco con il virus continuerà a circolare nel mondo, meglio interiorizzarle ora che doverle applicare in nuove emergenze se si sviluppassero nuovi focolai.

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