Gli annunci

I miei commenti politici si sono rarefatti forse perché mi sembra tempo perso rispetto alla velocità con cui cambiamenti epocali si avvicendano quasi giornalmente.

L’annuncio renziano della rivoluzione copernicana delle tasse merita però un commento a futura memoria (per me, che sono il principale lettore di questo blog).

Qualcuno ha spiegato a Renzi che cosa è il fiscal compact? Temo che non lo stia proprio considerando. Qualcuno gli ha spiegato a quanto ammonta il debito pubblico italiano e quanto debito è in mano agli stranieri? Qualcuno ha spiegato a Renzi che l’economia finanziaria si basa sul sentimento degli investitori?

Come è letto dallo gnomo di Londra o di Pechino l’annuncio che tra due anni, se le cose migliorano, le risorse in più non serviranno a restituire un po’ di debito ma a vellicare la disposizione elettorale dell’italiano medio? Quanto costa immediatamente l’inaffidabilità di un governo che dovrebbe garantire l’attuazione del fiscal compact, quanto rende ora la conoscenza dell’ennesimo annuncio guascone che in futuro ci sarà uno sconto fiscale?

Parlando del mio portafoglio l’annuncio magniloquente di Renzi non mi porta a consumare di più ora, anzi mi obbliga a gestire in modo più oculato le mie risorse perché dopo questa bonaccia potrebbe tornare la tempesta.

Qualcuno spieghi a Renzi che la vicenda greca, non ancora chiusa, non dimostra che alla fine battendo i piedi comunque una soluzione di compromesso si trova e tutti possono vivere felici e contenti.  Questa vicenda, anche se si concludesse con una blanda ristrutturazione del debito greco, costituisce un precedente irripetibile rispetto al qual la grande Germania e i suoi alleati più stretti si sono attrezzati per nuove scelte molto più radicali e più dolorose per coloro che non rispetteranno le regole della convivenza comunitaria.

Tutti hanno irriso Shäuble per la proposta dell’uscita temporanea della Grecia dall’Europa,  forse era una stupidaggine, più probabile che fosse un annuncio di nuovi scenari e di nuovi protocolli per l’uscita di una paese dalla comunità europea. Insomma, caro Renzi c’è poco da fare gli spiritosi creando intenzionalmente una situazione in cui è certo che dovrà essere ancora una volta l’Europa a impedire l’aumento del debito pubblico con disappunto degli italiani che non amano i sacrifici.

I media asserviti

Ci sarebbe da ridere se non venisse da piangere a vedere come le redazioni dei telegiornali si sono prontamente sbracciate ad illustrare per filo e per segno la grande manovra annunciata a freddo dal leader maximo. Ci fosse un minimo di riflessione critica, nella stessa frase si mischiano i costi immediati, prossimo anno e i costi complessivi senza ricordare che per certe cose tre anni possono essere una eternità. Allora c’è da spanciarsi dalle risate nel sentire che un comitato per affinare l’ideona di Mattia il gradasso si è riunito di domenica, con questo caldo, per preparare in tutta fretta decreti, leggi, orpelli, slides, nuovi annunci e parole chiave per i tweet. In che mani siamo?

Dimenticavo, occorre far risalire il consenso intorno al capo. E se se ne andasse con la famigliola in ferie non saremmo tutti più sereni?


 

PS del 22 luglio

Commentando un posto di Bortocal

https://bortocal.wordpress.com/2015/07/22/ioodiorenzi-firmato-devid-356/

segnalavo i miei due post dedicati al mio imprinting di Renzi https://rbolletta.com/2012/12/01/imprinting-ed-esperienza/
https://rbolletta.com/2012/09/29/il-nuovo-che-avanza/

Bortocal rispondeva:

molto interessanti i tuoi due contributi e il richiamo al rapporto col David michelangiolesco dell’allora sindaco di Firenze Renzi.

credo che noi entrambi, per il lavoro passato di insegnante e di preside (uso questo termine volutamente), abbiamo affinato negli anni la capacità di valutare le persone al primo colpo.

e al primo colpo di Renzi colpiscono anche me certi aspetti che tu hai descritto molto meglio, e io sintetizzerei nella frase “lo sguardo da pesce lesso”: un uomo chiuso ed autoreferenziale.

devo dire che, quando mi studiai il suo programma in cento punti, non ebbi nessun dubbio, neppure all’inizio, della sua totale incompetenza.

ora, in crisi evidente, propone un altro voto di scambio recuperando da Berlusconi, di nuovo! (ma tutto quel che fa Renzi è soltanto puro Berlusconi),  l’idea odiosamente classista e di destra dell’abolizione delle tasse sulle prime case.

continua la politica di favorire gli abbienti penalizzando gli ultimi: la negazione stessa della tradizione democratica (quella autenticamente tale, senza maiuscola).

ma, a quanto capisco, è un nuovo azzardo, del tutto improvvisato: posso sbagliare, ma a giudicare dal clima politico tedesco attuale mi pare impossibile che l’Europa conceda maggiori sconti.

la profonda ingiustizia rispetto al modo in cui è stata gestita la situazione greca sarebbe evidente.

ed è Schaeuble in questo momento il politico più popolare in Germania; ha superato la Merkel nei sondaggi e potrebbe essere lui il prossimo cancelliere; aggiungiamo che anche la SPD è oggi più vicina a lui che alla Merkel (sorprendentemente).

Schaeuble, a differenza delle caricature che se ne fanno da noi, è forse ancora più europeista della Merkel, ma ha ben chiaro che tipo di Europa vuole e non credo farà sconti a Renzi.

 

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