Populismo puro

La vicenda delle 4 banche fallite è un esempio perfetto di come si alimenta il populismo. 

Populismo

Come ho detto più volte, per me il populismo è quel particolare processo politico che consente a coloro che detengono il potere e la ricchezza di additare a una parte dei poveri e degli esclusi,  come nemico da abbattere, i rappresentanti politici ed  altri gruppi sociali altrettanto poveri ed ugualmente esclusi dal potere. Cioè i ricchi riescono a far litigare tra loro i poveri e li privano di rappresentanza. Nella nostra epoca, segnata dalla grande disponibilità di informazione, i bastioni a difesa del potere dei ricchi e potenti, sono i media che  manipolano la plebaglia emarginata dai circuiti giusti perché questa continui a scannarsi al suo interno e portare acqua al mulino delle classi dominanti.

Piccola digressione. Ho finito di leggere da poco un bel romanzo storico, con un titolo da thriller, L’assassinio di Pitagora, scritto da un autore spagnolo. Non so se l’autore abbia intenzionalmente sottolineato certi aspetti della vicenda o se sono io che ho una ipersensibilità sulla questione del populismo ma oltre alle tante vicende del racconto un filo rosso è certamente il populismo visto come manipolazione intenzionale delle masse ignoranti e disperate.  Lo scopo è la conquista del potere da parte di pochi per fermare ideologie e costumi razionali e progressisti come fu il pitagorismo.

 

Finita la digressione, torno alla vicenda delle banche. Ne ho parlato nel post precedente e avrei poco da aggiungere se non fossi stato colpito da come la vicenda sia gestita dai media, soprattutto da quelli di destra e se non avessi avuto conferma del carattere populistico della politica dei 5 Stelle.

Vittimismo diffuso

Tutti quelli che sono stati danneggiati dalla vicenda sono genericamente risparmiatori (quindi virtuosi)  gettati sul lastrico. Quasi tutti sono pensionati che hanno visto svanire i risparmi di una vita. Il suicidio di uno di loro ha acceso un sacro fuoco di attenzioni per questi poveracci che sono stati abbindolati dai parenti della Boschi o dagli odiosi politicanti del PD, vecchio e nuovo.

Naturalmente quando si parla di pensionati si pensa automaticamente a quei vecchietti con la pensione minima che vanno  al mercato rionale dopo le 12 quando i prezzi della verdura si dimezzano perché il verduraio ha fretta di chiudere o si pensa alla vedova che tristemente sopravvive nell’appartamentino delle case popolari. No, i danneggiati da questi fallimenti sono frequentatori dei borsini delle banche, gente che legge il giornale, che ha redditi adeguati ad una vita dignitosa se non agiata, che sono responsabili delle proprie scelte. E’ quel ceto medio-alto toccato dal declino, sia quello fisico dell’età che avanza, sia quello economico dei figli che non trovano lavoro e che forse saranno meno ricchi dei genitori. Sia chiaro, non sto dicendo che tutti coloro che hanno perso i loro soldi se lo siano meritato, sto dicendo che i media creano in questo modo quello stesso equivoco che, all’epoca dell’abolizione dell’IMU, era ben illustrato dalla seguente vignetta.

 

batman

Per questo diffuso vittimismo  sono stati trovati alcuni milioni per un intervento ‘umanitario’ a compenso parziale dei danni. E se fallisce una azienda non bancaria che succede ai dipendenti? che succede agli azionisti? Questo risibile intervento governativo, inutile data l’entità, di difficile attuazione per cui verrà alimentata una apposita burocrazia per gestirlo e foriero di contenziosi giudiziari è parso a tutti opportuno, anzi ci sono forze politiche che promettono di più … di recuperare tutto, come dice Salvini.

Caciara

Poi c’è Brunetta & C che chiedono commissioni d’inchiesta parlamentare cioè un processo celebrato da incompetenti per rendere ancor più incomprensibile il quadro delle responsabilità individuali, collettive e politiche. Poi ci sono i giovani politicanti ai quali non pare vero di avere un nuovo aspetto della società da riformare rapidamente e radicalmente cambiando verso anche alle banche. Poi ci sono sono gli adolescenti cronici che se la prendono sempre con il papà, rappresentato in questo caso dal potere superiore, dall’Europa, che è sempre il vero mandante di tutte le nostre disgrazie, dall’euro che tanti guai ci arreca, dalla Banca d’Italia luogo di inefficienza e di incompetenza.

Ieri sera casualmente ho seguito una servizio giornalistico su Tgcom24 che, parlando del caso, accusa la Banca d’Italia di culpa in vigilando  ed espone al pubblico ludibrio gli stipendi dei responsabili della Banca d’Italia. Che cosa c’entra? Il giornalista, invece di esaminare nel dettaglio le ragioni per le quali i provvedimenti della Banca d’Italia sono stati disattesi,  addita al popolino questi signori con tanto di foto e di cedolino dello stipendio come i veri responsabili del disastro. Addirittura Formigli fa passare una falsa intervista ad una signore piuttosto anziano presentato  come ex ispettore della banca d’Italia che svela finalmente le malefatte della banda di Visco.

