Pazzia

Un’altra settimana di guerra e non si vedono spiragli nemmeno per un cessate il fuoco. Anzi il delirio di onnipotenza è sempre più evidente nei protagonisti della scena che sono ormai schiavi dell’immagine che hanno diffuso di se stessi, ciascuno sicuro di poter prevalere senza avere alcun dubbio circa i danni arrecati ai suoi. La stupidità collettiva sta prevalendo e il potere della forza bruta esercitata da tutte le parti coinvolte sta prevalendo. Il Papa grida al mondo che siamo tutti pazzi se pensiamo di risolvere questa disputa con l’esercizio della forza delle armi e celebra un rito religioso in cui appare evidente l’impotenza di una statua di gesso e di una croce di legno intagliato.

Di fronte a questi simboli richiama però la forza delle coscienze umane che dovrebbero capire che cosa fare per preservare la pace e agire di conseguenza. Come in tutte le guerre, Dio è molto citato, quasi sempre a sproposito, da chi ha il potere di rappresentarlo come ad esempio il papa russo che benedice i gagliardetti di Putin perché deve fermare il dilagare dell’omosessualità e dei gay pride. Il gesto di papa Francesco, che veste i colori della penitenza e confessa i nostri peccati, ha un significato molto forte di rottura degli equilibri opportunistici da parte di chi sulla guerra prospera ed indica l’unica strada per il raggiungimento di un nuovo equilibrio pacifico, il ravvedimento dei popoli.

La malattia mentale, la pazzia è stata evocata per spiegare il comportamento di Putin ma il papa ha dato dei pazzi proprio a noi che, non volendo sporcarci le mani direttamente, minacciamo sanzioni economiche ma non rinunciamo al calduccio del gas russo con la cui vendita i russi pagano la guerra, noi che decidiamo l’incremento delle spesi militari ben sapendo che possono essere un espediente economico per evitare una recessione dei PIL occidentali, noi che non capiamo che questo riarmo pregiudica i rapporti futuri tra le potenze in conflitto nei prossimi anni. Francesco dà del matto anche a Biden che ormai sembra un commesso viaggiatore indaffarato per aumentare i budget a disposizione in Europa per comprare le sue armi. Devo confessare che lo sopporto sempre meno, arrivo a dire che in certi momenti ho nostalgia di Trump. E’ tutto dire.

Mentre scrivo leggo sui social che i russi arretrerebbero da alcune posizione del nord per concentrarsi sul Donbas e il sud e che si incomincia a parlare di un termine unilaterale per le operazioni militari. Ci diranno che non ci si può fidare di Putin e che, se anche così fosse, bisognerà picchiare ancora più duro e far prevalere la vendetta e la punizione.

Chissà se l’Occidente non belligerante approfitterà per fare proposte sensate come quelle che nel post precedente ho vagheggiato?

PS. in tarda serata di oggi sento che Il commesso viaggiatore ha piazzato il suo gas per i prossimi 30 anni oltre alle armi che continuerà a produrre e a vendere a mezzo mondo. Ma il vecchietto ringalluzzito, parlando in nome di Dio, ha deciso che il macellaio di Mosca va rimosso dal suo scranno. Sono sempre più preoccupato per questa epidemia di celodurismo tra maschi. Forse l’unica donna sulla scena, Ursula, dovrebbe alzare la voce e fare qualche proposta per uscire da questo vicolo cieco in cui i maschi onnipotenti ci hanno cacciato.



Categorie:Politica, Ucraina

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