Agenda RB 13 18 22, seguito

Dopo una settimana di vacanza anche dal blog, riprendo la domanda che mi ero fatto nel post precedente. Che ne è dell’agenda RB che avevo proposto nel 2013 e nel 2018? Non cambierei molto, le questioni sono sempre le stesse, debito pubblico incombente, sistema produttivo passivamente statico, sistema formativo in crisi, denatalità e invecchiamento della popolazione. I terremoti di questi due anni, pandemia, inflazione e guerra, hanno aggravato i nostri punti deboli e quasi tutte le forze politiche a un certo punto hanno capito che l’opportunità del PNRR doveva essere colta al meglio attuando le raccomandazioni europee sulle riforme strutturali da fare sotto la guida di un italiano di prestigio come Draghi. La cosiddetta Agenda Draghi potrebbe impegnare il lavoro della prossima legislatura e della successiva ma il modo scomposto e irrazionale con cui ora sono trattate le questioni ancora aperte fa disperare.

Dieci anni fa nella mia Agenda la questione centrale era il debito pubblico e il modo per rientrare nei parametri del fiscal compact. All’epoca si parlava anche di patrimoniale e io proponevo di reintrodurre la tassa di successione per i redditi medio alti prevedendo che tali introiti non alimentassero nuova spesa ma servissero a ritirare dalla circolazione pari importi di buoni del tesoro. Ora, dopo dieci anni e nonostante la batosta della pandemia e dell’inflazione galoppante, quasi tutte le forze politiche propongono una riduzione delle imposte e chi, come il PD, propone una patrimoniale per ricchezze molto grandi lo fa per sostenere la spesa di nuovi bonus per giovani di 18 anni. Purtroppo il rimbalzo del PIL di questo ultimo anno ha mostrato che il rapporto debito/PIL può essere migliorato aumentando il PIL senza ridurre il debito anzi aumentandolo. E’ opinione diffusa tra gli elettori che il debito pubblico possa crescere senza rischi e la destra, che pensa di prendere il potere, mette già le mani avanti prevedendo che eventuali squilibri finanziari dello spread saranno manovre della grande finanza ostile alla destra italiana.

L’agenda RB del ’22 dovrebbe essere integrata con due presupposti inderogabili: immediata modifica della legge elettorale per ritornare a una proporzionale con preferenze e con sbarramento. Se vincessero alla grande le destre, come molti temono, queste avrebbero la possibilità in due anni di introdurre il presidenzialismo e una legge maggioritaria che potenzi ulteriormente il rosatellum per confermare per decenni il loro potere come accadde con la Tatcher. Se invece, come è possibile, nel nuovo parlamento nessuna coalizione prevarrà ottenendo la maggioranza assoluta, si dovrà tornare alla costruzione di nuove alleanze tra i numerosi partiti presenti. Data la gravità dei problemi da affrontare, una nuova legge elettorale proporzionale consentirebbe di tornare celermente a votare, se nessuna maggioranza raccogliticcia reggesse nel tempo.

Il secondo presupposto della mia Agenda sarebbe l’abolizione immediata del finanziamento pubblico dei giornali e dei media. Non conosco nel dettaglio come funziona tale finanziamento, so solo che ci sono troppe testate che sopravvivono grazie ai fondi pubblici senza vendere un numero di copie sufficiente a reggere economicamente l’impresa. Basta vedere la quantità di testate presenti nelle rassegne stampa televisive quasi tutte schierate a destra. Un sistema così disperso e parassitario produce una qualità del sistema informativo molto modesta con giornalisti che ripetono malamente le tiritere degli uffici stampa dei partiti e delle agenzie accrescendo il rumore con messaggi superficiali e fuorvianti. In questi giorni ne possiamo avere una prova nel modo in cui la complessa realtà delle forze politiche che si affrontano e dibattono è rappresentata; solo slogan, pillole, brevissime dichiarazioni, battute e malevolenze.



Categorie:Elezioni politiche 2022, Politica

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