INattualità di Visalberghi

Oggi ho partecipato alla presentazione del volume Rileggere Visalberghi a cura di Cristiano Corsini che raccoglie alcuni contributi presentati nel gennaio 2016 nel Convegno “Misurazione e Valutazione di scuole e università. INattualità di Aldo Visalberghi”, organizzato presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania.

cliccare sulla copertina per scaricare il volume in formato pdf

L’idea alla base di quel Convegno fu quella di promuovere una riflessione sull’opera visalberghiana da parte di suoi collaboratori della “scuola romana” di pedagogia sperimentale (Vertecchi, Domenici, Lucisano, Benvenuto, Losito, Asquini) e della scuola gattulliana bolognese (Giovannini, Vannini). Si tratta di una rilettura critica centrata su dialettiche tuttora presenti nel dibattito tra oggettivo e soggettivo, tra misurazione e valutazione, tra didattica in classe e gestione di sistema, tra comparazione e diagnosi, tra scientificità e ideologia, tra valori socio-politici e asetticità della cultura.

La presentazione è avvenuta nella biblioteca dell’Invalsi alla presenza di numerosi invitati e ricercatori dell’Istituto, molti volti che non vedevo da tempo e che mi hanno fatto emotivamente ritornare ad una stagione lavorativa per me molto importante.

In questo blog ho citato più volte Visalberghi come una persona che ha fortemente inciso sulla mia formazione culturale e professionale. Era coetaneo di mio padre e mi rendo conto che spesso applico a lui ciò che mi capita di pensare ricordando mio padre. Quando ci sono fatti felici penso ‘peccato che non ci sia più per vedere a quante cose belle ha dato vita’, quando avvengono fatti tristi o dolorosi penso ‘per fortuna è morto e certe cose non può vederle’. Ebbene in questi ultimi anni il trionfo del cialtronismo incompetente e ignorante, la rinascita di atteggiamenti fascisti mi hanno fatto pensare che per fortuna non c’è più e non può vedere.

Sì, perché tutti noi che nella vita abbiamo creduto nell’educazione scolastica, nella cultura diffusa, nell’efficienza del proprio lavoro di educatori e nella crescita della responsabilità individuale fossero strumenti per un progresso civile stabile e resistente alle avversità della contingenza, se guardiamo all’attualità di questi giorni in Italia e nel mondo, noi che ci siamo ispirati alla pedagogia laica, progressista e positiva di Aldo Visalberghi lo sentiamo ora INattuale.

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