C’è da aver paura ed occorre coraggio 2

Le notizie sulla decrescita del PIL sono preoccupanti, c’è da aver paura ed occorre coraggio perché le più fosche previsioni si vanno consolidando, soprattutto mi preoccupa vedere che la propaganda del MINCULPOP della Casaleggio&C riesca a far presa sulla testa e sulla pancia della gente contro ogni evidenza anche la più severa. La gente pensa effettivamente che il 2019 sarà bellissimo e il consenso per le forze di governo non sembra diminuire.

Le chiacchiere nei social che seguo e soprattutto quelle di ieri pomeriggio in un contesto di persone che conoscevo come molto avvertite e consapevoli, certamente una élite, mi portano ad aggiungere qualche altra riflessione in margine al libro di Calenda.

Premetto che condivido l’analisi che Calenda fa della situazione politica a livello globale in particolare l’allarme che lancia sui rischi della fine della democrazia liberale così come l’abbiamo vista realizzata in Occidente nel secondo dopoguerra. Capisco e condivido la presa d’atto, il mea culpa che declina in molte pagine circa la politica condotta dalla sinistra democratica in Occidente e nel nostro paese, tuttavia, alla fine, considerato anche la litania di queste ore dei gialloverdi circa le responsabilità storiche del PD e della sinistra tutta, il mea culpa di Calenda mi sembra esagerato. [1]

Manca nel libro la denuncia dell’effetto dirompente dei media, prima della TV poi dei social e di internet nella manipolazione della volontà popolare. La questione è: un mondo invaso da queste tecnologie può essere gestito con metodi democratici? Bolletta cosa dici? Sei impazzito?

E’ la riflessione che vado facendo ossessivamente in questi giorni: l’iper democrazia, quella diretta, quella referendaria, quella mediatica hanno prodotto già ora dei mostri che stanno crescendo in modo incontrollato contro ogni ragionevolezza e saggezza proprio contro gli interessi delle stesse masse che hanno votato senza molta consapevolezza. Brexit è l’esempio più evidente, Trump, inutile parlarne, l’Europa è un disastro suicida annunciato.

Calenda insiste sul problema dell’analfabetismo di ritorno assumendolo come un dato di fatto senza però approfondire una analisi della cause, implicitamente addebitando alle istituzioni educative una sostanziale inefficienza per mancanza di risorse ancora un volta non fornite in quantità adeguate dalle élite di sinistra. Tutto vero, ma sempre più mi convinco che siamo in presenza di una grande terribile macchinazione di forze oscure che hanno capito come è possibile influenzare sistematicamente le scelte degli elettori.

E se gli elettori sono manipolabili a piacimento siamo certi che sia sensato lasciare loro le leve del comando? Bolletta! sei su un piano scivoloso, mi preoccupi.

Non posso dimenticare l’ascesa al potere più che ventennale di Berlusconi. Ricordo distintamente che quando comprò la Standa e successivamente la Mondadori qualcuno scrisse che unire la carta stampata, i libri, le televisioni, lo sport e le reti commerciali generava una sinergia vincente per pilotare i consumi degli italiani. Nessuno pensava però che avrebbe influenzato non solo la scelta dei pannolini e dei cosmetici da comprare alla Standa ma anche le opinioni politiche di masse di consumatori felici di liberarsi delle vecchie ideologie novecentesche. Nessuno si preoccupò dell’effetto dirompente dell’idea che si possano avere servizi gratis nascondendo i costi sotto poste non visibili: la TV gratis in tutte le case al prezzo di qualche spiritoso e divertente spot pubblicitario sancì il diritto di avere tutto senza necessariamente pagare, bastava consumare: generazioni intere sono cresciute con l’idea che tutto è gratis e che tutto è dovuto, la scuola, la sanità, la pensione, strade pulite, aria pulita tutto come la TV berlusconiana. Avete capito che sto parlando del reddito di cittadinanza? Ah, scusate ho saltato qualche passaggio.

Quando il paese dei balocchi berlusconiano incominciò ad incrinarsi e la sinistra si riaggregò intorno a persone serie e responsabili come Prodi o Ciampi, quando l’impero televisivo e mediatico mostrò le prime crepe generate dalla diffusione del digitale in tutte le sue forme qualcuno pensò di applicare le tecniche di imbonimento commerciale apprese in America alla diffusione e al consolidamento di un malcontento di quelle stesse masse che erano state illuse dal berlusconismo. Parlo ovviamente di Casaleggio che incontrando un comico insoddisfatto e rancoroso perché escluso da giro mediatico craxiano, pensò di lanciare un movimento che avrebbe depotenziato la sinistra privandola della componente più debole economicamente e culturalmente esclusa dai vantaggi del consumismo. Mai sapremo con chiarezza se e come Berlusconi favorì la nascita dei 5 stelle, ciò che è certo è che le reti televisive Mediaset alimentavano quella insoddisfazione crescente che dette fiato ad un gigantesco VAFFA, quello che è certo è che l’attuale patron della 7 e del Corriere nasce come una costola dell’impero berlusconiano ed è cresciuto con riviste a stampa scritte e pensate per il contrario dell’élite colta. Ma come accade in tutte le storie degli apprendisti stregoni, la piccola forza che doveva solo togliere qualche punto alle coalizioni di sinistra perché la destra fosse sempre vincente crebbe troppo assorbendo consenso anche a destra e diventando il perno centrale del sistema politico italiano. Una forza che ha raggiunto il 30% ha candidato personaggi improbabili, è senza un programma riconoscibile funziona senza una vera struttura organizzativa stabile. Un forza che è il frutto di una operazione mediatica gestita da poche persone che in parte rimangono nell’ombra.

Se questa mia visione un po’ complottista fosse vera [2] allora smettiamola di chiedere scusa al volgo perché la sinistra non è stata capace di creare ricchezza per accontentare tutti, certamente poteva fare meglio ma anche se avesse fatto miracoli se una parte della popolazione è lobotomizzata da serate in compagnia dei Porro e dei Travaglio e della serie di giornalisti spargiveleno attivi a tutte le ore e in tutti i contesti, c’è poco da fare non si può che perdere ed essere forze di minoranza finché non si fa il botto e non ci si sveglia da una gigantesca ipnosi.

Ciò detto il libro, come ho già sostenuto, merita di essere letto perché consente di riflettere su argomentazioni robuste ed oneste.

——-

[1] Qui trovate l’elegante mea culpa di Paolo Gentiloni, il governo precedente.

[2] La mia teoria secondo cui c’è una sostanziale continuità tra il berlusconismo e il grillismo attuale prende vigore se si pensa a Freccero che dopo aver gestito ed ispirato la prima televisione di Mediaset ora spadroneggia alla RAI in quota 5 Stelle.

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