Chiudi quella bocca!!

Volevo scrivere qualcosa sull’ultima emergenza del momento quella della propaganda di guerra in cui ormai siamo immersi in modo evidente. Ero scandalizzato come tanti e non capivo ma riflettendoci meglio ho capito perché una commissione parlamentare sui servizi segreti voglia discutere dell’opportunità o meno di invitare personalità russe nei nostri talk show. In nome della difesa della libertà di stampa si discute su come limitarne l’esercizio, un vero ossimoro. Ci dicono siamo in guerra e anche l’informazione deve piegarsi alle ragioni della guerra …

Poi questa mattina aprendo il mio blog ho riletto alcuni vecchi post che qualcuno sulla rete aveva recentemente visitato, cosa che faccio spesso perché mi piace pensare che altre persone abbiano dedicato un po’ di attenzione ai miei post e perché quasi sempre rileggo ragionamenti che avevo dimenticato negli anni. Ebbene il post veramente illuminante indicato tra i post letti nelle ultime 48 ore è Paradossi, contraddizioni e metafore 2 un testo scritto nel ’18 in piena crisi politica in cui attaccavo i 5Stelle e imputavo loro l’amicizia con la Russia e l’ostilità per l’Unione europea. Allora ho capito!

Alcune forze politiche italiane temono il ricatto che i servizi di informazione russa possono attuare diffondendo notizie o semplicemente alludendo alle collusioni e alle alleanze più o meno scoperte che queste hanno avuto con la Russia di Putin. Che Putin abbia da tempo interferito sui sistemi politici e partitici occidentali è cosa ormai accertata, che l’abbia fatto in modo sporco e sofisticato tecnologicamente e strategicamente complesso è molto probabile, che il sistema putiniano sia pervasivo come tutti i sistemi illegali e mafiosi non è da escludere. In questa palude melmosa hanno nuotato personaggi di vario tipo da grandi leader a piccoli faccendieri, da facoltosi finanzieri a noti intellettuali ma qualcuno ha tenuto la contabilità perché Putin, non dimentichiamolo, è stato colonnello o giù di lì del KGB, non un lettore di gialli come possiamo essere noi comuni mortali.

Allora si corre ai ripari, si insiste nel dire che tutto ciò che dicono le fonti russe è falso ed è propaganda ingannevole ma per un banale principio di pluralismo alcuni giornalisti russi sono invitati ai talk show, sono però tenuti a bada perché non dicano nulla che sia potenzialmente sgradito e rischioso per i nostri equilibri politici. Divertente, ma anche sconsolante, osservare il modo maldestro con cui la Gruber toglie la parola alle sue giovani ospiti giornaliste russe appena escono dal seminato precedentemente convenuto, imbarazzante vedere come da Floris nel presentare l’ospite russo si premette che è un dipendente dello Stato e quindi non è libero di dire ciò che pensa. Ma allora perché lo invitate?

La guerra mediatica si fa sempre più virulenta come quella sul campo. Siamo probabilmente alle prime schermaglie ed è facile prevedere che all’avvicinarsi della scadenza elettorale i colpi destabilizzanti saranno ancora più fragorosi, non solo attraverso le interviste televisive ma attraverso il dossieraggio in grado di screditare o rafforzare questo o quel leader per indebolire l’Italia e l’Europa.

Ovviamente questo è solo un aspetto del problema; i nostri organi di informazione sono comunque mobilitati a filtrare le notizie in modo che alcuni semplici assunti siano ben presenti nella testa degli italiani. L’invasione della Ucraina è un atto scellerato e crudele, privo di motivazioni, deciso da un autocrate impazzito. Chiunque voglia trovare una sensata via d’uscita onorevole per tutti è trattato da vigliacco cacasotto. La sovraesposizione delle atrocità della guerra sul campo nel tempo provoca assuefazione e rimozione per cui rapidamente ci abituiamo all’idea che la guerra possa continuare fino allo sfinimento … di chi?

Ieri ho messo a disposizione dei miei lettori la raccolta dei post in cui compare la parola Ucraina. Alcuni sono vecchi di 8 anni quando pensavamo che le beghe interne di una repubblica ex sovietica non ci riguardassero e che qualche centinaio di morti non fosse un gran problema. Ora ne contiamo decine di migliaia.

L’informazione e la memoria sono l’unico antidoto per un virus mortale che sta attaccando in modo pervasivo il mondo intero.



Categorie:Politica, Social e massmedia, Ucraina

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