Idiosincrasia per …. 3

Nell’analizzare alcune mie idiosincrasie ho sottolineato il ruolo dei media televisivi berlusconiani che sono riusciti mediante i propri giornalisti televisivi e le molte trasmissione di intrattenimento a creare un consenso lungo un trentennio. Ma anche altri terremoti politici hanno segnato la vita dei giornalisti più impegnati, il principale è la stagione della nascita e sviluppo del M5S che fa seguito ad un processo ben più lungo di radicamento nel nord della Lega.

i giornalisti militanti

Non posso dimenticare il ruolo avuto da Lerner nella diffusione delle idee leghiste mediante una trasmissione televisiva itinerante Profondo Nord in cui vivaci assemblee erano da lui moderate ed animate. Parallelamente Telepadania e il quotidiano La Padania hanno consolidato una egemonia locale che ha assicurato all’alleanza di centrodestra nel Nord la vittoria sistematica nelle elezioni. Salvini nasce come giornalista e scala con pazienza e sistematicità le gerarchie di un partito sempre più radicato sul territorio.

Un ruolo simile l’ha giocato Santoro che cavalcando da Sinistra la rivolta morale contro il berlusconismo ha introdotto nell’agone televisivo quello sdegno e quella aggressività che Grillo stava gridando nelle piazze diventando un promotore indiretto del grillismo. Nel caso grillino il ruolo dei media è stato meno diretto e decisivo rispetto a quello dei social in cui la gestione dell’informazione e della disinformazione è stata solo in parte a carico dei giornalisti ma è stata in mano ai cittadini smanettatori che si sono sentiti protagonisti seppure sapientemente manipolati.

Ho citato solo due nomi per indicare una categoria di giornalisti che non solo sono schierati ideologicamente ma che sono stati in grado di influire sui processi come fossero leader politici protagonisti dei processi che descrivevano.

Molti giornalisti sono passati direttamente alla politica entrando nelle istituzioni rappresentative o nelle amministrazioni. Alcuni sono rientrati nei ranghi dopo l’impegno politico diretto ma, come la Gruber che è stata eletta nel PD al parlamento europeo, faticano a mantenere un ruolo super partes come sarebbe richiesto ad un giornalista.

E allora caro Bolletta dove sta lo scandalo, perché questi ti sarebbero antipatici e perché reagisci in modo emotivo rispetto a questa realtà? E’ forse invidia per il loro successo? Non lo posso escludere.

Ma ci sono due aspetti che vorrei sottolineare.

Non è vero che i media e i giornalisti non hanno influenza sulla mentalità e sulle scelte dei cittadini, l’intreccio tra classe politica, strutture di potere, potentati economici è così forte che occorre vedere la casta giornalistica appunto come casta di potere, parte del sistema, nemmeno la più nobile. Noi lettori, noi ascoltatori, noi cittadini elettori dobbiamo sviluppare una sana diffidenza che ci metta in allerta su qualsiasi informazione mediata dalla casta giornalistica.

Ogni giornalista di successo, le stelle mediatiche, ha un passato di militanza, ha un percorso, a volte tortuoso e sofferto che ne segna qualche risentimento, qualche pregiudizio anche involontario. Dal mio punto di vista la mia idiosincrasia è più evidente per tutti quei giornalisti che, provenendo da una militanza di sinistra, nel momento in cui cercano di rifarsi una verginità sottolineano ossessivamente le manchevolezze e i limiti del PD che raccoglie ora tante esperienze che questi stessi personaggi hanno vissuto in passato.

La rabbia di Santoro che in queste settimane ha promosso il suo nuovo libro con interviste e interventi televisivi sulla situazione politica attaccando tutti ma soprattutto il centrosinistra (PD e M5S), le punzecchiature sistematiche dell’Annunziata per tutto ciò che è di sinistra, la tiritera della Gruber che in tutte le sue trasmissioni, di qualsiasi cosa parli a un certo punto si chiede ‘e il PD cosa fa?’ sottolineandone i limiti sono altrettante sbavature che spesso non tollero. L’elenco sarebbe lungo perché in questo trentennio molti hanno dovuto scavalcare la barricata approdando a quel sistema mediatico giornalistico che spesso è stato monopolio in mano al centro destra. Allora, brontolando mentre ascolto certi commenti e certe valutazioni, dico ‘siete dei rinnegati’.

Sì ha forse ragione il mio amico, non sono sereno.



Categorie:Politica, Social e massmedia

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