Tutti colpevoli, nessun colpevole, Europa, euro, Banca d’Italia, fondazioni, membri politici dei consigli di amministrazione, sindaci e sindacati. A proposito di sindacati anche qui la confusione regna sovrana, al solito non si sa per pura ignoranza o per scelta intenzionale del giornalista. Oltre ai sindacati dei lavoratori, che ovviamente hanno un ruolo nella difesa più meno corporativa dei dipendenti delle banche, ci sono i patti di sindacato ‘shareholders agreement’ che riguardano i detentori di pacchetti di azioni nella gestione di una società. Così il giornalista riferisce che alcuni ‘sindacalisti’ hanno ricevuto fidi o prestiti milionari che sono alla base dei dissesti finanziari. Naturalmente il cittadino medio pensa che i sindacalisti siano corrotti e prendano soldi sporchi dalle banche ( potrebbe essere vero ma non sembra  questo il caso). Il giornalista avrebbe potuto usare la parola sindaci generando altri equivoci altrettanto verosimili, ecco i politici sono corrotti. Occorreva chiarire che questi signori sono azionisti particolari o tecnici che rappresentato interessi di patti tra azionisti per il controllo delle società. No, inutile precisare, meglio far caciara.

Ma i soldi dove sono finiti?

Tutto il dibattito evita di affrontare il vero tema: come facciamo a recuperare i soldi che abbiamo prestato? chi li ha presi veramente? Difficile trovare articoli ben documentati sulla natura del crack. Per quel poco che ho letto, capisco che il grosso dei finanziamenti  è stato concesso a persone ed aziende sotto forma di mutui e prestiti per investimenti specifici. In sostanza non sembrerebbe che molto denaro si sia volatilizzato per speculazioni finanziarie andate a male  (derivati, future, leve varie di cui è pieno l’ingegneria finanziaria moderna) né ci siano moltitudini di piccoli mutuatari che per la crisi si ritrovano a non poter pagare le rate convenute. Da quel che leggo ed immagino, queste piccole banche finanziavano quel capitalismo locale che costruisce condomini, centri commerciali, alberghi, panfili da diporto. Si tratta di una economia tradizionalissima a basso rischio in cui si può guadagnare senza grossi rischi. Questo è ciò che veniva forse detto al facoltoso depositante per invogliarlo a comprare le obbligazioni targate dalla banca.

Quello stesso localismo un po’ gretto che fece per poco tempo il successo della banca leghista che ingannò migliaia di risparmiatori leghisti. Solo che anche nel chiuso della propria città, della propria provincia, del proprio giro di amici, colleghi, sodali e soci di benemerite confraternite, ci sono i più furbi che approfittano, che rubano, che truccano le carte. Qui scatta l’inganno! i delinquenti sono solo i politici, i commissari europei, i banchieri nazionali o di Francoforte, non può essere il simpatico  commercialista papà del compagno di scuola di tuo figlio.

Ma i soldi dove sono finiti? A questa domanda si dovrebbe rispondere e verificare se effettivamente quei crediti sono inesigibili. Certo, se i le aziende sono fallite si può far poco … ma allora sta qui la soluzione del rebus. Come vengono gestiti i fallimenti? quanto tempo ci vuole perché una procedura fallimentare si chiuda? quanto costano? quanto si potrebbe recuperare se magicamente i fallimenti si risolvessero in poche settimane?

Quanto si potrebbe recuperare se tra i beni pignorabili a risarcimento di un debito ci fossero anche le pensioni e i vitalizi? Forse sto dicendo una bestialità o forse questo è già possibile ma pensate quanto si potrebbe recuperare se tutti i dirigenti delle banche interessate da questo dissesto rispondessero con il proprio patrimonio e con la propria pensione ai danni prodotti dalle loro scelte sbagliate. Sicuramente si muoverebbero con maggiore prudenza provocando meno danni.

5 Stelle

Ora un pensiero al populismo perbenista di 5 stelle. Questo scandalo è esploso nel bel mezzo di una operazione mediatica che prepara il partito di Grillo alla vittoria elettorale prima a Roma e poi in tutta Italia. Questa vittoria, possibilissima con il nuovo sistema elettorale, passa per una revisione dell’immagine del movimento, non più tendenzialmente eversivo, aggressivo, duro, ribellista ma come forza responsabile, profondamente democratica, radicalmente onesta, unico argine della deriva fascistoide del leghismo e di ciò che rimane della destra berlusconiana.

In questo maquillage dei nuovi futuri padroni della nazione, brilla per efficienca Vespa che consacra da un lato la Boschi a vera regina del renzismo e Di Maio a presidente del consiglio in pectore sorridente, rassicurante, con le idee chiare e improvvisamente moderato.

Nei commenti che riesco a leggere in giro sulla rete e sui giornali, i deputati grillini oscillano tra la vecchia intransigenza iconoclasta che vede nella vecchia politica la radice di ogni male, (i politici sono responsabili anche delle speculazioni delle piccola borghesia vorace ed insoddisfatta), e una posizione più accomodante che assolve tutti da ogni colpa e promette a tutti rimedi e pannicelli caldi conditi con un universale reddito di cittadinanza.

Suggerisco ai miei lettori di far attenzione al modo in cui la questione delle banche viene trattato nel TG con il contrappunto di brevi dichiarazioni conclusive, tipo ‘così parlo Zaraturstra’, di sconosciuti onorevoli pentastellati che dicono di sapere come risolvere ogni problema, anche il fallimento di una banca.

La Boschi

Concludo con un pensiero alla giovane Boschi. Poveraccia, ora che il libro di Vespa le aveva incoronata, è attaccata da ogni dove poiché è di buona famiglia con agganci con la finanza militante. Sic transit …

Ma avete notato che tutti questi giovani politici emergenti sono figli di papà, ricchi spesso legati alle banche? Ok, il mio è un pregiudizio pauperista. Ma cercate di controllare il reddito familiare dei protagonisti di cui parliamo, Renzi, Boschi, Di Maio, Di Battista, ….

Per concludere leggete questo bel post

http://researt.com/2015/12/13/banche-larte-di-farsi-fregare/

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4 thoughts on “Populismo puro

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