Imprinting ed esperienza

Ieri riflettevo sul mio atteggiamento prudente e conservatore rispetto alla novità di Renzi, soprattutto pensando alle reazioni di alcune persone che rivendicano il diritto di essere molto arrabbiate per la situazione attuale e di sperare in giovani o in persone nuove che non hanno nulla da spartire con questo regime. Persone miti e prudenti vogliono sperare nel nuovo anche contro ogni evidenza.

Come ho già detto in altri post, io sono molto condizionato dall’imprinting che ho rispetto alle persone nuove. La prima impressione è quella che conta, mi condiziona nelle fasi successive del rapporto.  Spesso la prima impressione si è rivelata molto affidabile. Quando facevo il preside, l’ufficio del personale incoraggiava i nuovi supplenti o i nuovi insegnanti a venire il presidenza a salutare.  Dedicavo qualche minuto per i convenevoli di rito e ‘squadravo’ le persone. Facevo con me stesso una scommessa sul tipo di docente che arrivava. Se gli occhi erano sorridenti non potevo sbagliare, avevamo un buon docente. Gli occhi di Renzi non ispirano la stessa reazione, vedo aggressività, furbizia, instabilità, mancanza di disponibilità ad entrare realmente in relazione con l’altro. Se si fosse presentato come supplente con la stessa prosopopea avrei alla fine detto alla vicepreside: è arrivato un nuovo docente, sembra molto brillante e volenteroso, forse è anche preparato ma temo che ci combinerà qualche casino, facciamo attenzione. A parte gli occhi, il mio imprinting su Renzi è legato, come ho già raccontato, ad alcuni anni fa in cui come nuovo sindaco di Firenze entrò in polemica con l’allora ministro Bondi per rivendicare per la città contro il demanio dello Stato il possesso del David di Michelangelo.

Torniamo però alle riflessioni sul mio atteggiamento prudente. Sono andato indietro nel tempo e la lista di situazioni  vissute nella mia vita simili a questa è lunghetta e in tutte ho avuto reazioni simili. Cito solo alcuni passaggi. Quando Craxi, nel congresso del PSI di Rimini, disse che era ora di apportare modifiche alla Costituzione per risolvere i problemi di governabilità di allora, qualcuno ne rimase affascinato come un atto coraggioso e fortemente innovativo. Fino ad allora Craxi mi era sembrato un innovatore interessante, da quel momento cambiai idea. Non mi sono mai fatto irretire dalla palingenesi promessa da Segni quando fece la battaglia contro le preferenze. Gli effetti devastanti del maggioritario e delle liste bloccate le vediamo in questi giorni. Il leghismo con il suo anticonformismo, il suo giovanilismo moralizzatore e protettivo, ha affascinato tante persone per bene, non mi ha mai convinto sin dal primo giorno l’ho pensato come un cancro molto pericoloso che andava solo isolato e non blandito o inglobato come tanti hanno cercato di fare. Della mia diffidenza per la novità portata dal procuratore Di Pietro ho già parlato. Nemmeno per un attimo ho creduto nella palingenesi promessa da Berlusconi. In tutti questi passaggi in cui nuovi personaggi si sono istallati al potere, e lo hanno fatto avendo cura di occupare tutto l’occupabile, tutti si sono legittimati soprattutto sbandierando la differenza tra loro e chi c’era prima. I democristiani sono stati dipinti come mostri che si ingrassavano rubando, i comunisti mangiavano i bambini, i vecchi tutti incapaci o corrotti. Ora capite la mia diffidenza per una storia che si ripete in cui il nuovo si legittima affermando che tutto ciò che è vecchio è da rottamare e non se ne parli più.

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